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Fronte d’Azione: «Cugini pensi all’ex Camuzzi che ospita clandestini abusivi»

Il Fronte d’Azione risponde all’assessore Cugini dopo la manifestazione di sabato 9 aprile a Porta Galera

«Si tranquillizzi – scrive Massimo Mazzocchi del Fronte d’Azione - il signor assessore Cugini i cosiddetti “Boia chi molla” lanciati durante la manifestazione di sabato non avevano nessuna intenzione di richiamare rivolte fasciste dei lontani anni ''70'' ma bensì di rincuorare i piacentini sul fatto che esiste ancora chi ha voglia di lottare contro il degrado che appare irreversibile per la nostra antica città. Il signor Cugini parla di “buuu” che in realtà ha udito solo lui nel suo seguire la manifestazione come fosse un funzionario di polizia mentre invece glissa sugli insulti piovuti su di noi  dalle finestre e balconi al passaggio in via Roma o in via Alberoni. Bene farebbe a sottolineare il fatto che nessuno dei partecipanti sia caduto nella provocazione ed abbia avuto un comportamento irreprensibile anche nei suoi confronti, originale nel seguire il corteo passo dopo passo come facevano gli stopper con i centravanti più pericolosi... Agli eroi del politicamente corretto chiedo solo se ad una manifestazione di sinistra multicolore fosse accaduto il contrario?? Si sarebbero levate alte urla manzoniane alla ''terribile'' provocazione fascista...Comunque preso atto del formidabile ''energico attivismo'' del signor Cugini lo invitiamo ad attivarsi insieme a noi nel favorire lo sgombero del palazzo ex Camuzzi in pieno centro a 100 metri da Piazza Cavalli, pericoloso ricovero di diverse decine di clandestini che l'hanno eletto come loro residenza abusiva, oppure a stimolare i controlli sulle residenze abusive in appartamenti sovraffollati proprio di lato alla bella nuova sede Pd in via Roma, magari organizzando tante riunioni serali in modo da verificare personalmente la situazione che si crea dopo il tramonto. Sicuri dell'avere presto tanta gente normale ed onesta al fianco nel combattere la battaglia forse più difficile della lunga storia cittadina per  fermare un degrado che appare inarrestabile dimostrando che “Nulla è perduto”».

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