Provincia, Fratelli d'Italia: «Ieri come oggi all'opposizione di Rolleri»

Mentre i consiglieri provinciali di minoranza Bertolini e Bursi attaccano l’operato dell’Amministrazione Rolleri, la Lega Nord ricorda la sua posizione sulla riforma Del Rio che ha coinvolto le Province

"La Provincia, sia prima sia dopo l'approvazione della legge Del Rio, è sempre rimasta un organo politico-amministrativo. La differenza rispetto al passato è data dal diverso sistema elettorale (il presidente della provincia e il consiglio non sono più eletti dal popolo, ma da sindaci e consiglieri comunali, titolari di un voto ponderato) e da un numero di deleghe più ridotto, con un ritorno a quelle gestite fino agli anni '80", lo affermano Filippo Bertolini e Sergio Bursi, consiglieri provinciali di Fratelli d'Italia. "E' per questo motivo - aggiungono - che non abbiamo mai voluto confondere il nostro modo d'intendere l'amministrazione provinciale con quello del presidente Rolleri il quale, soprattutto negli ultimi tempi, non ha di certo considerato come un organo della Provincia quell'assemblea dei sindaci che tale è, non solo secondo legge". Bertolini e Bursi, nella nota diffusa, rivendicano di "avere votato contro sia ai bilanci preventivi sia a quelli consuntivi presentati dal presidente Rolleri perché negli stessi non hanno riconosciuta espressa alcuna delle politiche attuate, e con successo, dalla precedente giunta Trespidi. Così, parimenti, alcuni provvedimenti riguardanti la dismissione e l'utilizzo del patrimonio provinciale hanno lasciato basiti." "Non vi è alcun innalzamento del tiro, da parte nostra, correlato ai recenti risultati elettorali, essendo stata da sempre chiara e coerente la nostra opposizione a Rolleri. Tuttavia - osservano Bertolini e Bursi - non possiamo esimerci dall'osservare che a breve verrà rieletto il consiglio provinciale ma non il presidente della Provincia che, per legge, resta in carica 4 anni. Saggezza politica, oltre che sensibilità istituzionale, vorrebbero che il presidente Rolleri si rendesse conto che, anche in ragione del mutato quadro politico provinciale, il rapporto con l'assemblea dei sindaci non va inteso alla stregua di un adempimento burocratico, ma come  un' occasione di confronto, utile anche per fargli cambiare idea rispetto a proposte non condivise." Per i consiglieri di Fratelli d'Italia "i fatti dimostrano che, rispetto alle scelte di bilancio, Rolleri ha escluso interventi significativi per la sicurezza stradale sia ad Alseno (rotatoria di Castelnuovo Fogliani) sia a San Giorgio (rotatoria sull'intersezione tra la provinciale per Carpaneto e quella per Godi). Per non parlare di una manutenzione stradale che lascia abbandonate intere aree del territorio provinciale e di quanto accaduto sulla strada provinciale di Val Nure, con il crollo di una parte di strada, in occasione degli eventi atmosferici dello scorso settembre." "Non è così - concludono Bursi e Bertolini - che si doveva procedere e non è così che Rolleri si doveva comportare. Quando vorrà rinunciare all'incarico di Presidente della provincia sarà sempre troppo tardi."  

LEGA NORD PIACENZA: «DAL 2014 DENUNCIAMO LA GRAVITÀ DEL DDL DEL RIO. DOVEVANO ESSERE ABOLITE LE PREFETTURE, NON LE PROVINCE»

«Già due anni fa, quando la riforma Del Rio fingeva di abolire la province, togliendo in realtà altri spazi di democrazia, sostenevamo che fosse sbagliata». Così la segreteria provinciale della Lega Nord di Piacenza, la quale rivendica la battaglia che da anni compie nei confronti del Ddl Del Rio, in questi giorni ripresa su alcuni giornali da altre parti politiche.  «Renzi ha sacrificato un ente vicino al territorio - spiega -, piuttosto che chiudere le prefetture simbolo del potere centralista lontano dalle esigenze dei cittadini. Un’indagine Ispo - prosegue la nota, citando un intervento del 2014 - parla chiaro: 7 intervistati su 10 sono orgogliosi della propria appartenenza territoriale. Le province sono il simbolo di tale identità, è dunque folle andare contro la volontà dei cittadini. Piuttosto, è arrivato il momento di dare il benservito alle prefetture, che rappresentano uno stato centralista che non è mai stato in grado di intercettare i problemi delle persone. Da quel sondaggio, emerge con evidenza scientifica che ogni cittadino ha a cuore i luoghi in cui è nato e cresciuto, riconoscibili nel Comune e nella Provincia. Per noi la rilevazione Ispo non dice nulla di nuovo, ma qualcuno dovrà ricredersi.  È oltretutto inaccettabile che a Piacenza l’assemblea dei sindaci sia composta solo da dieci primi cittadini, lasciando altri 38 comuni nel dimenticatoio. Pur essendosene accorti in ritardo, gli altri esponenti del centrodestra fanno bene a prendere parte alla nostra battaglia». Nel 2014, mentre veniva approvato il disegno di legge Del Rio, il consigliere provinciale Giampaolo Maloberti dichiarava: «A livello piacentino, bisogna lottare contro la spoliazione dei servizi, salvando il 118, insediando l’elisoccorso e garantendo nuovi servizi ai piacentini. Su questo non dobbiamo cedere di un millimetro, si tratta di rimarcare il diritto di poter decidere a casa nostra, utilizzando i soldi dei cittadini direttamente sul territorio. Sono orgogliosamente piacentino, e rinnego l’appartenenza a uno Stato che ci tratta come sudditi, lasciandoci a secco di risorse e in balia di altri».

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