Ok alla commissione welfare, M5S: «Votazione irregolare, esposto al Prefetto»

«Nell'ultimo consiglio comunale è stata votata, in modo secondo noi irregolare, la delibera, a firma del Presidente del Consiglio, per la costituzione di una commissione speciale che valuti proposte nel settore Welfare da presentare poi al consiglio comunale stesso. Ecco cosa è successo»

Quagliaroli e Gabbiani

«Venerdì sera ero a Gossolengo per l’incontro pubblico tra sindaco e cittadini in cui il primo cittadino spiegava perché non si possa opporre alla costruzione dell’impianto di agglomerato bituminoso. Ritengo sia stata una riunione positiva, i cittadini hanno cercato con convinzione di riappropriarsi degli spazi, dei diritti e doveri della democrazia per una partecipe e responsabile gestione della cosa pubblica». Scrive in una nota Mirta Quagliaroli, capogruppo in consiglio comunale. 

«Ho visto cittadini che conoscevano dati, atti e discutevano con i tecnici con eguale o maggior competenza. Spero che un sempre crescente numero di cittadini si impegni per riprendersi la propria comunità e il proprio territorio, la buona politica e i cambiamenti veri non si fanno per inerzia. Mai. Vorrei quindi sollecitare tutti a partecipare ai consigli comunali,  far sentire la propria vigile presenza ad amministratori e politici sempre più distratti, opachi e pressappochisti».

«Al riguardo vorrei segnalare che proprio nell’ultimo consiglio comunale di Piacenza è stata votata, in modo secondo noi irregolare, la delibera, a firma del Presidente del Consiglio, per la costituzione di una commissione speciale che valuti proposte nel settore Welfare da presentare poi al consiglio comunale stesso. Il problema sorge perché il dirigente ha inviato la delibera in bozze solo ai capigruppo all’inizio di giugno, poi  è stata calendarizzata alla fine di luglio con le modifiche fatte dagli uffici. Preciso che tale delibera non è stata allegata alle convocazioni, quindi ufficialmente nessuno ha potuto analizzarla. Non essendo  stata previamente notificata ai consiglieri, sono stati costretti a votare e ad approvare una  delibera fantasma».

«Tale delibera non ha avuto nemmeno  il parere della Commissione competente, come previsto dal regolamento, perché non è mai stata discussa nella commissione, mai convocata. Poichè non riteniamo di poter soprassedere ad una tale macroscopica irregolarità abbiamo ritenuto fosse nostro dovere di amministratori e diritto di cittadini procedere ad un esposto al prefetto e per conoscenza al Ministero dell’Interno.  Aggiungiamo che appena insediati, nel lontano 2012, noi Consiglieri del M5S avevamo fatto un’ identica proposta di delibera di istituzione di una commissione speciale di Garanzia e Controllo che, sempre da regolamento, era stata accompagnata da una relazione che ne motivasse la necessità, aveva quindi percorso l’iter in Commissione 1, avendone parere negativo, e successivamente il passaggio in consiglio, dove fu infine bocciata».

«Per l’ennesima volta dobbiamo esprimere il nostro rammarico nel constatare, come sempre, due pesi e due misure, ma come stupirci? Già Giovanni Giolitti lamentava che regolamenti e norme “Per i nemici si applicano mentre per gli amici si interpretano”. Quel che ci preme segnalare, con crescente disappunto, è che su alcuni atti i controlli sono stati totalmente aboliti mentre sugli altri i controlli dovrebbero essere effettuati dal segretario comunale ruolo che, a Piacenza, in 3 anni è stato ricoperto da tre diverse persone. Singolare e discutibile primato di cui annotiamo l’evidente anomalia. L’incarico di segretario comunale, per legge, è fiduciario e come liberamente conferito dal sindaco può essere altrettanto liberamente revocato, senza alcuna motivazione. In conclusione, dobbiamo constatare che una qualsiasi delibera se approvata diventa esecutiva ed efficace pur essendo illegittima o affetta da vizi procedurali, non può essere disapplicata, deve svolgere i propri effetti normalmente, essere adottata dagli organi dell’amministrazione e subita da coloro ai quali è rivolta (sigh!)»

«L’impressione è che il legislatore, eliminando i controlli di legittimità e depotenziando tutti gli organi di controllo, abbia cercato di eliminare il medico scomodo invece di curare la malattia con l’illusione (o forse la speranza) che più nessuno si accorga che il paziente è sofferente!  Per questo  noi, tutti, cittadini dobbiamo ritornare alla politica praticata non per contrarietà, ma per cultura, per responsabilità, per convinzione, per condivisione come l’altra sera a Gossolengo». Conclude.

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