“I Castlan i disan no”: «Neanche il Covid invertirà la tendenza di tagliare le sanità locale»

La presidente del comitato Silvia Brega: «Il sindaco e presidente della Conferenza socio-sanitaria Fontana eviti di puntare il dito contro altre parti politiche, occorre creare unità di intenti per l’ospedale di Castelsangiovanni»

«Come presidente del Comitato “I Castlan i disan no” nato nel 2016 per contrastare il depotenziamento in atto che si stava delineando nel nostro ospedale e nella sanità piacentina, vorrei esprimere alcune considerazioni in merito all’intervento del sindaco di Castelsangiovanni Lucia Fontana nell’ultimo Consiglio Comunale del 30 maggio.

Premetto che, i contrasti politici per un tema così importante non dovrebbero esistere, ma la politica tutta deve assumersi la responsabilità e effettuare un’analisi chiara e dettagliata del perché tutto sia stato così particolarmente devastante e tragico nella nostra Provincia. Personalmente ritengo che l’analisi effettuata dal sindaco Lucia Fontana in merito al perché la reazione del Veneto alla pandemia sia stata pronta ricordando la vocazione storica nel contrasto alle epidemie che vedevano esposta Venezia come Repubblica Marinara, sia una visione limitata e assolutamente insufficiente. L’analisi andava completata con la prontezza di un Governatore che, durante il proprio mandato ha ridotto notevolmente la percentuale di sanità privata a favore di quella pubblica (notoriamente pronta ad affrontare le emergenze/urgenze e le patologie tempo/dipendenti) andando esattamente in controtendenza con le decisioni prese dalla Lombardia notoriamente a favore del privato e governata dalla stessa parte politica.

Da ciò si deduce che, oggi puntare il dito contro una parte politica, sia assolutamente fuori luogo e, come dimostrato dai fatti, la differenza come sempre la fanno le persone. Così come il sindaco Fontana ha colto le sfumature dei ricorsi storici del Veneto, mi chiedo come mai non abbia colto la vocazione storica chirurgica dell’ospedale di Castello che in questi anni ha visto chiudere la Traumatologia e la Chirurgia in Acuto.

Dico “non abbia saputo cogliere”, perché la proposta di una chirurgia di colonproctologia innovativa avanzata dal Comitato, la cui anima ispiratrice era il dottor Lucchini (autorevole Primario di chirurgia), era stata presentata e protocollata al sindaco Fontana e alla Direzione Asl ancora prima dell’approvazione del disastroso Piano sanitario approvato il 31.03.2017, a tale proposta non è mai giunta alcuna risposta.

Ricordo, giusto appunto per dovere di chiarezza che il sindaco Fontana alle innumerevoli richieste del Comitato di avanzare all’Asl la revisione del Piano Sanitario non ha mai concretamente preso in considerazione tale possibilità, vedendo addirittura respinta la mozione che ne avrebbe richiesto l’impegno in tal senso.

In questi anni il Comitato ha effettuato uno straordinario lavoro di sensibilizzazione della problematica sanitaria che via via si stava delineando, organizzando incontri con autorevoli clinici anche di altre province, proiettando filmati, sensibilizzando tutti i sindaci provinciali e della Bassa Lombardia, effettuando esposti per l’ignobile abbattimento della chiesetta dell’ospedale ecc. Il tutto snobbato dalle istituzioni locali tacciando il Comitato di “abbaiare alla luna” e addirittura dandoci la notizia clamorosa di archiviazione del nostro esposto a mezzo di stampa quando la Procura al Comitato non ha mai notificato tale archiviazione, di fatto impedendo la possibilità di effettuare opposizione per avere quantomeno delle risposte.

Oggi, alla luce della desolante situazione sanitaria che osserviamo sul nostro territorio, il compito del Comitato si esaurisce con l’amarezza della constatazione che neppure il Covid e l’enorme dolore lasciato possa invertire la tendenza in atto da anni. Anzi la sensazione è quella dell’accelerazione di un processo.

Auspichiamo che il sindaco Lucia Fontana dall’alto del suo potere non solo come massima autorità sanitaria del luogo ma anche come presidente della Conferenza socio sanitaria, possa tessere relazioni di unità di intenti fra le varie parti politiche ed evitare di puntare il dito contro responsabilità altrui che aiuterebbero solo a creare rigidità invece di concentrare le energie per quanto i cittadini necessitano e meritano. Tanto dolore e sofferenza vissuta non deve essere vana. Auguriamo al sindaco Fontana di potere riuscire in un intento che oggi diventa molto difficile, una sfida tutta in salita che si poteva evitare con una visione lungimirante, in tempi in cui il peggio si poteva evitare, che purtroppo non c’è stata».

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Silvia Brega, comitato “I Castlan i disan no”

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