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Paola Annoni

Paola Annoni

Attività “congelata” e 50 viaggi saltati. «Voglio ancora far scoprire le bellezze nascoste»

La 37enne piacentina Paola Annoni, consulente di viaggi personalizzati e autrice del blog “scusateiovado”, da inizio emergenza sanitaria ha visto azzerate le possibilità di lavoro. «Un anno difficilissimo dal punto di vista economico»

«A gennaio 2020 avevamo in programma cinquanta viaggi, tutti saltati». A distanza di poco più di un anno poco è cambiato per chi offre servizi di consulenza nel settore come Paola Annoni, 37enne di Fiorenzuola d’Arda, libera professionista e travelblogger, autrice dal 2011 di scusateiovado. Studi in Scienze del turismo a Milano, a seguire anni di lavoro come coordinatrice di centri benessere e nel 2013 l’avvio di “Viaggi di nozze Low Cost”, servizio che offre consulenza a viaggiatori indipendenti, aiutandoli a creare il proprio itinerario personalizzato, in destinazioni lontane. «Era un’attività che stava funzionando molto bene, la maggior parte dei clienti erano neosposi che stavano pianificando la luna di miele, ma non erano gli unici; a dicembre 2019 avevamo dato supporto a un gruppo di dieci amici diretti in Thailandia» racconta Paola. Poi ogni spostamento è stato bloccato dall’emergenza Covid-19. «I cinquanta viaggi già programmati a inizio anno sono ovviamente saltati, però abbiamo aiutato i clienti, che prenotano trasporti e alloggi in autonomia, a riavere i soldi e fortunatamente tutti hanno ottenuto i rimborsi. I servizi che erano in partenza si sono bloccati e tutto è rimasto fermo. A livello di entrate è stato un anno davvero molto difficile, l’unica cosa positiva è stata la nascita di mio figlio e avere a disposizione del tempo per dedicarmi a lui; quando sei libero professionista però anche la maternità è complicata dal punto di vista economico».

Le limitazioni che riguardano gli spostamenti interni si fanno ancora più complesse e imprevedibili quando si tratta di muoversi verso altri continenti. «Questa pianificazione di settimana in settimana rende tutto ancora più complesso, qualche coraggioso che azzarda c’è, tutelandosi con opzioni di cancellazioni gratuite, ma sono pochissimi. Stiamo aiutando qualche cliente a riorganizzare il viaggio, con le dovute precauzioni, in quei Paesi che mostrano la volontà di riaprire i confini, come gli Stati Uniti, ma ce ne sono tanti  come l’Australia o la Nuova Zelanda, che al momento restano chiusi» spiega Paola. «Si parla molto di passaporto vaccinale e penso che potrebbe aiutare; ci sono da sempre alcuni limiti dal punto di vista sanitario, certo questo riguarderebbe tutti i Paesi, ma perché non farlo? Almeno si potrebbe ripartire e passare oltre». Di riflesso anche la narrazione della dimensione del viaggio è cambiata. «Sul blog ho scritto poco o nulla, perché cosa possiamo raccontare in questo momento? Ho sempre amato scrivere post utili e pratici, in cui dare consigli, ora chiaramente non servono a nessuno e le persone non hanno neppure voglia di sentirsele raccontare, sapendo di non poterci andare. Sto creando dei contenuti più divulgativi, ogni domenica sul profilo Instagram parlo di un luogo curioso o insolito, un modo per far conoscere realtà a molti sconosciute». Un lavoro che è prima di tutto passione: «L’idea che gli altri desiderino visitare un posto che gli hai fatto conoscere tu per me è bellissimo. Ho sempre voluto proporre cose reali, alla portata di tutti, e far scoprire mete diverse, andando oltre gli stereotipi che spesso vediamo nelle fotografie di viaggio, tutte scattate in un unico punto quando magari lì vicino ce ne sono altrettanti che meritano di essere visti. Quando mi scrivono dicendo “grazie per avermi fatto scoprire questo posto” per me è la soddisfazione massima». Nonostante il futuro ancora molto incerto, resta la speranza di non dover rinunciare a questa professione: «Mi sto dando ancora un po' di tempo per vedere come evolvono le cose, nel frattempo insegno, però voglio tornare a fare questo lavoro. Stava andando troppo bene e non ho voglia di essere costretta ad abbandonarlo definitivamente, mi farebbe davvero male». 

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