Spazio 4, le due coop: «Il personale di prima non era assunto, vogliamo altre professionalità»

L’Arco e Officine Gutenberg sulla mancata conferma dei lavoratori al cambio di gestione: «C’erano solo collaborazioni a termine. Perché avremmo dovuto garantire noi una continuità lavorativa che di fatto non esisteva nemmeno prima?»

«In merito ai rilievi espressi pubblicati su diverse testate nei confronti della cooperativa L’Arco, vincitrice insieme ad Officine Gutenberg dell’appalto per la gestione di Spazio4, ci permettiamo di segnalare quanto segue. La cooperativa sociale L’Arco - si esprime in una nota - intende agire nella piena legittimità e nella più totale trasparenza, come dimostra la partecipazione all’incontro tra le parti coinvolte organizzato nelle scorse settimane dal Comune di Piacenza. Nello specifico, la cosiddetta “Clausola sociale” non comporta automatismi. Dice testualmente: “Ferma restando la necessaria armonizzazione con l’organizzazione dell’operatore economico subentrante e con le esigenze tecnico-organizzative e di manodopera previste nel nuovo contratto, l’aggiudicatario del contratto di concessione è tenuto ad assorbire prioritariamente nel proprio organico il personale già operante alle dipendenze dell’aggiudicatario uscente».

«Noi dell’Arco e di Officine Gutenberg abbiamo presentato al Comune di Piacenza un progetto che introduce cambiamenti rispetto alla gestione precedente e che per la sua realizzazione richiede un gruppo di lavoro composto da professionalità diversificate, scelte proprio per realizzare nel miglior modo possibile il progetto premiato. Tra queste professionalità c’è anche quella dell’Educatore Professionale, in capo alla cooperativa L’Arco. Per reperire questa professionalità non abbiamo avuto la necessità di effettuare nuove assunzioni, per le quali evidentemente avremmo dato la precedenza alle educatrici in servizio con la precedente gestione, avendo già al nostro interno, dipendenti a tempo indeterminato, gli Educatori Professionali richiesti. Occorre anche aggiungere che, stante l’attuale situazione di crisi legata al COVID19, diversi nostri Educatori con contratto a tempo indeterminato si sono trovati e si trovano in cassa integrazione; sarebbe quindi stata paradossale e forse nemmeno possibile l’assunzione di altro personale».

«Chiudiamo con una considerazione. Dai pochi documenti a noi trasmessi, si evince che il personale uscente non era contrattualizzato in modo stabile e a tempo indeterminato, ma tramite incarichi di collaborazione a termine. Non si capisce quindi per quale motivo il gestore entrante avrebbe dovuto garantire una continuità lavorativa che di fatto non esisteva nemmeno prima, tenendo conto anche del fatto che, a quanto ci risulta, la clausola sociale si applica al personale assunto. Siamo comunque disponibili a collaborare a ulteriori verifiche attraverso mezzi e organi di controllo istituzionali e sindacali».

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