Lega: «La riforma travolge le autonomie locali virtuose»

Rancan e Zandonella: «Perché votare no al referendum»

«In merito al quesito referendario del 4 dicembre – intervengono il consigliere regionale della Lega Nord Matteo Rancan e il segretario cittadino Luca Zandonella - oltre al lato politico della vicenda ("Se perdo vado a casa" ha detto Matteo Renzi personalizzando il referendum, vedremo se manterrà la promessa in caso di vittoria del NO), crediamo sia giusto approfondire le motivazioni per le quali questa riforma cambierebbe in peggio la Costituzione.

Le ragioni del NO sono riassumibili in 5 punti:

1) Non diminuisce i costi della politica: la Ragioneria dello Stato ha ipotizzato risparmi per 50 milioni di euro con il nuovo Senato a fronte, per esempio, di circa 300 milioni di euro in più dovuti alla nuova legge elettorale con doppio turno (e, tra l'altro, tutto l'apparato del Senato rimane, con i nuovi senatori che avranno comunque diaria e rimborso spese per vitto, alloggio e segreteria, oltre che l'immunità);  
2) Travolge le autonomie virtuose: invece che andare verso un moderno stato federalista premiando gli amministratori degli enti locali con i conti a posto e punendo quelli spendaccioni ed incapaci, vengono tagliati indistintamente funzioni e risorse economiche agli enti locali; 
3) Non supera il bicameralismo come viene spesso detto, ma si passa da quello perfetto a quello pasticciato: i percorsi legislativi si moltiplicano creando maggiore confusione e conflitti di competenza tra Camera e Senato e tra Stato e Regioni; 
4) Riduce la partecipazione dei cittadini alla politica triplicando da 50mila a 150mila le firme necessarie per presentare disegni di legge di iniziativa popolare e non permettendo di votare i nuovi senatori (nominati dai Consigli Regionali); 
5) Non velocizza l'iter delle leggi parlamentari come viene sbandierato: non è mai stato questo il problema (per fare un esempio, la dannosa Legge Fornero è stata approvata in soli 16 giorni!) in quanto questo dipende solamente dalla volontà politica di chi governa.

Per queste motivazioni la Lega Nord voterà NO. Sicuramente aggiornare la Costituzione ai tempi è un passo necessario da fare nei prossimi anni, ma cambiarla tanto per farlo e per tornare ad un centralismo puro non può che trovarci in disaccordo».

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