Gioventù Nazionale: «Il presepe è patrimonio della cultura italiana»

Gioventù Nazionale - Fratelli d'Italia Piacenza: «Preservare anche all'interno delle scuole il clima e lo spirito del  Santo Natale non attiene solo alla fede cattolica, largamente maggioritaria in Italia, ma rappresenta un momento di incontro e accrescimento reciproco tra più culture»

«Queste poche righe - scrive in una nota "Gioventù Nazionale - Fratelli d'Italia Piacenza" - per concorrere a tenere alta l'attenzione su un tema che in questi giorni ha scaldato gli animi: l'opportunità o meno di allestire il presepe all'interno dei plessi scolastici e, più in generale, di celebrare le festività natalizie. Siamo ben consapevoli che la scuola è un'istituzione pubblica e - in quanto tale - laica, così come ci è  ben nota la presenza, nelle nostre scuole, di ragazzi e ragazze provenienti da altri paesi e con fedi religiose diverse dalla nostra».

«Riteniamo però doveroso - continua la nota - mettere in evidenza che le radici romano-cristiane, che da secoli ci accompagnano nel nostro percorso di vita, sono un patrimonio da salvaguardare. Questo non significa certo avere idee preconcette verso il prossimo, quanto invece provare orgoglio per la propria identità. Ci pare surreale la resa generale delle istituzioni scolastiche, nel loro complesso, quando si trattano temi sensibili come questo. Non c’è assolutamente niente di scandaloso nè di offensivo nel celebrare il Santo Natale, una festività connotata da un messaggio ecumenico, da sentimenti di fratellanza e pace. La simbologia del Santo Natale ha coinvolto il nostro popolo anche nella storia recente, si pensi solo alle tregue e agli scambi di doni avvenuti durante la prima guerra mondiale, di cui ricorre il centenario, tra i soldati degli opposti schieramenti».

«Il Santo Natale - spiega "Gioventù Nazionale - Fratelli d'Italia Piacenza" - rappresenta da sempre un momento di ricongiungimento all’interno delle famiglie: chi vive o lavora lontano ritorna a casa, infatti, per godersi la festa con i propri cari. Così è per l'animazione delle cittadine dove si respira un'aria differente, un clima festoso arricchito dall'accensione delle luminarie e dalla realizzazione di numerosi eventi. Comunicare, con la dovuta apertura per il prossimo, che nel nostro Paese vi sono momenti così caratterizzati, significa anche spiegare al prossimo un momento significativo della nostra vita. Chi viene da lontano, se ha la stessa attitudine alla comprensione che noi abbiamo nei suoi confronti, ha ben chiaro che nella simbologia natalizia non vi è nulla di offensivo».

«Preservare anche all'interno delle scuole il clima e lo spirito del  Santo Natale - conclude la nota - non attiene solo alla fede cattolica, largamente maggioritaria in Italia, ma rappresenta un momento di incontro e accrescimento reciproco tra più culture. Chi è sicuro ed orgoglioso della propria identità e della propria cultura, non ha niente da temere da quella degli altri. Il problema è sempre quello di porsi con equilibrio e senza alimentare sterili polemiche, come quelle che hanno animato il dibattito pubblico in questi giorni, in ragione di tanto estemporanee quanto stonate prese di posizione contro il presepe di alcuni dirigenti scolastici».

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