Telefonia, l'allarme della montagna: «Situazione disastrosa». Tim: «Investimenti e manutenzione»

Un coordinamento in prefettura tra sindaci e operatori telefonici (Open Fiber, Tim, Wind Tre, Vodafone, Lepida) per risolvere insieme i problemi di linea che affligono il Piacentino, specialmente nelle zone montane

Il tavolo in prefettura

Un coordinamento in prefettura tra sindaci e operatori telefonici (Open Fiber, Tim, Wind Tre, Vodafone, Lepida) per risolvere insieme i problemi di linea che affligono il Piacentino, specialmente nelle zone montane. Questa la principale novità emersa al palazzo del Governo dove il 17 giugno il prefetto Maurizio Falco ha annunciato la disponibilità di tutti gli attori di riunire le forze per migliorare la situazione. Con lui anche il sindaco e presidente dalla Provincia, Patrizia Barbieri. Si tratta quindi di far confluire al coordinamento tutte le segnalazioni di guasto o malfunzionamento che i sindaci raccoglieranno o hanno già raccolto nei propri territori. «Non solo telefonia mobile - ha detto il prefetto Falco - ma comunicazione in generale. E' un impegno che mi sono preso nel 2017 da quando sul mio tavolo è arrivato un rapporto che mi ha fatto capire che il 24% del territorio non è coperto e mi sono figurato tutte le difficoltà in termini di protezione cIMG_5094-2ivile, ma anche di sviluppo del territorio. Sarà un tavolo di incontro che non sia la solita burocratizzazione dei servizi ma che segnali le priorità. Al di là delle concorrenze tra enti privati che operano nel pubblico sarà in grado di dare risposte ed evitare in questo modo segnalazioni spot che o cadono nel dimenticatoio o vengono messe in ultima fila rispetto a quello che il nostro territorio deve avere. I gestori hanno dimostrato, al di là della concorrenza e dell'aspetto prettamente commerciale privato, la volontà di collaborare e di incontrarsi una volta al mese», ha dichiarato il prefetto. «La telefonia mobile non è più un quadro di consumi voluttuari ma è un presidio dell'economia e della sicurezza. Gli enti privati non possono gestire il servizio pubblico soltanto con la filosofia della concorrenza privata perché altrimenti si parla di tagli e non di offerta di servizi. Vogliamo tenere insieme queste due cose, altrimenti è come dire "tu non puoi vivere più in montagna" ed è quello che non vogliamo fare», ha concluso Falco. 

massimo castelli cerignale-2«IN MONTAGNA SITUAZIONE DISASTROSA» - «I gestori (e la politica) si devono rendere conto di quanto è grave la situazione e che bisogna intervenire presto. E' chiaro che tutta la parte della telefonia è gestita da privati e questi hanno poco interesse a fare investimenti in aree definite zone di fallimento di mercato ed è qui che deve agire la politica». A dirlo il sindaco di Cerignale, Massimo Castelli.  «Rischiamo di avere una situazione insostenibile a breve. Una 80enne paga 40 euro al mese per 10-12 telefonate da fisso, è inaccettabile. Qui non si parla di internet, ma di linea normale. Un'attiva commerciale per avere un servizio pessimo arriva anche a pagare 126 euro: è inaccettabile. Oltre ai costi abbiamo anche la situazione dei pali che è pietosa. Non possiamo pensare di riqualificare il territorio quando non possiamo avere una comunicazione che è la prima via di accesso e uscita. La montagna è destinata a diventare un deserto verde se non cambiamo rotta. Noi non vogliamo essere definiti aree di fallimento di mercato».

LA RISPOSTA DI TIM - «E' stato un incontro - hanno spiegato Alberto Giacomini e Paolo Aiolfi di Tim -  molto importante. Stiamo lavorando con la prefettura e provincia per portare più servizi possibile. Dal 2017 ad oggi abbiamo triplicato gli investimenti di manutenzione e tutte le segnalazioni che arrivano dai sindaci vengono gestite ed elaborate. Continueremo nella manutenzione di tutte le nostre palificazioni, che sono più di 100mila in tutto il Piacentino, daremo la possibilità ad altri operatori di intervenire e di posare le proprie infrastrutture sulle nostre palificazioni. Abbiamo ultimato la copertura fibra, abbiamo invece lasciato il bando ad un altro operatore per le aree di fallimento di mercato: darà risposte nei prossimi tempi». «In questi due anni sono state evidenziate molte criticità in alcune aree, e due mesi fa abbiamo già presentato iniziative che tendono a migliorare la manutenzione degli impiani di telefonia mobile e tendono a effettuare investimenti concreti. Per quello che riguarda la manutenzione abbiamo approvato piani di sostituzione delle batterie, adottato altri sistemi per migliorare ed accelerare i tempi di intervento dei tecnici in caso di guasti. E ancora, abbiamo profilato un accordo con la Regione che favorisce anche in termini economici la realizzazione di nuovi impianti e in questo senso Tim nel 2019 ne realizzerà a Piozzano, Farini e Vernasca. Tim è l'unico operatore che aderisce. Infine abbiamo come priorità anche l'implementazione del traffico dati, entro 2020 tutti gli impianti Tim saranno dotati di tecnologia 4G». 

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