Nuovo ospedale, in corsa ancora sei aree per ospitare il nosocomio

Per costruirlo 156 milioni di euro (ma con i costi si arriva a 184 milioni), ecco le sei aree: tre alla Besurica, La Verza-strada Valnure, Podere Cascine e Farnesiana. Per l’Ausl migliori le ultime due ipotesi, aree di proprietà dell’Opera Pia Alberoni

la mappa delle sei aree

L’area della Besurica ovest (n.1), Besurica sud (n.2), Besurica est (n.3). Più le sedi già note: l’area tra La Verza e strada Valnure (n.4), Podere Cascine (n.5) e Farnesiana (n.6). Verosimilmente uscirà da questo gruppo di ipotesi l’area che ospiterà il nuovo ospedale di Piacenza. Seduta di Consiglio comunale, quella del 30 maggio, tutta dedicata ad aggiornare la situazione sul nuovo ospedale. Il sindaco Patrizia Barbieri ha ripercorso l’iter degli ultimi mesi, con l’ok della Regione allo studio di fattibilità redatto dall'Ausl di Piacenza. «Trovo giusto – ha detto il primo cittadino - che sia il Consiglio comunale a esprimersi sulla scelta dell’area. Sarà indispensabile un tavolo tecnico tra Ausl e Consiglio (un rappresentante per ogni gruppo consiliare) per chiarire alcuni aspetti. Le aree private si possono espropriare, laddove è stato individuato l’interesse pubblico. Intanto in questi mesi la necessità del nuovo ospedale è passata da una superficie di 128mila a 160mila metri quadrati, e deve avere la possibilità di espandersi ulteriormente in futuro – se ce ne fosse il bisogno -. Abbiamo di fronte cinque aree agricole e una residenziale, tutte idonee. Chiediamo all’Ausl di orientarci sui loro pareri sulle aree». «L’ospedale attuale – ha ricordato il direttore generale Ausl Luca Baldino - vive una drammatica carenza di spazi, che non sono flessibili. Nel nuovo ospedale saranno confermati tutti i servizi, le funzioni e i reparti: anzi, molti verranno potenziati. Quindi il nuovo ospedale avrà tutti i reparti tranne neurochirurgia e cardiochirurgia, che rimangono a Parma. Stiamo parlando di una struttura che disporrà di 1500 posti auto per circa 500 posti letto. Con un asilo aziendale per i figli e un centro diurno per i genitori dei dipendenti. È fondamentale avere più flessibilità possibile nelle strutture dell’ospedale, non possiamo sapere come dovrà essere l’ospedale del futuro tra vent’anni, ci deve essere la possibilità di cambiare. Questo nuovo ospedale deve poter essere in funzione almeno per quarant’anni».

I COSTI

È stato riaggiornato anche il discorso dei costi del nuovo ospedale. Occorreranno 137 milioni di euro per costruirlo (101 milioni per la parte ospedaliera, 5,5 per il tessuto collettivo interno, 17 per gli impianti). Con l’Iva del 10% si arriva a 150 milioni, a cui aggiungere 5-6 milioni per la viabilità e i parcheggi esterni: totale, 156 milioni. Esclusi da questo calcolo gli arredi e il pagamento dell’area. Le attrezzature costano 24 milioni, ma l’Ausl conta di recuperarne tante dall’attuale e trasferirle, quindi la spesa sarà inferiore. Gli arredi costano circa quattro milioni (i letti, le sedie, gli armadi). Il costo complessivo è di circa 184 milioni di euro. Di questi, 123 li mette la Regione, 30 da mutui dell’Ausl, 3 da vendite del patrimonio dell’Ausl (escluso dal discorso l’attuale ospedale). «È ovvio che – precisa Baldino - la Regione, che mette 123 milioni, chiederà di poter disporre dell’area dell’attuale ospedale».

ATTUALE OSPEDALE: COSA FARNE?

Il futuro dell’attuale nosocomio in centro città è ancora incerto. «Le strutture storiche vincolate – ha precisato Baldino - potrebbero avere solo un uso museale. Per l’area al centro – il padiglione delle medicine – e l’area gialla (diabetologia e direzione generale) si propone di fare un’operazione immobiliare per uffici e servizi. L’area del polichirurgico, se permane la decisione di non abbatterlo, l’unica possibilità è di riempirla di pubblica amministrazione. Spostando lì da Barriera Milano i nostri servizi e quelli comunali di via Beverora. Diventa difficile riconvertirlo ad abitazioni o altro: dovrebbero vendere, dopo i lavori di ristrutturazione necessari, a 4 o 5 mila euro a metro quadro».

LE PREFERENZE DELL’AUSL

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Il sindaco Barbieri, durante la seduta, più volte ha chiesto all’Ausl di fornire una sua valutazione sulle sei aree. «L’azienda – ha risposto l’ingegner Baldino - non può che confermare quanto detto con la Regione. Le sei aree come superficie sono tutte adeguate, come forma e dimensioni e per collocazione nella città. Sull’accessibilità invece il discorso è diverso: per tutte e sei le aree andrebbero sistemati i trasporti pubblici (parliamo di 4-5mila utenti al giorno e non tutti vengono in auto). Nessuna è vicina alla ferrovia. L’area della Besurica è congestionata già oggi al pomeriggio e alla sera. Cascina Podere e Farnesiana (terreni entrambi di proprietà dell’Opera Pia Alberoni) sono quelle che presentano meno problemi, sono vicine alla tangenziale e meno problemi di accessibilità. Se poi si decidesse di raddoppiare la tangenziale… sarebbe un’altra cosa. La scelta dell’area essere concordata con la Giunta e il Consiglio comunale perché scegliere un’area significa stravolgere un quartiere cittadino (è calcolato un passaggio di 5500 auto al giorno in più sulla vicina tangenziale, ad esempio). Sarebbe un impatto importante. Mi auguro che per il progetto, che sarà europeo, partecipino i migliori studi d’Europa». I tempi? «Sempre quelli: ci vogliono nove anni - ha concluso Baldino - per finire l’ospedale. Quattro e mezzo per la gara e il progetto. Se non ci sono intoppi in tre anni e mezzo si costruisce: ci vuole più tempo per progettarlo che per realizzarlo».

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