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«Il polo vaccinale di Bettola è stato un successo grazie all’impegno di tutti»

La riflessione del medico Luca Pilla, a lungo impegnato insieme ai colleghi dell’Alta Valnure nella vaccinazione di 10mila persone

L’hub vaccinale di Bettola – uno dei cinque del territorio - ora è chiuso. Per mesi ha rappresentato la risposta valnurese al Covid: qua sono stati vaccinati tanti anziani e non che abitano una vallata dall’età media sostenuta. Il medico di famiglia di Pontedellolio, il dottor Luca Pilla, a lungo impegnato insieme ad altri professionisti in questo polo vaccinale, ha voluto “tirare le fila” di questa esperienza.

«Da marzo – ha espresso sui social il dottor Pilla - questa sala è diventata un luogo importante ed emozionante per quasi 10.000 persone, ed è stata testimone del lavoro di noi medici di famiglia dell'Alta Valnure, coprendo tutti i giorni settimanali e il sabato con i turni. Hanno partecipato alle vaccinazioni, oltre al sottoscritto, i medici Stefano Ferrari (Bettola), Anna Maria Pezzano (Ponte dell'Olio e Bettola), Maria Cristina Vercesi (Farini e Bettola) e Sara Bottazzi (Ferriere), a dimostrazione che in gruppo si possono realizzare obiettivi che singolarmente sarebbero impossibili. Grazie ai miei colleghi per aver resistito fino all'ultimo turno e aver creduto nell'idea che potevamo riuscirci, malgrado la pressione del lavoro quotidiano di medico. Siamo arrivati con le ruote sgonfie, ma la missione è compiuta».

«Grazie a tutte le ragazze e i ragazzi dell'amministrazione dell'ASL (che tutti chiamavamo amministrativi) che hanno sopportato le nostre più disparate e assurde richieste per aiutare i pazienti: ci hanno fatto conoscere il loro lavoro e cosa si nasconde nella macchina burocratica. Grazie all'OSS Lella per il lavoro incessante dietro le quinte e all'infermiere Fabio che si è occupato diLuca Pilla 3-2 organizzare tutta la sala, gli aspetti burocratici e i materiali necessari, compresa la borsa del 118 che è tornata utile un paio di volte (i pazienti sono sani e salvi). Grazie agli Alpini e alla Pubblica Assistenza Valnure per i volontari, che sono stati bravissimi ad aiutare a compilare i fogli dell'anamnesi (e per le brioche nonché i salumi). Grazie a chi ci ha portato le vivande per sabato a pranzo (Stefano merita un applauso per il salame cotto e non solo) e ai baristi di Bettola per i caffè. Ci hanno regalato più di qualche minuto di abbandono alle papille gustative, potenziando il nostro motore! Grazie all'ASL che ha realizzato, assieme al Comune di Bettola, l'hub vaccinale nel posto giusto al momento giusto. Abbiamo avuto in mano una Ferrari del 2020 invece che una Panda del 1980, per logistica, impiantistica e arredi. Quando si muove così l'amministrazione pubblica, si comprende tutta la sua potenza. Grazie alle infermiere e agli infermieri con cui abbiamo avuto una eccellente collaborazione. Sono stati il braccio operativo delle iniezioni, anche nei lunghi turni di giugno, senza mai dare un accenno di stanchezza, anche se il lavoro è stato lungo e si vedeva dagli occhi che la stanchezza c'era tutta! Siamo arrivati come medici di famiglia in un ambiente aziendale, quasi dei marziani in terra, ma siamo usciti al termine tutti quanti insieme come un'unica squadra al servizio delle persone e delle vaccinazioni, conoscendoci tra di noi e stringendo amicizie che speriamo di poter rinfrancare nel futuro. E' stata un'esperienza di vita professionale intensa, ricca di scambi di opinioni e di grande rispetto per le idee dei pazienti che si sono presentati davanti a noi. Non lo dimenticherò mai».

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