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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

«Troppe operazioni immobiliari ed edilizie, è in corso un assalto al territorio»

Ex mercato ortofrutticolo, il comitato insiste: «L’abbattimento non migliorerà il degrado della zona». E costituirà un fondo per tutelare i cittadini da diverse operazioni

Il procedimento per la demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo comunale di Via Colombo ha avuto inizio nei giorni scorsi. Dopo la demolizione, l’area è destinata a diventare parcheggio (opera di urbanizzazione primaria) a servizio dell’insediamento terziario/commerciale, comprendente una megastruttura commerciale di complessivi 19.500 metri quadrati di superficie di vendita, prevista nell’ex consorzio agrario dal Piano Urbanistico Attuativo Mulini degli orti, nell’ambito dell’accordo Comune-Terre Padane stipulato il 30 aprile scorso.

«Con una petizione-diffida – spiega il comitato che si batte contro l’abbattimento - abbiamo segnalato il 3 giugno scorso al Comune, e a tutti gli Enti preposti al controllo degli atti pubblici, che questo procedimento, iniziato nel 2016, è in contrasto, sotto vari profili, con le norme di legge, ma l’Amministrazione Comunale è, evidentemente, di diverso avviso: non ci ha risposto e prosegue nell’attuazione dell’accordo. L’irregolarità del procedimento non è il solo né il principale motivo per cui ci opponiamo a questo progetto. Come cittadini e associazioni stiamo cercando di richiamare l’attenzione delle istituzioni e dei piacentini sul fatto che la nuova struttura commerciale è una minaccia per la  sopravvivenza delle ultime attività commerciali a conduzione familiare ancora esistenti in Via Roma e dintorni, e che le opere collaterali di viabilità, parcheggi e nuovo piazzale delle corriere, peggioreranno gravemente la congestione del traffico di tutta l’area urbana attraversata da Via Colombo, Via Primogenita, Viale Sant’Ambrogio. Tutto ciò non contribuirà a migliorare la situazione di degrado e di abbandono della zona».

«Il processo di edificazione ex novo o mediante demolizioni e ricostruzioni (la rigenerazione urbana) per usi residenziali e nuovi centri commerciali è inarrestabile e cresce, da oltre 20 anni, in contrasto con i fabbisogni della città, dal momento che la popolazione di Piacenza secondo le proiezioni Istat resterà stabile almeno fino al 2035, e che ci sono molte migliaia di abitazioni non occupate (nel settembre 2013 erano 8.623, di cui più della metà nel centro storico). Il processo di sfruttamento del territorio per ricavare dalle aree urbane ed extraurbane la ricchezza massima possibile, avviene a discapito dell’interesse generale, anche in spregio alle leggi, e con danni irreparabili per Piacenza e per il suo territorio comunale e provinciale. Questo assalto al territorio è una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti di tutti i normali cittadini, che non solo non partecipano alla divisione degli enormi benefici economici, di milioni di euro, prodotti dalle operazioni immobiliari/edilizie, ma non sono ascoltati e ne subiranno gli effetti negativi per i prossimi decenni».

«Per questi motivi stiamo formando un comitato civico per la costituzione di un fondo per l’ambiente e il territorio che raccoglierà i contributi economici dei cittadini, comitati e associazioni che vorranno cooperare concretamente alla difesa dei diritti e della qualità della vita di tutti. Scopo del fondo è quello di intraprendere una serie di azioni legali per la difesa dei beni comuni della città, dell’ambiente e del territorio, dato che la voce della cittadinanza non è rappresentata nelle sedi delle decisioni o resta inascoltata. Inoltre presenteremo le nostre proposte per uno sviluppo urbanistico equilibrato di Piacenza, in alternativa alla crescita edilizia senza limiti, alla privatizzazione dei beni demaniali, alla distruzione o al danneggiamento irreparabile di beni culturali e naturali tutelati, alle grandi opere inutili per dimostrare che il modello di sviluppo in atto non è né l’unico né il migliore possibile. Di tutto ciò daremo un annuncio e un’illustrazione pubblica quanto prima».

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