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Amnesty International / Porta Galera / Via Giulio Alberoni

«Stop alla repressione del dissenso in Russia», il 7 maggio flash mob ai giardini Merluzzo

«In oltre trenta città, gli attivisti e le attiviste dell’organizzazione innalzeranno cartelli con alcuni degli slogan mostrati durante le proteste nelle città russe»

«Stop alla repressione del dissenso in Russia»: sabato 7 maggio - ore 18.30 - flash mob del gruppo di Piacenza di Amnesty International ai Giardini Merluzzo. Online anche un appello lanciato dall’associazione. «Dal 24 febbraio, primo giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, migliaia di persone sono scese in piazza in molte città della Russia per manifestare il loro dissenso nei confronti della guerra» spiega il comunicato stampa dell’iniziativa, a firma del comitato regionale dell’associazione. «Le proteste, del tutto pacifiche, sono state disperse con una forza eccessiva e non necessaria. Secondo l’organizzazione non governativa russa per i diritti umani Ovd-Info, da allora sono stati arrestati oltre 15.000 manifestanti - molti dei quali sottoposti a pestaggi e condizioni di detenzione crudeli, inumane e degradanti - e sono state avviate decine di inchieste giudiziarie. Oltre alle norme contro la libertà di stampa, le autorità di Mosca hanno introdotto nuovi reati per criminalizzare il dissenso, in particolare quello di “discredito nei confronti delle forze armate russe”. Sono state applicate anche norme preesistenti, dal contenuto vago e generico, come quelle che vietano la “diffusione di notizie false”».

«Amnesty International Italia – spiega la nota - ha indetto, dal 1° all’8 maggio, una serie di manifestazioni per chiedere la fine della repressione del dissenso in Russia. In oltre trenta città, gli attivisti e le attiviste dell’organizzazione innalzeranno cartelli con alcuni degli slogan mostrati durante le proteste nelle città russe. A Roma e Milano gli eventi si svolgeranno in contemporanea, giovedì 5 maggio alle 17.30: a Roma, nei pressi dell’ambasciata di Russia, di fronte alla Biblioteca nazionale centrale in via di Castro Petronio; a Milano nei pressi del consolato di Russia in piazza Segesta. Alle iniziative hanno annunciato la loro partecipazione, tra gli altri, la Federazione nazionale della stampa italiana, USIGRai (Unione Sindacale Giornalisti Rai), Articolo 21 e Ordine dei giornalisti. A Piacenza il gruppo locale di Amnesty International aspetta tutti coloro che vorranno partecipare al flashmob il giorno sabato 7 maggio alle ore 18.30 ai Giardini Merluzzo in Via Alberoni. Si richiede solo, a chi vuole e può di partecipare vestiti di nero e di scriverci all’indirizzo: amnestygruppo6@gmail.com».

Marie Struthers, Direttrice di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale - «Coloro che vengono sorpresi a criticare la guerra devono affrontare un numero assurdo di accuse arbitrarie semplicemente per aver parlato. Non solo sono accusati di “screditare” le forze armate, ma anche di calunnia, frode o accuse di “terrorismo”».

«Nuove leggi, approvate il 4 marzo, hanno introdotto emendamenti al codice penale e al codice degli illeciti amministrativi limitando gravemente i diritti alla libertà di espressione, associazione e riunione pacifica. Le manifestazioni contro la guerra sono state regolarmente disperse, spesso con l’uso di una forza non necessaria ed eccessiva. Ci sono state anche segnalazioni di torture o altri maltrattamenti di persone detenute in alcune stazioni di polizia. Denunce provenienti da diverse città, in cui i manifestanti sono stati detenuti, indicano violazioni di una serie di diritti durante la custodia della polizia, tra cui la detenzione in condizioni crudeli, inumane e degradanti, il rilevamento illegale delle impronte digitali, la confisca di telefoni cellulari e altro. Il 9 marzo 2022 è stato presentato alla Camera dei deputati un progetto di legge sulla creazione di un “registro unico” di tutti gli ex e attuali impiegati e membri di organizzazioni non governative, associazioni pubbliche, organi d’informazione e singoli individui etichettati come “agenti stranieri”. Nonostante l’introduzione di norme durissime e la feroce risposta della polizia alle proteste pacifiche, il movimento contro la guerra continua a riempire le strade della Russia. Secondo l’organizzazione non governativa Ovd-Info, che monitora il comportamento delle forze di polizia, dal 24 febbraio sono stati arrestati arbitrariamente oltre 15.000 manifestanti pacifici, più di 5.000 dei quali solo il 6 marzo in una settantina di città. In Russia le persone private della libertà sono abitualmente sottoposte a pestaggi, umiliazioni e altri maltrattamenti. Molti degli arrestati hanno denunciato di non aver potuto vedere un avvocato e di essere stati privati di acqua, cibo e coperte e lenzuola per dormire. Infine, il 4 marzo il parlamento russo ha introdotto una norma che criminalizza ulteriormente la diffusione di “false informazioni” sulle attività delle forze armate o il “discredito” nei loro confronti. Chiunque sia accusato di aver commesso questi “reati” rischia multe sproporzionate o una condanna fino a 15 anni di carcere. Nei tre giorni successivi, oltre 140 persone sono state arrestate sulla base della nuova legge, che di fatto impedisce di usare la parola “guerra” e di invocare la “pace”».

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