Partì da Rivergaro alla conquista dell'Europa, fu la Rebecchi-Nordmeccanica

Si chiude ufficialmente in una piovosa giornata primaverile la storia della pallavolo femminile a Piacenza. Due Scudetti, due Coppa Italia e due Supercoppe Italiane per la River Volley che rappresentano ad oggi il miglior bottino per una squadra di club piacentina

Si chiude ufficialmente in una piovosa giornata primaverile al storia della pallavolo femminile a Piacenza. Due Scudetti, due Coppa Italia e due Supercoppe Italiane per la River Volley che rappresentano ad oggi il miglior bottino per una squadra di club piacentina. Mai nessuno in passato è riuscito a fare meglio della Rebecchi Nordmeccanica, partita da una piccola palestra di Rivergaro e giunta nell’olimpo della pallavolo europea. Era il 1983 quando nasceva in riva al Trebbia la piccola società a conduzione prevalentemente familiare e locale, anni passati tra campionati e serie minori fino alla lenta scalata alla serie A2 grazie alla famiglia Rebecchi e a Leonardo Barbieri ,il “Ferguson” di Rivergaro, capace di portare la squadra dalla C alla Serie A1. Il 2003 segna l’anno della svolta con la River promossa per la prima volta in serie A2, sono le stagioni con le storiche sfide promozione con la Mariani Lodi, il trasferimento dal caldo ma angusto palazzetto di Rivergaro  a Piacenza nel più capiente PalaAnguissola; due stagioni di assestamento a cui fa seguito il grande salto nel 2006 sempre con la triade Rebecchi-Mazzari-Barbieri: promozione nella massima serie e vittoria della Coppa Italia a sancire una scalata incominciata anni prima caratterizzata sempre da una gestione di basso profilo e dai costi contenuti. Seguono stagioni in altalena a cui le retrocessioni fanno quasi sempre seguito le promozioni in A1 sino allo storico ingresso della Nordmeccanica in società. Reduce dallo scudetto con la Copra ma in rotta con Molinaroli, Antonio Cerciello sceglie il femminile per proseguire la sua passione per il volley. Subito progetti ambiziosi per puntare a replicare i successi con i maschi: il primo anno però il meccanismo fa cilecca: inaspettata e sorprendente retrocessione con Chiappafreddo in panchina, l’anno seguente tuttavia avviene la svolta: ripescaggio, semifinale scudetto ed inattesa finale in Coppa Italia. E’ solo l’imbattibile Yamamay Busto Arsizio a fermare le ragazze bianco blu che con Riccardo Marchesi in panchina riescono sgambettare le farfalle in un Palabanca che per l’occasione ospita la Rebecchi Nordmeccanica con un pienone di pubblico da record. La città, fin li abbastanza tiepida, si accorge forse per la prima volta della sua squadra femminile, anche se emergono le prime frizioni e problematiche relative all’utilizzo del Palabanca, ostacoli che anni dopo risulteranno poi letali nella vita della società. Dopo il breve interregno di Davide Mazzanti, è con Gianni Caprara in panchina che Piacenza scrive la storia. In poco più di 12 mesi arrivano in serie 2 Scudetti , 2 Coppe Italia e, con l’appendice di Alessandro Chiappini, anche una seconda Supercoppa. Per quasi due anni Piacenza  e’ imbattibile in Italia, un ciclo vincente che anche in Europa porta la Rebecchi a sfiorare al Challenge Cup nel 2013 e la final four di Champions poche settimane fa. Ora la strada si interrompe bruscamente, proprio al termine della prima stagione “in solitaria” della Nordmeccanica, Piacenza perde la sua squadra più vincente e lo fa nel modo forse meno elegante. La Rebecchi-Nordmeccanica va in archivio e con essa i trofei, le vittorie e quelle soddisfazioni che ora i tifosi già rimpiangono in un misto di sentimento di tradimento per la fuga verso Modena. Bosetti, Ferretti, Turlea, Leggeri, Meijners, Cardullo, De Kruijf, Bauer, Sarokaite, Van Hecke, Ortolani, Belien, sono solo alcuni dei grandi nomi che hanno onorato il cammino della piccola squadra partita da Rivergaro e che ha conquistato l’Italia.

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