Ponte sul Po: ci sentiamo tutti indignati

Il sindaco Reggi al Corriere: “E' capitato a cavallo delle due regioni più ricche e nessuno ha fatto una piega. Pos­sibile che io sia l’unico a indignarsi?”. Il segretario cittadino Udc, Cassinari: “Reggi rappresenta tutti i piacentini che non sono disposti a coprire gravi colpe”

Reggi ieri ha parlato al Corriere della Sera. Di cosa? Del crollo del Ponte, ovviamente. “Sono cose che succedono nei paesi più derelitti dell’Africa. Qui è capitato a cavallo delle due regioni più ricche e nessuno ha fatto una piega. Pos­sibile che io sia l’unico a indignarsi?”.

Non è l'unico. Insieme a lui, s'indignano tutti i cittadini e ancor più i pendolari costretti adesso a macinare chilometri per aggirare un ponte che non serve più. Sotto sequestro da parte della magistratura di Lodi, che ha aperto un'indagine per accertare cause e responsabilità, è lì che fa mostra di sé nella sua inutilità.

Insomma, il sentimento diffuso è questo: un ponte pieno di incuria, su cui ci hanno fatto passare per anni. Lo ha ribadito, da cittadino oltre che da ingegnere, anche Antonio Conti, ieri intervistato dal nostro giornale sulle possibili cause tecniche del cedimento. “Il ponte della ferrovia, 100 metri più in basso, non soffre del problema” ha detto Conti “perchè la sua è una struttura isostatica, resistente cioè ai cedimenti millimetrici”.
Verissimo, durante le terribili ore dello scorso 30 aprile, il ponte della ferrovia non è stato chiuso neanche un secondo. Eh meno male, almeno quello. Cosa avrebbe significato invece sbarrarne il passo ai treni?
  Il ponte della ferrovia, 100 metri più in basso, non soffre del problema  

Un'Italia spaccata in due, sul fronte del trasporto su rotaia. Come minimo si tornava indietro di 5 secoli. Lo ha detto anche il sindaco Reggi al Corriere della Sera, del resto pronosticando il primo grande intoppo viabilistico del dopo-crollo. Ora si passa solo sull'autostrada, per andare in Lombardia. Ma al primo incidente? “Tutto il traffico si riverse­rà sulle strade secondarie e in pratica l’Italia rimarrà tagliata in due”.

Ma non è solo, Roberto Reggi, nella sua indignazione.  "Il sindaco Reggi in una intervista al Corriere della Sera, parlando del ponte sul Po, afferma che "sono rimasti inascoltati 18 allarmi prima del crollo". Si tratta di una denuncia molto precisa che le autorità competenti hanno il dovere di approfondire per accertare responsabilità che sembrano comunque evidenti”. A parlare è il segretario cittadino dell'Unione di Centro, Bruno Cassinari.

“Il sindaco si chiede se è l'unico ad indignarsi” continua il rappresentante dell'Udc “Credo che in questo caso Reggi rappresenti tutti i piacentini che non sono disposti a coprire gravi colpe che potrebbero essere all'origine del crollo del ponte”. “E' auspicabile” conclude Cassinari “che si realizzi un impegno unitario di tutte le istituzioni e le forze politiche per affrontare nel modo più efficace l'attuale situazione di emergenza”.

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