La "nuova" Lpr sa solo vincere. Continua il sogno europeo

Il netto 3-0 con cui supera la Tonazzo Padova permette ai biancorossi di sbarcare nella final-four che assegnerà il quinto posto finale e soprattutto l’accesso alla prossima Challenge Cup

E’ una Lpr che ormai sa solo vincere. Il netto 3-0 con cui supera la Tonazzo Padova permette ai biancorossi di sbarcare nella final-four che assegnerà il quinto posto finale e soprattutto l’accesso alla prossima Challenge Cup, continuando altresì la striscia vincente incominciata con Ravenna e Milano e proseguita con il doppio netto successo sui patavini. Dopo la sorprendete e franca vittoria di domenica in trasferta ci si aspettava una Tonazzo più combattiva per evitare di chiudere anzitempo la stagione, invece i ragazzi di Baldovin sono giunti a questo quarto di finale evidentemente in riserva dopo l’accesso ai play-off scudetto ed il confronto con la Dhl Modena. Di tutt’altro stampo il momento di Piacenza in chiaro stato di grazia, il lavoro di Giuliani, dopo mesi di delusioni e di difficoltà, sembra finalmente dare i suoi frutti: l’Lpr pare una squadra rinata e trasformata sia nei uomini che nella mentalità; non più quel sestetto in perenne difficoltà in attacco ed a muro con una battuta fallosa e fiacca, ma una formazione ben definita ed equilibrata e che sa mantenere uno standard offensivo costantemente di livello, limitando al massimo gli errori al quale di associa una ricezione sempre positiva ed una fase punto capace di creare rotture importanti. L’impiego costante e continuo di Ter Horst in banda ed ormai il pieno possesso del ruolo di libero di Papi sembrano essere le chiavi per la netta e felice inversione di marcia dell’Lpr, capace ora di una ritrovata competitività che la possa proiettare a quel quinto posto obiettivo di inizio stagione e che ora pare quanto mai alla portata. Contro Padova i biancorossi hanno attaccato su livelli di assoluta eccellenza con un 57% di squadra con punte di rendimento sopra il 70%, sugli scudi ancora Ter Horst con 18 punti, 2 muri e  2 aces con un mostruoso 64% di positività, vero e proprio protagonista della rinascita piacentina; accanto a lui ancora conferme per Perrin capace di distinguersi in seconda linea con il 44% di ricezione perfetta e 12 punti con il 50% in attacco. Da notare anche l’imperiosa crescita di Piacenza a muro, alla fine saranno ben 13 i blocks dei padroni di casa con 5 muri di Tencati, 3 di Luburic ed il costante rendimento nei primi tempi di un ritrovato Kohut che ha trasformato in punti ben 7 delle 8 palle a lui servite, ma e’ tutta la squandra che dimostra una crescita mentale importante come dimostrato dai buoni ingressi in seconda linea di Cottarelli (sempre bravo in battuta) e di Sedlacek in posto 2. La Tonazzo ha confermato le difficoltà delle sue bande con percentuali vicini al 30% sia per Berger (8 punti e 35%) che per Quiroga (6 punti e 29%), inutile il tentativo di coach Baldovin di elevare la fase cambio palla con il cambio dell’opposto con Milan in campo dal primo punto ma capace solo di 6 realizzazioni con un modesto 33%; le incertezze di Padova si sono palesate anche al centro con solo 6 muri punti (ma solo 1 nei primi due parziali) e la coppia di centrali Averill-Diamantini autrice di soli 9 punti complessivi con il 50% di positività. Ora Piacenza avrà 10 giorni per preparare la semifinale con la vincente di Molfetta-Monza (probabilmente la prima) e per continuare il sogno di una qualificazione europea che solo poche settimane fa pareva una chimera.

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