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Polledri coordinatore emiliano-romagnolo dell’associazione “Autonomia e Libertà”

L’ex senatore leghista ha ricevuto l’incarico da Roberto Castelli

L’ex senatore leghista ed assessore comunale Massimo Polledri è stato nominato coordinatore per l’Emilia Romagna dell’associazione “Autonomia e Libertà”. La nomina è avvenuta a Bergamo alta il 22 ottobre, presso palazzo Polli Stoppani, nell’anniversario dei referendum per l’autonomia lombarda e veneta. L’Associazione Autonomia e Libertà si riconosce nei valori dell’identità e dell’autonomia. Il referendum per l’Autonomia promosso in Lombardia e in Veneto il 22 ottobre del 2017 costituisce il momento storico fondante della nostra associazione: per sostenerne la concreta attuazione, l’associazione promuove incontri sul territorio e accoglie nuovi soci.

Nell’incontro di Bergamo, che in occasione del referendum ha espresso la maggior percentuale di voti, il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha concretamente illustrato le future azioni, a 4 anni esatti dal referendum approvato il 22 ottobre 2017: «Abbiamo rimesso l’autonomia delle regioni al centro del dibattito politico». Sono intervenuti anche il presidente dell’Associazione, Roberto Castelli, il sindaco di Cisano Bergamasco, Andrea Previtali, e il direttore del centro regionale delle culture lombarde, Andrea Rognoni. Presente in sala anche esponenti storici della Lega ed esponenti delle istituzioni. «Ho incontrato il presidente del Veneto, Luca Zaia e abbiamo preso contatti con il ministro per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini – ha annunciato Attilio Fontana –. I nostri tecnici della Lombardia e del Veneto stanno trattando la questione per affinare ulteriormente la nostra proposta e siamo tutti al lavoro per portare finalmente a casa questo importante riconoscimento, da cui non si può prescindere se non si vuole violare la Costituzione. Le 23 materie sulle chiediamo l’autonomia sono un diritto, e la loro negazione ne costituisce la violazione. Vogliamo vederci trasferite le competenze e l’importo necessario per svolgere queste attività. Per lo Stato si tratta di una riforma a costo zero, una partita di giro che ci permette di utilizzare al meglio le risorse a nostra disposizione, avendone la piena gestione, senza nulla togliere alle altre regioni. Purtroppo si raccontano tante bugie, come quella che vedrebbe venire meno la solidarietà regionale, così come si tende a far confusione sul concetto dei costi standard. Polemiche a parte – ha concluso Fontana –, noi oggi riportiamo ufficialmente all’ordine del giorno un argomento messo da parte anche per colpa della pandemia, che ha rallentato un percorso già in fase avanzata». L’alleanza lombardo-veneta è destinata ad allargarsi, non solo alle regioni di centrodestra, ma anche a quelle di centrosinistra come l’Emilia Romagna, anche se le regole del gioco sono ancora da perfezionare. Certo è che si dovrà raggiungere un accordo con il Governo, da sottoporre poi al voto del Parlamento. E questa è l’unica procedura già individuata a suo tempo con il Ministro Stefani, l’unica accettabile: un accordo bilaterale tra le due parti, con un testo blindato, che venga approvato in toto o respinto in toto dal Parlamento, senza integrazioni o rimaneggiamenti di una qualunque terza parte. Io non firmo niente di diverso». L’ex Ministro Roberto Castelli, ora presidente dell’Associazione Autonomia e Libertà, ha raccolto le parole del presidente Fontana, spingendosi oltre: «Sappiamo tutti che questa Regione manda ogni anno a Roma 54 miliardi di euro, che sono il nostro residuo fiscale. Sinceramente, se almeno qualche miliardo tornasse indietro, penso che ce lo meriteremmo. Pensiamo alle nostre strade provinciali in dissesto e intasate a qualunque ora del giorno e della notte, pensiamo alle nostre scuole, e soprattutto alle nostre povertà, alle nostre fragilità, ai bisogni delle nostre famiglie». Il prof. Andrea Rognoni ha argomentato come la storia lombarda sia un grande mosaico composto da mille tasselli storici, linguistici, culturali che oggi ci restituiscono un grande disegno unitario. In questa sedimentazione millenaria, ben precedente alla romanizzazione, riposta l’anima lombarda, che da secoli è sinonimo di cosmopolitismo, amore per il futuro, intraprendenza e curiosità. Il Professore ha anche sostenuto la necessità che nelle scuole lombarde venga insegnata la Storia della nostra Regione, a partire dalle civiltà neolitiche come la Civiltà camuna. «Sogno una festa nazionale calendarizzata per il 22 ottobre – ha commentato il presidente Castelli – La nostra associazione vuole sostenere l’azione dei governatori su un tema che purtroppo è caduto nel dimenticatoio, mentre è giusto risvegliare le coscienze su un referendum che ha visto proprio la Bergamasca esprimere la percentuale più alta di voti». Sul tema ieri è intervenuto anche l’assessore regionale con delega all’Autonomia, Stefano Bruno Galli, che ha affermato: «Purtroppo abbiamo perso quasi due anni, a causa dello stop ideologico deciso dal Governo Conte bis, ma ora vogliamo riaprire, per dare una risposta ai lombardi che hanno votato sì al referendum. Siamo pronti con il dossier da portare sul tavolo del ministro competente e siamo lieti che si riparta dopo un anno e mezzo».

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