Un Comitato per il Sì al Referendum intitolato a Sandro Pertini

II Comitato per il Si al Referendum del 4 dicembre 2016, intitolato a Sandro Pertini si è costituito a Piacenza, e vuole rendere note le ragioni della propria scelta. «Dopo il fallimento di tre Commissioni Bicamerali – si legge in un comunicato - e della riforma del secondo governo Berlusconi occorre evitare di registrare un'ulteriore occasione sprecata. E' giusto allora ricordare che da oltre trent'anni si tenta di approvare alcune modifiche alla Costituzione con ampi progetti di riforma, cominciati con la Commissione Bozzi nel 1983-1985, nella lXa legislatura. Seguì la Commissione De Mita nel 1993-1994, nella Xlma legislatura, e la D'Alema nel 1997-1998, nella Xllima legislatura. Successivamente una profonda riforma venne varata durante il Governo Berlusconi, nel 2005, ma fu poi respinta nel successivo Referendum popolare confermativo del 2006.

Forse il metodo più corretto per riformare la Costituzione sarebbe quello di dar vita a una Assemblea costituente, ma nessuna forza politica ha inteso delegare questo compito a un'Assemblea in cui i partiti avrebbero perso potere di decisione e interdizione. Non avendo argomenti si cerca di far passare il quesito referendario come uno spot pubblicitario mentre invece sintetizza in modo oggettivo gli obiettivi di una riforma che cerca di eliminare anche un bicameralismo perfetto che, soprattutto negli ultimi decenni, ha portato ad un immobilismo dell'azione politica provocando danni devastanti al nostro paese: 63 governi in 70 anni stanno a dimostrarlo.

E' lecito che le forze di opposizione vogliano indebolire e magari rimuovere il governo Renzi: è un atteggiamento fisiologico in democrazia, anche se lo strumento è sbagliato. Chi invece vuole affrontare il segretario dentro il suo partito dovrebbe farlo sul terreno congressuale. Non si sta scegliendo tra due riforme contrapposte, ma tra la riforma e lo status quo. Per quanto la polemica elettorale dilaghi, l'assetto costituzionale che nascerà con la riforma rientra nella nostra tradizione repubblicana e le farà fare un balzo in avanti consolidandola; noi voteremo sì e solleciteremo il sì di tutti coloro con i quali avremo occasione di confrontarci».

Sisto Salotti, Giuseppe Biasini, Stefano Pareti, Giorgio Campana, Stefano Longeri, Franco Pugliese, Anerio Quadrelli, Guido Ramonda, Sonia Sgnaolin, Giuseppe Tinelli

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