Foti nella Commissione d'inchiesta sulle banche

Il deputato piacentino: «Con i venti che tirano sul Governo Conte, non so neppure se la Commissione riuscirà ad eleggere il 4 settembre i suoi organi, così da potere iniziare la propria attività. Sarebbe un grande peccato che nascesse già morta»

Tommaso Foti alla Camera

Il presidente della Camera Roberto Fico ha chiamato a fare parte della Commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, istituita ‎dalla legge 26 marzo 2019, n. 28, il parlamentare piacentino Tommaso Foti (Fratelli d'Italia). La Commissione, costituita da 20 senatori e da 20 deputati, ‎è tenuta annualmente a presentare alle Camere una relazione sulla attività e sui risultati dell'inchiesta, nonché eventuali proposte di modifica al quadro normativo delle materie oggetto d'indagine. La Commissione si occuperà dei diversi aspetti dell'attività bancaria e creditizia, tra cui: ‎il sistema dei confidi, le agenzie di rating, l'utilizzo degli strumenti derivati da parte degli enti pubblici (anche territoriali), il debito pubblico (in relazione alla disciplina sulla cartolarizzazione delle sofferenze ed alla relativa garanzia statale), le fondazioni bancarie e le norme in materia di tutela del risparmio. La legge istitutiva della Commissione d'inchiesta prevede, inoltre, che i suoi componenti dichiarino alla Presidenza della Camera di appartenenza l'assenza di precedenti di incarichi di amministrazione o di controllo o rapporti di collaborazione e di consulenza continuativa con gli enti creditizi e le imprese di investimento.

I componenti della Commissione, come i funzionari e il personale addetto alla stessa, sono infine vincolati al segreto d'ufficio. Commentando la sua designazione, l'on. Tommaso Foti ha dichiarato: «con i venti che tirano sul Governo Conte, non so neppure se la Commissione riuscirà ad eleggere il 4 settembre i suoi organi, così da potere iniziare la propria attività. Sarebbe un grande peccato che la Commissione nascesse già morta perché vi è una grande necessità di fare luce, e luce vera, su molteplici distorsioni che caratterizzano il sistema bancario e sulle responsabilità e omissioni degli enti preposti alla vigilanza. Occorre trasparenza a tutela dei clienti del sistema bancario e di coloro che i banchieri lo fanno sul serio e con coscienza. Vedremo se, tempeste politiche permettendo, sarà possibile svolgere questo compito di grande responsabilità e di assoluto rilievo».

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