Pd e Rabuffi: «Il Comune si costituisca parte civile nel processo a Caruso»

Si è aperto il processo penale "Grimilde" a Bologna. Cugini, Buscarini, Piroli e Fiazza (Pd): «La vicenda è stata rapidamente e inspiegabilmente derubricata». Rabuffi (Pc in comune): «Ha danneggiato la nostra comunità e calpestato la nostra dignità»

Giuseppe Caruso

«Non ci risulta che l'Amministrazione Barbieri si sia ancora costituita parte civile nel processo penale Grimilde apertosi a Bologna». Il Partito Democratico, per voce dei suoi consiglieri comunali, interviene per fare un appunto all’Amministrazione. «Se confermato – spiegano Stefano Cugini, Giorgia Buscarini, Giulia Piroli e Christian Fiazza - è legittimo chiedersi perché, in nome di tutti i piacentini. Urge una risposta. Solo qualche giorno fa la Corte d'Appello di Bologna ha confermato il danno all'immagine del comune di Piacenza, costituitosi Pd Partito Democratico Piroli Buscarini Cugini Fiazza-2invece nel processo per il femminicidio di Elca Terezi. Come mai la stessa scelta non è stata fatta, a quanto pare, nella vicenda Caruso? Giorgia Meloni per prima ha gridato ai quattro venti lo sdegno suo e del suo partito a questa vicenda, anticipando che si sarebbe costituita per lesione dell'immagine di Fratelli d'Italia? La reputazione del Comune di Piacenza è forse meno importante di quella di una forza politica? Il 26 giugno 2019 ci siamo svegliati nella consapevolezza di avere un presunto mafioso insediato ai vertici dell'amministrazione. La vicenda è stata rapidamente e inspiegabilmente derubricata e da allora, solo pronunciare il nome Caruso in aula o nei pressi di Palazzo Mercanti pare tabù. La tutela e il rispetto della legalità è il principio cardine delle istituzioni italiane, compreso il Comune di Piacenza, Primogenita e medaglia d'oro. Perché dunque la nostra città non siede accanto al comune di Reggio Emilia, di Brescello, alla Regione Emilia Romagna e a Libera, in qualità di parte civile nel processo Grimilde, tra i quali imputati vi è il già presidente del consiglio comunale, Giuseppe Caruso? Attendiamo una pronta risposta da condividere con i piacentini tutti».Luigi Rabuffi-15

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere di “Piacenza in Comune”, Luigi Rabuffi.  «In questo periodo - interviene il rappresentante della sinistra - in cui l’attenzione dei cittadini è prevalentemente focalizzata a contare le vittime del coronavirus o a dibattere sul nuovo ospedale, accade facilmente di “non vedere” notizie che meriterebbero invece la prima pagina. E così, sfogliando la rassegna stampa, ecco un’amara sorpresa. Riguarda il processo “Grimilde”. La cronaca ci informa che nell’aula bunker del carcere della Dozza di Bologna, si è tenuta la maxi-udienza preliminare (83 indagati) del processo di ‘ndrangheta scaturito dall’inchiesta che tanto scalpore ha generato nella nostra città e che ha portato a 16 arresti e alla contestazione, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, danneggiamento e truffa aggravata. Fra gli indagati, oltre a Francesco Grande Aracri e i figli Paolo e Salvatore, anche l’ex presidente del Consiglio Comunale di Piacenza, Giuseppe Caruso, arrestato, come noto, il 25 giugno 2019, con l’accusa di essere uomo di fiducia del clan Grande Aracri. In attesa che la giustizia faccia il proprio corso, scopriamo che durante l’udienza preliminare sono state avanzate le richieste di costituzione di parte civile da parte della Regione Emilia-Romagna, dei Comuni di Reggio Emilia, Brescello e Zola Pradosa, di Cgil-Cisl-Uil, della Camera del Lavoro di Reggio Emilia e di Piacenza oltreché dell’associazione Libera e di tre vittime della ‘ndrangheta. Un bel gruppo, con un grande assente. Il Comune di Piacenza.  A poche ore dalla conclusione dell’udienza preliminare (che riprenderà il 18/5) non risulta che la Giunta abbia deliberato la costituzione di parte civile, nonostante quanto accaduto, per gravità, abbia certamente rappresentato una ferita profonda per la nostra comunità e un devastante attacco all’istituzione che Giuseppe Caruso ha rappresentato e guidato dall’alto dello scranno consiliare. A memoria, il momento più buio della nostra vita politico-amministrativa. Certamente la peggiore “pubblicità” per il nostro territorio, diventato apparentemente terra di conquista delle cosche. Per tutto questo, per la nostra dignità calpestata, Piacenza in Comune chiede al Sindaco di Piacenza che il Comune si costituisca parte civile e lo faccia con la forza di chi è stato “tradito” ed umiliato, con la serenità di chi sta dalla parte giusta (la legalità) e con la voglia incontenibile di urlare al mondo: la mafia e i mafiosi, a Piacenza, non vinceranno mai».

IL MOVIMENTO 5 STELLE: «STUPIDI DALLA DECISIONE»

«Apprendiamo stupiti – intervengono anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle Andrea Pugni e Sergio Dagnino - che nel processo penale " Grimilde" apertosi  in questi giorni a Bologna,  che vede tra gli imputati il nostro ex presidente del consiglio, il comune di Piacenza non risulta tra quelli che si sono costituiti parte civile. Al pari di  altre forze politiche già intervenute riteniamo la cosa, se non smentita, particolarmente grave, la questione merita la massima attenzione e certamente bisognerà spiegare alla cittadinanza il motivo di questa eventuale decisione. Motivi che noi, francamente, non comprendiamo».

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