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«Perché non un fotografo piacentino per la sezione romana?». L’assessore: «Scelti professionisti del settore»

Botta e risposta sull’incarico relativo ai reperti della sezione romana. Papamarenghi: «Seguite le norme»

Caro direttore,

L’amministrazione comunale di Piacenza, per iniziativa dell’assessore Papamarenghi di Forza Italia (o di quel che resta di questo partito) ha assegnato senza pubblica gara a un professionista di Reggio Emilia l’incarico di fotografare i reperti della sezione romana dei musei civici, in base al principio, purtroppo consolidato con l’amministrazione del sindaco Barbieri, che si debbono sempre e comunque punire i professionisti piacentini che pure hanno le qualità per realizzare questo tipo di foto, preferendo ad essi professionisti di altre province. Se questa scelta fosse derivata da un pubblico concorso adeguatamente pubblicizzato, la decisione sarebbe stata accettabile. In questo caso invece la decisione si configura come una deliberata offesa alle Competenze che pure a Piacenza ci sono.

Alessandro Bersani

È la legge, non trovate di una o dell’amministrazione, a permettere i cosiddetti affidamenti diretti per importi fino a 150mila euro. In questo caso, quindi, ci si è limitati a ricorrere ad uno strumento che velocizza le procedure e lo si è fatto per un importo dei lavori che non è nemmeno un cinquantesimo della soglia consentita. A fronte delle parole lette, è però opportuno chiarire che un amministratore, per quanto abbia un’appartenenza politica, alla quale vedo si fa riferimento pur non avendo la cosa alcuna attinenza con la questione, una volta nominato è anzitutto amministratore della città, ed all’interesse di questa deve guardare. Così sicuramente si è fatto nel momento in cui si è inteso promuovere una sezione Museale, quella romana, che Piacenza attende da circa due secoli, e per la quale si intendono mettere in campo tutti gli sforzi, compatibilmente con le risorse disponibili, anche per comunicarla al meglio. Non si è, pertanto, esitato a valutare i profili di professionisti già esperti di musei archeologici, e senza timore - guardando al risultato per la Città, e non all’interesse del singolo - ci si è affidati a chi specializzato nel tipo di fotografie di interesse. L’incaricato ha documentato musei archeologici nati nel territorio regionale (a Modena, Reggio Emilia e Bologna); vanta servizi in esclusiva per il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, tra Giotto e Brunelleschi, per la cappella Sistina con i suoi affreschi di Michelangelo, Botticelli, Pinturicchio, per il famosissimo Cristo Velato di Napoli e per la Pinacoteca Nazionale di Ferrara; ha collaborazioni con i maggiori libri d’arte d’Italia ed è insegnante di fotografia per i beni culturali e per design, pittura e scultura nell’Accademia di Belle Arti di Bologna ed in quella di Verona: senza dubbio un professionista autorevole e le cui fotografie stanno già riscuotendo positivo riscontro. Si è certi che grandi professionisti, compreso il signor Bersani, vi siano anche nella nostra Città, e senza dubbio ci sarà occasione, come con molti c’è già stata, per collaborare anche con loro. È infatti del tutto infondata l’accusa che questa amministrazione non coinvolgerebbe professionisti piacentini: oltre alle tante collaborazioni sui molteplici fronti che riguardano la materia di mia competenza e che hanno coinvolto numerose realtà locali in questi anni ed in questi mesi, in queste stesse settimane e proprio per servizi dedicati a promuovere le attrattive turistiche culturali di Piacenza, si sta procedendo con un servizio fotografico ed uno video ai quali lavorano, per l’appunto, due realtà piacentine (anche se ancor più importante che la loro piacentinità è - e voglio che sia così - la loro bravura). Si stia pertanto certi che laddove i profili professionali dei professionisti saranno in linea con le necessità del momento, tutti avranno modo di essere coinvolti.

Jonathan Papamarenghi, assessore alla cultura del Comune di Piacenza

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