Un gruppo di studio e discussione per incalzare la politica cittadina sulle scelte urbanistiche

Tra le proposte: stop per cinque anni a nuovi interventi edificatori; incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio nel centro storico e nelle periferie

Pubblico numeroso e interattivo al primo dei due incontri proposti a Biffi Arte da Anspi Domus e Domus Justinae, per promuovere riflessioni sullo sviluppo prospettico della città nei prossimi dieci anni. Un tema particolarmente caldo sul quale la Giunta Barbieri dovrà Tiziano Fermi-2fare le proprie scelte, in particolare sulla riqualificazione che possa rivitalizzare il centro cittadino, sul Piano del traffico, sulla destinazione d'uso di aree dismesse. Temi di grande portata sui quali – evidenziano i promotori degli incontri - le scelte di carattere civico, l’architettura cittadina e lo sviluppo urbanistico devono avere, in primis, l’obiettivo della funzionalità al servizio dei cittadini, nel rispetto del decoro e di quel “bello” che per secoli ha contrassegnato la storia stessa della nostra città.

Per introdurre il tema dal titolo “Piacenza, dove?”, i relatori partono da lontano. Il prof. Tiziano Fermi, direttore dell’Archivio Cattedrale, inizia dagli elementi soprattutto di carattere militare che hanno caratterizzato la fondazione della città, nel 218 a.C. Il nucleo originale si amplia quando la città, divenuta cristiana, costruisce le sue chiese al di fuori del perimetro romano; poi il tessuto urbano cresce con la nascita di nuclei strettamente collegati, dei quali Piazza Borgo è una delle maggiori testimonianze. Altri passaggi fondamentali avvengono nell’epoca farnesiana con lo stradone Farnese che avrebbe dovuto collegare San Lazzaro a Sant’Antonio. A seguire l’espansione legata alla dominazione napoleonica. Ogni cambiamento storico ha condizionato lo sviluppo urbanistico.

L’architetto Stefano Benedetti pone a confronto le immagini planimetriche della città nel 1821 e nel 1921 evidenziando come essa sia rimasta sostanzialmente racchiusa nelle mura rinascimentali. La prima espansione si avrà nel 1921 con l’inglobamento dei comuni di San Lazzaro Alberoni, Sant’Antonio Trebbia e Mortizza. Nel 1861 la popolazione residente in città contava 35 mila abitanti, cinquemila in più conteggiando i quattro comuni citati; la sua estensione copriva una superficie di 3,5 kmq.

Nel 2009 nel territorio urbanizzato comprendente città e frazioni risiedevano 102.000 persone, 2,5 volte quelli del 1861, ma il territorio urbanizzato previsto nel PRG vigente era dieci volte tanto. Il piano del PRG 1969 aveva proiettato la previsione della popolazione residente a 225.000 abitanti. Da qui un grande impegno di spazi abitativi e per insediamenti coerenti con gli standard urbanistici. La realtà Stefano Benedetti-2demografica ha dimostrato completamente sballata tale previsione, tant’è che raggiunta quota 109mila abitanti (l’exploit del 1976), la popolazione si è notevolmente contratta. Al 1 gennaio scorso era a quota 104.523 e per gli anni a venire le previsioni non indicano mutamenti significativi. Illogico quindi dar corso a nuovi piani per insediamenti civili o industriali.

L’architetto Anna Lalatta inizia il suo intervento proiettando e illustrando le immagini dell’allegoria del “Buono e del Cattivo Governo”, il ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti (1338-1339), conservato nel Palazzo Pubblico di Siena, che evidenzia come l’autorevolezza della buona politica genera effetti positivi sulla società. Autorevolezza e Buon Governo che dalla seconda metà del secolo non sembrano aver trovato casa dalle nostre parti. Lo dimostra la disordinata espansione e trasformazione urbanistica della nostra città.  Sono state impermeabilizzate con asfalto e cemento buona parte delle estese aree agricole esterne alla cinta muraria, contribuendo, con l’eliminazione della vegetazione, all’incremento della cattiva qualità dell’aria. L’architetto si è poi soffermato sull’impatto urbanistico di Borgo Faxall, sulle peripezie dei cittadini per tutelare gli ultimi polmoni verdi rimasti e sui rischi cementificazione per le aree Piazza Cittadella, Piazza Casali, ex Manifattura Tabacchi, Mercato Ortofrutticolo, Consorzio Agrario e altre.

Per tutte occorrerebbe una politica di massima cautela, concedendo autorizzazioni a nuovi insediamenti solo a progetti di qualità elevata e di utilità pubblica. Occorre, concordano i relatori, il riesame del PSC e del POC ripensando ad un significativo ridimensionamento delle 100_3970-2potenzialità edificatorie in rapporto alla stazionarietà demografica; tornare a “progettare la città”. No all’occasionalità ed alla mancanza di prospettive; al rilascio di licenze per nuovi supermercati che tolgono linfa vitale alle attività del centro cittadino. Favorire invece le piccole proprietà, il piccolo artigianato e il piccolo commercio, tutte attività che andrebbero incoraggiate e non annullate dalle autorizzazioni di nuove aree commerciali.

Quindi stop per cinque anni a nuovi interventi edificatori; incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio nel centro storico e nelle periferie. L’architetto Benedetti illustra quindi un preliminare di proposta urbanistica per la città: l’urbanistica non può essere una materia appannaggio dei soli tecnici, ma deve coinvolgere anche i filosofi, i sociologi e i cittadini in genere. Sarà poi la politica a definire le scelte, ma questa – assicura il consigliere comunale del Gruppo Misto Mauro Saccardi in un intervento finale - non rimane insensibile alle istanze ben motivate presentate da gruppi di cittadini con competenza e gusto, che vogliono che Piacenza rimanga fedele al suo nome di origine: la “città che piace”. Molti dei presenti hanno condiviso la proposta di dare inizio a un'attività di studio e discussione pubblica aperta a tutta la città e finalizzata a stabilire con l'Amministrazione Comunale un dialogo, critico rispetto al passato e costruttivo in prospettiva, riguardo le scelte strategiche del territorio che ci riguardano tutti.

Giovedì 27 febbraio, Carlo Ponzini, Franco Scepi e Manrico Bissi tratterranno il tema “L’arredo urbano e le scelte per conciliare sviluppo, funzionalità… PIACEvolezza, in progress”. Modera il dottor Michele Argenti, Presidente Anspi Domus.

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