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Omar Daffe mentre esce dal campo protesta durante la gara Agazzanese-Bagnolese

Omar Daffe mentre esce dal campo protesta durante la gara Agazzanese-Bagnolese

Daffe: «Le offese mi hanno ferito più di una coltellata. E non si può far sempre finta di niente»

Il portiere dell'Agazzanese uscito dal campo dopo essere rimasto vittima di insulti razzisti sul terreno della Bagnolese: «Da 15 anni quando una persona viene offesa si dice che sono due stupidi. Però ci sono sempre»

A 24 ore di distanza Omar Daffe non arretra di un centimetro. «Vuoi sapere se a freddo mi sono pentito del mio gesto? Assolutamente no, lo rifarei immediatamente». Domenica ha abbandonato il campo dopo essere rimasto vittima di insulti razzisti nel confronto giocato dalla sua Agazzanese in casa della Bagnolese; i suoi compagni l’hanno seguito obbligando di fatto l’arbitro a sospendere la gara dopo meno di mezz’ora. Da allora il cellulare squilla ininterrottamente, «non ho il tempo di fare neppure una telefonata», tante sono le chiamate e i messaggi di solidarietà da parte di amici e di chi in questi anni ha conosciuto il gigantesco portiere della squadra piacentina. Ieri, come ogni lunedì, avrebbe dovuto presentarsi a Podenzano per allenare i ragazzi del Centro Federale Territoriale, ma ha chiesto un giorno di pausa. «Ho preferito rimanere tranquillo a casa, perché non c’ero con la testa. Ma da lunedì prossimo riprendo regolarmente».

Leggi qui su sportpiacenza.it l’intervista completa a Omar Daffe

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