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Nessun centro commerciale nell’area dell’ex Consorzio agrario

Terrepadane in commissione: «Discuteremo con le associazioni dei commercianti e degli artigiani quali nuovi insediamenti commerciali portare nell’area, ma saranno "leggeri" e non danneggeranno nessuno»

«Nessun centro commerciale nell’area dell’ex Consorzio». Prosegue il confronto tra il Consorzio agrario “Terrepadane” e il Comune di Piacenza, sulla riqualificazione dell’area dell’ex consorzio. In commissione 2 si è approcciato nuovamente l’argomento, dopo che la giunta ha dato il via libera alle linee programmatiche di rilancio dell’area da quasi 130mila metri quadri parallela all’asse di via Colombo. A Palazzo Mercanti i tecnici del Consorzio hanno illustrato il progetto di base ai consiglieri comunali. Al progetto stanno lavorando una ventina di architetti, ingegneri e geometri di Piacenza, Milano e Novara, per conto di Terrepadane, proprietaria dell’area. L’azienda conta, se il passaggio istituzionale in consiglio comunale non troverà particolari ostacoli, di riuscire nel giro di 6-7 anni a riqualificare l’intero comparto, ora in stato di degrado ed abbandono.

In commissione Terrepadane, per voce dei suoi numerosi tecnici, ha fatto sapere che l’area avrà una maggioranza di destinazione pubblica: 83mila metri quadri. Ben 54mila metri saranno dedicati al terziario, e solo 14mila a nuove residenze. «È un progetto aperto – ha spiegato Ivano Romanini, architetto -. C’è un ipotesi di suddivisione delle zone e delle destinazioni, ogni settore avrà la sua zona. La zona residenziale sarà posta al centro dell’area, il terziario lungo il perimetro». La volontà di Terrepadane è quella di non portare un altro centro commerciale in città «Avviciniamo cose più leggere nel commerciale sul tessuto urbano. Ci sarà un dialogo sul tema ma non faremo di certo un centro commerciale come stanno facendo a Parma, Reggio Emilia e hanno appena inaugurato ad Arese. Vediamo quanto commerciale può sopportare la città in questa area, ci sono cose che non ci sono ancora a Piacenza e non danneggeranno nessuno, vedremo da un confronto con artigiani e associazioni di categoria di commercianti di non creare problemi. Ne discuteremo e ne parleremo».

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