«Nessuno può essere usato senza il suo preliminare consenso»

Il professor Giorgio Macellari al Circolo Maria Luigia ha illustrato i principi cadine della legge sul “testamento biologico”

Giorgio Macellari (foto di repertorio)

Il Circolo culturale Maria Luigia ha ospitato il professor Giorgio Macellari - chirurgo senologo e dottore in filosofia - che ha svolto una relazione sul tema "Le direttive anticipate di trattamento: luci e ombre della legge". Iniziando dalla domanda "A chi appartiene il nostro corpo?", Macellari ha passato in rassegna l'evoluzione storica dell'etica medica in materia di consenso. Partendo dal paternalismo ippocratico delle origini - un paternalismo sempre beneficiario, cioè rivolto all'interesse primario della persona malata - e transitando per il lungo periodo medioevale dominato dal paternalismo teocratico, fondato sull'autorità divina, Macellari arriva alla rivoluzione medica dell'illuminismo e del mondo moderno, che pian piano abbandona il trascendente per concentrarsi sull'umano. Approda quindi alla definizione contemporanea del consenso informato, sintetizzata nella citazione del celebre bioeticista statunitense Tristram Engelhardt: "Nessuno può essere usato senza il suo preliminare consenso". E' proprio il consenso, base del principio di autonomia e sancito anche dall'articolo 32 della Costituzione ("Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge") il perno su cui si regge l'impianto legislativo che tratta il testamento biologico. E spiegando i dettagli di questa legge, la N° 219/2017, pubblicata sulla Gazzetta Ufficale del gennaio 2018, Macellari ha concluso la sua relazione, discutendone i tanti aspetti positivi e alcune ombre. Non c'è dubbio che questa legge allinea l'Italia a quei Paesi - la maggior parte, fra quelli dell'Unione Europea - che già s'erano dotati di un mezzo giuridico per tutelare certe drammatiche condizioni, accordando al singolo individuo la facoltà di prendere decisioni in merito alle ultime fasi della propria vita, prima di diventare incapace di farlo. "Nessuno costretto, nessuno impedito", questa la conclusione di Macellari in merito a una legge che ha generato aspri conflitti ideologici, ma che ha finalmente tagliato il traguardo cui tanti cittadini italiani aspiravano.

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