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Il liceo Respighi

Il liceo Respighi

Liceo Respighi, dal prossimo anno il nuovo indirizzo scientifico-musicale 

Nuovo percorso formativo realizzato dal Liceo Respighi in stretta collaborazione con il Conservatorio Nicolini. La preside del liceo: «La musica come elemento formativo di alto livello»

Si è svolta nella mattina del 16 novembre la conferenza stampa di presentazione del nuovo percorso formativo realizzato dal Liceo Respighi in stretta collaborazione con il Conservatorio Nicolini: a partire dall’anno scolastico 2019/20 verrà attivato un nuovo indirizzo di Liceo Scientifico Musicale, un percorso scolastico che integrerà il curricolo liceale incentrato sulla scientificità con lo studio della musica, conciliando al meglio i due percorsi di studi rimodulandoli in una proposta unitaria. La principale innovazione di questo percorso è che le ore di frequenza in Conservatorio diventeranno a tutti gli effetti parte del curriculum scolastico. Alla conferenza stampa hanno partecipato Paola Pedrazzini, presidente Conservatorio Nicolini, Lorenzo Missaglia, Direttore Conservatorio Nicolini, Ludovico Silvestri, preside Scuola media Nicolini, Simona Favari, preside Liceo Respighi, Federica Morandi, referente orientamento Liceo Respighi.

IMG_20181116_120448-2«Sono particolarmente felice di questa collaborazione  - ha affermato la presidente del Conservatorio Paola Pedrazzini  - poiché questo progetto ha in sé un messaggio culturale più ampio: alla base c’è infatti l’idea che le ore di studio di uno strumento e della musica rientrino a tutti gli effetti nel percorso curricolare scolastico; la musica non è quindi una materia di serie B. Un concetto culturalmente importante, un segnale, che credo rientri nella mission più generale del Conservatorio: in Italia nei licei non si studia storia della musica, c’è questa matrice un po’ kantiana nel concepire il discorso musicale, che viene implicitamente considerato secondario. Similmente, è quello che riscontro anche nei confronti di cinema e teatro: credo sarebbe importante inserirne lo studio, assieme a quello della musica, all’interno dei percorsi scolastici. Mi auguro che questo sia l’inizio di un cammino che cambi la cultura diffusa e la percezione della disciplina musicale. Ringrazio la professoressa Favari per l’impegno in questo progetto, il direttore Missaglia, la scuola media Nicolini, la scuola media Calvino».

La preside del Respighi, Simona Favari, si è unita alle parole della presidente Pedrazzini: «Questo nuovo percorso di studio si propone proprio di riconoscere la presenza della musica come elemento formativo di alto livello, dando vita ad un percorso di assoluta eccellenza. Sarà un liceo scientifico a tutti gli effetti, per nulla penalizzato dal punto di vista del programma ‘tradizionale’: la scuola strutturerà di concerto con il Nicolini e in prosecuzione con quanto fatto alle scuole medie Nicolini e Calvino un curricolo musicale integrato con tutto il resto». Il preside della Scuola media Nicolini Ludovico Silvestri ha aggiunto che «questo nuovo percorso colma una lacuna formativa importante: la scelta della scuola secondaria, al termine delle medie, che spesso è un grande problema. Quale scegliere per riuscire a conciliare lo studio con il Conservatorio? Un liceo o un istituto tecnico richiedono un impegno tale da non permettere, talvolta, di portare avanti altri percorsi di studio, come quello musicale. Il progetto del Respighi contempla invece lo spazio da dedicare al Conservatorio, conciliando le materie curriculari con lo studio della musica: un fattore fondamentale per chi frequenta il Nicolini». Gli studenti provenienti dalle Scuole medie Nicolini e Calvino avranno accesso diretto alla classe che partirà il prossimo anno scolastico, con numero massimo di 28 frequentanti. Gli altri, qualora non ancora iscritti al Conservatorio, dovranno superare una specifica prova di ammissione per l’accertamento delle competenze musicali. Il direttore del Conservatorio Nicolini Lorenzo Missaglia ha espresso a sua volta il compiacimento per il progetto: «Sul nostro territorio mancava questo tipo di proposta formativa, che va nella direzione auspicata da docenti e studenti: avere tempo a disposizione per lo studio di uno strumento senza rinunciare alla formazione scolastica tradizionale, evitando che quest’ultima penalizzi l’altra. Un percorso, insomma, che va incontro alle esigenze degli studenti».

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