Accadde giorno per giorno, 120 anni fa

Accadde giorno per giorno, 120 anni fa

Maggio 1897: le oche soccombono ai pavoni e ancora don Miraglia sulla stampa locale

In un mondo che va forte, troppo; che pretende di continuare a voltare pagina senza fermarsi a pensare, può valere la pena di riflettere su briciole di fatti accaduti oltre 120 anni fa. C è ne dà l’opportunità, il libro Sei anni di vita piacentina (1894 -1899) giorno per giorno, a cura di Corrado Sforza Fogliani e di Antonietta De Micheli

Nel maggio 1897 le cronache dei giornali piacentini appaiono affollate di cronache e notizie tanto che, alla consueta carrellata quindicinale, anticipiamo i pavoni che nella toponomastica delle vie cittadine sconfiggono le oche, un maneggio per imparare a stare in sella alle biciclette e una nuova puntata sulla vicenda don Paolino Miraglia.

VIA DAVERI – VIA PAVONE

L’attuale via Francesco Daveri - dal 1967 dedicata al patriota che al n° 4/8 aveva il suo studio di avvocato - inizia da Piazza Duomo angolo via Romagnosi e termina in via Roma. In precedenza costituiva una unica strada con via del Pavone che ancora oggi congiunge la stessa via Daveri con via San Giuliano. Il toponimo deriva da un albergo esistente al numero civico 2 di via Daveri. Più anticamente il tratto che inizia da via San Giuliano aveva nome Cantone delle Oche:

25 MAGGIO 1887, da 'Libertà': Tra gli oggetti posti all'ordine del giorno per la seduta di questa sera del Consiglio comunale, il cambio di nome a via delle Oche; la richiesta l'hanno fatta gli stessi abitanti i quali, pare, non se la sentono più di stare in un vicolo che porta il nome di quegli animali famosi che hanno salvato il Campidoglio.

26 MAGGIO: Si delibera di intitolare "Vicolo del Pavone" la strada ora denominata "Cantone delle Oche".

29 Da 'Libertà ': Tutto tramonta! Davanti alla democrazia livellatrice non c'è più nulla di sacro. Avevamo a Piacenza un Cantone del Pavone e un Cantone delle Oche, i quali, così vicini l'uno all'altro rammentavano la combattività del vecchio spirito piacentino, avevamo in quei due cantoni la grafica prova di non sappiamo quale antitesi, quali lotte, quali dolori, e giovedì su quei ricordi i nostri Padri della Patria passavano la spugna, e per essi d'ora innanzi a Piacenza non ci sono più oche e pavoni, ma solo pavoni! Tutti i gusti sono gusti vada per l'universalità del pavone, che è l'uccello simbolo della superbia. Per parte mia, non so perché, ma sento un’istintiva preferenza per quegli orsi di Piacentini che, nella notte dei tempi, per contrapposto ai vicini ed avversari che intitolavano superbamente il loro Cantone del Pavone, "ebbene, dicevano sdegnosamente, noi c'intitoleremo delle Oche". E chi lo sa la storia non lo dice che le Oche non si siano imposte ai Pavoni.

GRAN MANEGGIO DI ISTRUZIONE PER BICICLETTE

8 - Da 'L'Amico del Popolo': Il gran maneggio Endless di istruzione per biciclette è stato aperto al pubblico. I signori ing. V. Bassi e Merosi i felici costruttori delle biciclette Endless hanno voluto che tutti potessero imparare a montare in bicicletta. E ci sono riusciti splendidamente. Nell'ex locale del pattinaggio sul viale del Risorgimento è un accorrere del pubblico che si dà al gradito sport. Il locale adatto e bellissimo tiene annessa un'ampia sala con spogliatoio e servizio per bibite. Numerose signore e signorine vanno a pedalare nel simpatico maneggio entusiaste delle bicilette Endless da donna, nuove di zecca, che la Ditta ha messo a loro disposizione.

- da 'Libertà': Sul viale del Risorgimento, negli ex locali 272 del pattinaggio, da qualche settimana è stato inaugurato un bellissimo maneggio di istruzione per biciclette. E' di proprietà della Ditta ing. V. Bassi e G. Merosi, la giovane e già tanto conosciuta Ditta dei cicli Endless.

26 - da 'Libertà: La ditta Orio Marchand si stabilisce fra noi. Una buona notizia per gli operai piacentini: la rinomata Ditta di biciclette Orio Marchand trasporta fra noi la sua grandiosa fabbrica che tiene a Musocco, vicino a Milano. Nello studio dell'avv. Guerra, infatti, ieri l'altro, lunedì, si firmavano due atti di acquisto da parte della sullodata Ditta, delle aree occorrenti all'impianto della sua industria; aree acquistate in via Campagna. Gli acquisti fatti sono delle vicine case segnate ai civici numeri, in via Campagna, 51 e 53 e in via S. Bartolomeo 34,38,39 e 40. Come è risaputo, in quella località c'è un salto d'acqua della forza d'oltre 30 cavalli e c'è un largo orto, nel quale la fabbrica potrà estendersi a suo agio. Le case saranno buttate giù e sull'area la fabbrica sarà innalzata di sana pianta.

LA VICENDA DON MIRAGLIA

Dall’anno 1896 nelle cronache di questa nostra rubrica è comparso diverse volte il nome di don Paolo Miraglia  Gullotti (1865-1945), sacerdote originario della Sicilia. Nel 1895 era giunto come predicatore nel mese di maggio nella parrocchia di S. Savino, dove aveva suscitato entusiasmo per l’impegno profetico della sua oratoria rivolta contro i “farisei” nei quali identificava il clero piacentino che presto lo considerò un profanatore del pulpito.  Invitato a lasciare la città e in seguito scomunicato dal vescovo Scalabrini, rispose con la ribellione e la creazione di anti-Chiesa di cui si proclamò vescovo. Gestì un oratorio molto frequentato in via Trebbiola e fondò un periodico religioso dal titolo “Gerolamo Savonarola”.  Per oltre un lustro riuscì a tenere in piedi una chiesa scismatica piacentina. Nel settembre 1896 venne aggredito da più persone e preso a bastonate.  Alla querela di Don Miraglia seguì l’autodenuncia di  Marco Arcelli che fini a processo con Alberto Solenghi.

4 maggio 1897: da Libertà: oggi, alle 14, comincia a Bologna il processo Miraglia - Arcelli. Il dibattimento si svolge a porte chiuse. Gli avvocati della difesa sono il cav. Calda, l'on. Cipelli e l'avv. Venturini di Bologna per Marco Arcelli; l'avv. Guerra per Alberto Solenghi. Miraglia, costituitosi parte civile contro l'Arcelli, ha scelto l'ex onorevole Angelo Muratori, gli avv. Galluzzi, Cosimo Pugliese ed Ernesto Vitta di Bologna.

5 - da 'Libertà': Esce a Bologna ed ha stomacato un bollettino del processo, fatto ad uso e consumo del miraglianesimo. Evidentemente si vuol lavorare anche la povera gente, che capisce poco, di qui!

10 - Alle Assise di Bologna viene pronunciato oggi la sentenza del processo Miraglia - Arcelli. I giurati entrano nella sala alle 7,30 e ne escono dopo dieci minuti emettendo un verdetto all'unanimità di assoluzione.

11 - da 'Libertà': Sappiamo che Marco Arcelli e Alberto Solenghi arriveranno a Piacenza quest'oggi colla corsa da Bologna delle 13,40. Il nostro benvenuto a quei due egregi giovani che scontavano con quasi otto mesi di carcere preventivo un atto generoso del loro cuore. In seguito all'annuncio dell'arrivo dei due giovani viene organizzata alla stazione una imponente dimostrazione di stima e di affetto. L'accoglienza sarà entusiastica.

12 - da l’Amico de Popolo: La notizia della assoluzione dei giovani si sparse in città in un baleno e fu vivamente applaudita in tutti i pubblici e privati ritrovi.

13 – da l’Amico del Popolo. La dimostrazione affettuosa e spontanea, fatta ieri ai due giovani, dalla cittadinanza, resterà certo impressa lungamente nei loro animi e deve senza dubbio aver fatto loro in un istante dimenticare le sofferenze del lungo carcere.

vicolo Pavone-2

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Accadde giorno per giorno, 120 anni fa

" In un mondo che va forte, troppo; che pretende di continuare a voltare pagina senza fermarsi a pensare, può valere la pena di riflettere su briciole di fatti accaduti oltre 120 anni fa. C'è ne da l'opportunità il libro ""Sei anni di vita piacentina (1894-1899) giorno per giorno"", a cura di Corrado Sforza Fogliani e Antonietta De Micheli "

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (4)

  • nel maggio 1897, su richiesta degli abitanti, fu deliberato di chiamare "Vicolo del Pavone" la strada che prima si chiamava "Cantone delle Oche". Qui sopra c’è scritto che la richiesta “l'hanno fatta gli stessi abitanti”, ma credo che si tratti di una piccola imprecisione: infatti suppongo che in realtà la richiesta sia partita dalle abitanti di genere femminile, perché immagino che non fossero troppo contente di essere spesso burlescamente apostrofate come degne residenti di via delle Oche. Ci sarebbe anche da dire che quando una donna decide di andare ad abitare in una via che si chiama via delle Oche, poi non dovrebbe “rompere” troppo per cercare di fare cambiare il nome alla via (magari qualcuna in via delle Oche ci sarà anche nata, ma immagino che la maggior parte ci sia andata ad abitare di sua spontanea volontà)

  • Spero che l'affermazione di Salvatore sia uno scherzo; l'assoluzione del figlio del conte Arcelli fu una grave onta alle ragioni illuministe e radicali del prete siciliano. Questo caso (peraltro preceduto da un tentato omicidio) potrebbe essere citata, al contrario di quanto asserito, ad esempio di come la legge non sia uguale per tutti... almeno a quei tempi

    • Caro Andrea, un prete illuminista........ Da quanto ho capito e, conoscendo bene i preti, suppongo che Don Miraglia era un "Cicero pro domo sua". Senza rancore!

  • La sentenza di assoluzione di Arcelli e Solenghi è un esempio di buona giustizia, Spero che Miraglia e company abbiano pagato.

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
IlPiacenza è in caricamento