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«Continui odori di bitume, tante segnalazioni ma nessuna azione per risolvere il problema: è ora di intervenire»

Il comitato “No al bitume – Si al parco del Trebbia” interviene sulle segnalazioni di emissioni odorigne bituminose da parte dei cittadini di Gossolengo

«Continui odori di bitume, è ora di intervenire». Il comitato “No al bitume – Si al parco del Trebbia” ha ricevuto diverse segnalazioni di emissioni odorigne bituminose da parte dei cittadini di Gossolengo. «Segnalazioni che negli ultimi tempi – scrivono in una nota -, complice probabilmente l’aumentata attività da parte degli impianti di produzione conglomerati bituminosi nella zona, stanno aumentando in numero e frequenza».

Dal 2015 il comitato denuncia «come la delocalizzazione dell’impianto di produzione Conglomerati Bituminosi da San Nicolò a Pontenuovo (Gossolengo) avrebbe avuto come unico effetto di spostare il problema delle emissioni odorigene da un posto all’altro senza risolverne gli effetti. Così sta avvenendo. Ma quello che è peggio è la sensazione di totale abbandono e impotenza che la popolazione, interessata dal fastidioso e dannoso fenomeno, avverte da parte dell’Amministrazione Comunale in primis e da parte di tutti gli Enti deputati al controllo delle attività industriali e del loro impatto sui territori e sulle persone. A distanza di più di un anno dalle roboanti rassicurazioni da parte di tutti dell’avvenuto e tutt’ora in corso “incapsulamento” dell’impianto, onde limitarne gli impatti su rumore e odori, siamo ancora al punto di partenza».

«La campagna di monitoraggio con il cosiddetto “naso elettronico”, condotta lo scorso anno – prosegue la nota del comitato -, ancora non ha portato a conoscenza della cittadinanza i suoi risultati ma esclusivamente generiche rassicurazioni circa l’esito soddisfacente dello stessa. Riteniamo che tale monitoraggio reso noto a tutti i cittadini e che soprattutto possa rispondere alle seguenti domande: Quante rilevazioni puntuali sono state condotte nel periodo della campagna? Quali valori puntuali [non mediamente “spalmati” sull’arco temporale complessivo di rilevazione] sono stati registrati nel momento delle avvenute segnalazioni di emissioni odorigene? Tali valori puntuali sono sempre rientrati nei parametri previsti dalle normative in materia? A queste domande ancora non si ha risposta e nel frattempo i cittadini devono “sopportare/subire” ciò che era facilmente prevedibile e si sarebbe potuto evitare».

I cittadini hanno denunciato più volte ad Amministrazione, Arpae e vigili del fuoco ma il comitato nota «un irritante rimpallo continuo di responsabilità, in totale assenza di azioni forti e coraggiose a risoluzione del problema». «Come Comitato “No al Bitume – Si al Parco del Trebbia” continueremo a batterci affinché si ponga rimedio a questa situazione che sta diventando sempre di più insostenibile. In questo momento non ci interessa risalire alle responsabilità e inerzie del passato, ci interessa avere oggi risposte ed azioni chiare da parte di tutti gli Enti interessati alla risoluzione della evidente criticità. Da parte nostra, assieme ai cittadini, si sta valutando la possibilità di inviare un esposto all’AUSL e alla Procura della Repubblica avente lo scopo di evidenziare l’evidente insostenibilità ambientale e sanitaria della situazione. Stiamo inoltre valutando l’avvio di una nostra piattaforma informatica atta a raccogliere, in tempo reale, le segnalazioni dei cittadini a vantaggio di una sempre più importante operazione di monitoraggio della situazione. E’ tempo da parte di tutti di intervenire. Noi faremo la nostra parte. Ma soprattutto – conclude la nota - ci si aspetta un’azione decisa da parte di quegli Enti che anche in questi giorni sono chiamati, nell’ambito della Conferenza dei Servizi, a valutare l’ennesima richiesta di autorizzazione al trattamento R5 dei rifiuti speciali non pericolosi presentata dalla ditta esercente l’impianto. Non crediamo sia possibile concedere nuove autorizzazioni senza che i problemi già esistenti siano definitivamente risolti»

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