Lucaselli (Fd'I): «Piacenza è il faro della destra emiliana»

Ylenia Lucaselli, capolista alla Camera al proporzionale per Fratelli d’Italia nel collegio di Piacenza-Parma-Reggio Emilia, ha incontrato i due candidati piacentini del partito di Giorgia Meloni Tommaso Foti e Giancarlo Tagliaferri

Foti, Lucaselli e Tagliaferri

Ylenia Lucaselli, capolista alla Camera al proporzionale per Fratelli d’Italia nel collegio di Piacenza-Parma-Reggio Emilia (è candidata anche all'uninominale a Modena contro Maria Cecilia Guerra di LeU e il ministro Beatrice Lorenzin per il centrosinistra), ha incontrato i due candidati piacentini del partito di Giorgia Meloni: Tommaso Foti (candidato per il centrodestra) all’uninominale, e il sindaco di San Giorgio Giancarlo Tagliaferri, nel listino del proporzionale al Senato. «Lucaselli – ha detto Tommaso Foti - è una delle poche candidate della società civile che Fratelli d’Italia ha schierato nelle sue liste, senza andare a pescare dal "mondo delle vallette". Meloni ha voluto Locaselli perché viene dal mondo professionale, è un avvocato ed è uno dei più importanti manager del mondo nel settore del beverage. È sposata e ha due figli e ha una grande proprietà della lingua inglese: la sua presenza dà lustro alla nostra lista».La 41enne è di origine pugliese e con il marito (americano) collabora nella conduzione di una importante azienda che commercia vino negli Usa e dà lavoro a migliaia di persone.

«Credo che questa breve campagna elettorale – ha dichiarato Lucaselli - che sta già volgendo al termine deve mandare un messaggio: l’Italia deve tornare a essere un Paese leader in Europa, siamo leader per vocazione e possiamo competere con le nostre intelligenze e con quello che possiamo offrire. Il brand Italia esiste molto nel mondo ma è poco tutelato come marchio. Dobbiamo ripartire dal nostro sistema azienda, dal lavoro, dalle pensioni. Interventi spot nei vari settori non servono a niente e noi le idee ce le abbiamo. Non mi sarei candidata con nessun altro partito, non mi sarei buttata in altre esperienze se non Fratelli d’Italia. Però l’esperienza del mondo del lavoro va coniugata con politici che sappiano guidare. In una lista ci vogliono quelli che si sono impegnati sul territorio e quelli che si sono dati da fare con la loro professione». Lucaselli ha riconosciuto il valore di Fratelli d’Italia nel Piacentino: il partito ha medie più alte rispetto al resto della Regione.

«Piacenza è il faro dell’Emilia-Romagna per la destra regionale. Da questa campagna elettorale usciremo rafforzati e saremo la novità, perché non stiamo facendo spot elettorali per uscire sui giornali ma parliamo di progetti che faranno la differenza». Due parole anche sugli scontri di sabato e la visita di Giorgia Meloni a Livorno di ieri: qualche tensione si è verificata tra alcuni contestatori e la leader di Fd’I. «Purtroppo ogni settimana ci sono fatti di violenza, come quello che è successo a Meloni a Livorno. Dobbiamo tornare a occuparci dei problemi, fare da cuscinetto per le realtà terribili che avvengono nei territori. A Macerata ad esempio c’è stata l’azione criminale di un folle che non ha legami con l’ideologia. Ho inoltre parlato con il brigadiere ferito e linciato a Piacenza e mi è parso scosso: devono finire queste cose provocate dai “paladini della democrazia”. Queste azioni violente devono terminare. E provo tristezza per quei politici – come Renzi - che firmano l’elenco degli antifascisti, sembra che siamo in un regime. Il voto per Fratelli d’Italia farà cadere questo regime d’inquisizione».

«A Piacenza – ha commentato Foti - è stato preso a calci un rappresentante dello Stato, a Livorno hanno tentato di ripetere la stessa azione con Giorgia Meloni. Quando sono alla frutta, certa gente la butta in rissa». 

«Anche io – ha concluso Giancarlo Tagliaferri - sono fiero di far parte di questo partito che promuove una volontà di cambiamento. La nostra è una missione che ha radici antiche ma che ci vede portare avanti questi valori nel presente e nel futuro. Abbiamo valori legati alla famiglia e alla ricerca assoluta del bene. Noi non neghiamo l’accoglienza, come dice qualcuno riferendosi a noi, non siamo contrari in linea generale. Non condividiamo però l’accoglienza indiscriminata, stiamo portando qua una parte di quella feccia del mondo che non ci serve. C’è un desiderio di sicurezza per non soccombere ai criminali che sanno di poter agire indisturbati. La colpa è da ricercare negli atteggiamenti “buonistici” dell’accoglienza. Nel mio piccolo ho cercato di promuovere ordinanze nel mio comune in questa direzione».

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