Cambiamenti climatici: quali prospettive per il futuro del pianeta?

Dal convegno "Periti Mistral muro D Day" a Palazzo Galli

Eventi meteorologici estremi, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento dei livelli del mare, accelerazione del processo di desertificazione, malattie emergenti per diffusione di virus tropicali (Chikungunya, Dengue, West Nile,  Zika ); il cambiamento  climatico è reale. La scienza denuncia il riscaldamento del pianeta e presenta dati e analisi da un monitoraggio a livello internazionale e multidisciplinare.

Occorre affrontare l'emergenza con un modo di produrre energia  che sia rinnovabile  e limitare il  riscaldamento globale a 1,5° C, rispetto  alla temperatura media  dell'era pre-industriale, prima dell'utilizzo di carbone, petrolio e gas,  che hanno causato  l'aumento  dei  livelli di anidride carbonica nella atmosfera. Risulta di 0,82 gradi centigradi l'incremento sopra la media della temperatura degli oceani registrata da giugno ad agosto 2019  e di  0, 61 mm l'aumento annuale del livello dei mari  provocato  dallo scioglimento  dei ghiacciai  (Planpincieux del Monte Bianco, Lys nel Monte Rosa, Monviso in Piemonte, Marmolada a Trento, Montasio in Friuli Venezia Giulia, l'Adamello a Trento) e l'allarme è globale. Nell'ultimo secolo, i ghiacciai delle Alpi hanno perso il 50% della loro copertura (dati provenienti dal CNR) e sotto i 3.500 metri  di quota  sono destinati  a sparire: le temperature medie degli ultimi 15 anni  non permettono la sopravvivenza.  I ghiacciai alpini di Italia, Francia, Austria e Svizzera si stanno ritirando ad una velocità senza precedenti, ha affermato il ricercatore del CNR Renato Colucci.  I carotaggi sui ghiacci di Groenlandia e Antartico dicono che nell'ultimo secolo l'aumento della CO2 nella atmosfera è stato cento volte più rapido che in qualsiasi altra epoca  negli ultimi 800.000 anni. Il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai riguarda tutte le catene montuose del mondo, dalle Ande all'Himalaya, i due poli e le steppe artiche. Perù, Cile e India contano sui ghiacciai montani per l'approvvigionamento idrico e potrebbero avere seri problemi. Lo scioglimento del permafrost, il terreno ghiacciato delle steppe, libererebbe enormi quantità di metano, gas serra con l'effetto maggiore.  Una ricerca del Centro Internazionale per lo sviluppo integrato della montagna ha rivelato che quest'anno, in Himalaya è sparito il 15% dei ghiacciai, rispetto al 1970. Una recente ricerca internazionale condotta dalla Università del Salento, con gli Atenei di Marsiglia e Barcellona, mostra che i Paesi mediterranei hanno avuto nell'ultimo secolo un riscaldamento climatico di 1,4 gradi sensibilmente superiore a quello registrato nel resto del globo, attorno ad 1 grado. L'Asia è il continente più a rischio per eventi climatici, date le sue caratteristiche geografiche e umane e il più esposto all'innalzamento delle acque (il Vietnam meridionale e la capitale thailandese Bangkok, le aree più esposte).

Dal Pleistocene, il periodo di tempo geologico compreso tra 2,58 milioni e 11.700 anni fa al 1965, i livelli di CO2 nell'aria sono rimasti quasi invariati, in media 259 parti per milione (ppm). Nel 1965, le concentrazioni di CO2 hanno raggiunto le 320 ppm, fino a salire ai livelli attuali di 410/415 ppm. Questa conclusione deriva dal lavoro degli scienziati della Università di Nanchino (Cina) e del (Texas) negli Stati Uniti che hanno analizzato i carbonati del suolo dell'altopiano di Loess, nella Cina centrale, dove le prime polveri che si sono accumulate e identificate dai ricercatori risalgono a 22 milioni di anni fa.

L'importanza di preservare le foreste, soprattutto dell'Amazzonia nasce dalla possibilità di quest'ultima di assorbire tra uno e due miliardi di tonnellate di carbonio all'anno ed il 5% delle emissioni prodotte dall'uso di combustibili fossili, come il petrolio.

Nel corso della storia della Terra si sono registrate diverse variazioni del clima che hanno condotto il pianeta ad attraversare diverse ere glaciali, alternate a periodi più caldi dette ere interglaciali. Queste variazioni sono riconducibili principalmente a mutamenti periodici dell'assetto orbitale del nostro pianeta (cicli di Milankovic) con perturbazioni dovute all'andamento periodico della attività solare e alle eruzioni vulcaniche per emissioni di CO2 e di polveri.  Il 23% è la quota di emissioni di gas serra da attività dell'uomo prodotta dalla agricoltura, deforestazione industriale e altri usi del suolo. La comunità scientifica è concorde nel ritenere che la causa del riscaldamento globale sia di origine antropica, legata all'aumento dell'effetto serra, l'insieme dei meccanismi che rende la temperatura superficiale del pianeta superiore a quella che si avrebbe per puro equilibrio radiativo, calcolato secondo la legge di Stefan - Boltzmann.  Tale concetto è stato studiato dal chimico svedese  Svante Arrhenius nel 1896: l'effetto serra (i cui principali gas sono rappresentati da: vapore acqueo, anidride carbonica, metano, protossido di azoto e  ozono), produce sulla superficie  terrestre un aumento della temperatura  di circa 30° C. Con l'aumento della attività industriale e di combustibili fossili, la presenza di questi gas capaci di trattenere calore è aumentata nella atmosfera causando un anomalo riscaldamento. Secondo il Comitato di esperti delle Nazioni Unite (IPCC), all'attuale riscaldamento globale viene attribuito un ruolo significativo a questo aumento di concentrazione di CO2 nella atmosfera (Teoria dell'Anthropogenic Global Warming).

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Affiancata alle fonti di energie rinnovabili, la fusione termonucleare potrebbe contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici. In Italia è avviato il progetto di ricerca coordinato da Enea (Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico sostenibile) con fondi europei. L'impianto di Enea a Frascati deputato alla ricerca nella fusione nucleare è una fonte di energia sicura e sostenibile. La reazione è pulita, priva di scorie, perché non brucia combustibili fossili, ma Deuterio e Trizio, due isotopi dell'idrogeno e se i parametri vanno fuori ranger, il reattore si spegne automaticamente per motivi di sicurezza.

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