«Cosa ha fatto il ministro Lamorgese per la sicurezza oltre a sottoscrivere un accordo ridicolo con Anci?»

«È doveroso rendere edotti i cittadini circa la "favola" sbandierata nell'accordo quadro tra Viminale e Anci, sottoscritto dal Ministro Lamorgese e dal presidente dell'Anci Decaro ad inizio mese, questo sindacato di categoria ritiene infatti che i cittadini, che quotidianamente vivono il dramma del sistema sicurezza, che in alcune città sta implodendo, sappiano. Questo accordo quadro, molto criticato e discusso, "assegna alle Polizie Municipali un ruolo preminente nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana, comprensivo della rilevazione degli incidenti stradali, e prevede l’attuazione di progetti specifici rivolti al miglioramento dei servizi di controllo sulla viabilità nelle aree di maggiori rischio. Nell’immediato, tale coinvolgimento riguarderà le polizie locali delle 14 città metropolitane e dei capoluoghi di provincia in grado di organizzare servizi di polizia stradale nell’intero arco delle ventiquattro ore", ma nella sostanza l'accordo quadro prevede quanto già accade». Scrive in una nota il segretario regionale Sulpl, Miriam Palumbo

«In quanto a sicurezza - prosegue - siamo il Paese dei grandi proclami, della propaganda e dei facili accordi, che in concreto sono solo fumo negli occhi per gli ignari cittadini, e che nella sostanza nulla aggiungono alla finalità ultima, che dovrebbe essere quella di garantire loro maggiore sicurezza. Mi sovviene l'ultimo episodio del #NataleSicuro all'italica maniera, che ha sbandierato controlli eccezionali garantiti dalle forze dell'ordine, l'ennesima operazione visibilità che ha comportato la cancellazione dalle scene della Polizia Locale italiana che quei controlli li fa tutto l'anno. Allo stesso modo, 365 giorni all'anno rileva incidenti stradali e svolge costantemente attività di polizia stradale, con ogni probabilità molto più intensa della Polizia Stradale stessa (molto più intensa a causa anche dei ridottissimi ranghi della polizia stradale di Stato che opera per quasi la totalità del servizio sulle autostrade e non nelle strade urbane), nei capoluoghi di provincia già espleta il quarto turno, basta avere a disposizione personale in numero tale da rispettare gli standard minimi regionali e risorse economiche». 

«Da sempre la Polizia Locale italiana nel quotidiano fa opera di prevenzione sulle strada con la finalità di ridurre i rischi e quindi salvare vite umane (appunto con costanti controlli di polizia stradale e perché no, anche con l'educazione stradale). Occorrerebbe invece chiedersi,  cosa ha fatto questo ministro in concreto per il sistema sicurezza, oltre a sottoscrivere questo accordo quadro ridicolo con il presidente Anci? Un accordo che ha solo rivelato la loro ignoranza, reale o strumentale non è dato sapere, in materia. In concreto avrebbe potuto incidere con l'ergastolo della patente, col favorire la riforma della Polizia Locale, col favorire le assunzioni in Polizia Locale, contribuire alla realizzazione di servizi straordinari implementando le risorse economiche dei Comuni, fornire adeguati mezzi e strumenti anche alle Polizie Locali dei piccoli Comuni, consentire alla Polizia Locale di accedere allo SDI. Ecco, potrei andare avanti all'infinito, ma mi fermo, sottolineando che nulla è stato fatto di tutto questo. Politici (buona parte) e burocrati (quasi tutti) quando si incontrano sanno fare solo propaganda, ma quella contenuta nell'accordo quadro è oggettivamente scadente e ingannevole, oltre ad aver evidenziato sia totale ignoranza in materia che incapacità di entrambi i sottoscrittori dell'accordo. Il Ministro Lamorgese dovrebbe spingere per l'equiparazione della Polizia Locale alle forze dell'ordine ad ordinamento statale sul piano delle tutele previdenziali ed economiche, favorendo e non osteggiando il rientro della Locale in un contratto pubblicistico, se davvero avesse a cuore il problema sicurezza, poichè di questo si tratta, di un reale problema!».

«Per far fronte all'emergenza sicurezza, si sono attivate anche alcune Regioni. In Emilia Romagna ad esempio l'articolo 8 della Legge Regionale Emilia-Romagna 04 dicembre 2003, n. 24 e la delibera di Giunta Regionale 14 febbraio 2005, n. 279 (“Direttiva in applicazione dell’art. 8 della L.R. 24/2003 – Volontariato”), rappresentano il quadro di riferimento normativo generale che disciplina la figura degli Assistenti Civici. Lo spirito della legge è quello di realizzare una presenza attiva sul territorio, aggiuntiva e non sostitutiva rispetto a quella ordinariamente garantita dalla Polizia Locale, con il fine di promuovere l'educazione alla convivenza e il rispetto della legalità, la mediazione dei conflitti e il dialogo tra le persone, l'integrazione e l'inclusione sociale. Diciamo che il controllo di vicinato e gli assistenti civici vanno intesi per quello che sono, e cioè, occhi in più sul territorio, il cui fine è solo contribuire all'obiettivo sicurezza, laddove lo Stato ha fallito, senza alcuna pretesa di sostituirsi alle divise».
 

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