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Domenica, 5 Dicembre 2021
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A cura di Renato Passerini

Libri piacentini - I beni della Commenda giovannita di Sant’Egidio di Piacenza in età moderna

La commenda di Sant'Egidio, ossia "della Misericordia", di Piacenza negli studi non viene quasi mai citata, in sostanza se ne era quasi persa la memoria. Eppure essa fu viva nella città e nel contado per oltre quattro secoli; i Cavalieri giovanniti piacentini veramente non furono molti, ma le famiglie degli amministratori e degli affittuari dei beni furono fra le più note ed importanti di Piacenza.

I beni della Commenda giovannita di Sant’Egidio di Piacenza in età moderna

Autore Paolo C.M. Schenoni Visconti

Pagine 205,Casa editrice Lir edizioni, Piacenza, 2013

Prefazione dell'autore

Prezzo di copertina euro 16

La commenda di Sant’Egidio, ossia “della Misericordia”, di Piacenza negli studi non viene quasi mai citata, in sostanza se ne era quasi persa la memoria. Eppure essa fu viva nella città e nel contado per oltre quattro secoli; i Cavalieri giovanniti piacentini veramente non furono molti, ma le famiglie degli amministratori e degli affittuari dei beni furono fra le più note ed importanti di Piacenza.

Ne documenta nascita ed evoluzione Paolo Colombo Maria Schenoni Visconti, bolognese di nobile famiglia di origine ligure-piacentina, dottore agronomo e giornalista pubblicista. Appassionato di storia locale è Socio Ordinario della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Sezione Terre Veleiati.

Nel passato – scrive l’autore - particolarmente prima della spoliazione napoleonica (1798), per la difesa della fede e l’aiuto ai poveri, scopi che costituiscono ancora oggi i carismi della Religione gerosolimitana, le risorse necessarie per espletare questi compiti venivano reperite attraverso l’oculata amministrazione dei beni immobili di proprietà riuniti in commende. Così era anche per i beni piacentini di cui si è tentata l’identificazione e la descrizione in Età Moderna.

Le disgraziate vicende storiche verificatesi quasi alla fine del XVIII secolo, impedirono ai cavalieri di San Giovanni di mantenere intatto il proprio patrimonio in Europa, quindi essi non solo furono cacciati dall’arcipelago maltese, ma furono estromessi anche dagli altri loro beni. Dopo la caduta di Napoleone, Malta, Gozo e Comino non ritornarono all’Ordine di Malta e così neppure i beni immobili sparsi nella penisola italiana. Essi entrarono nella disponibilità dei cosiddetti Stati preunitari spesso sotto la dizione “Enti religiosi soppressi” e in gran parte, furono venduti. Solo l’Imperatore d’Austria ed il S. Padre, dopo il Congresso di Vienna (1814), restituirono parzialmente gli immobili confiscati agli originali proprietari. Ciononostante l’Ordine non morì, ma continuò la propria opera ed oggi l’Ordine, più vivo che mai, è Sovrano e soggetto di diritto internazionale, ha rapporti diplomatici con ottanta Stati ed un rappresentante permanente all’assemblea delle Nazioni Unite.

La storia della Commenda di Sant’Egidio di Piacenza, prima di questo libro era, in gran parte, ignota ai piacentini, forse perché era esente dai dazi e, quindi, non presente in molti documenti. Eppure molti toponimi di beni della Commenda, come La Bonina e le Case del Tempio, sono rimasti ancora oggi. Purtroppo la chiesa in cui la Commenda aveva il suo altare è andata distrutta e così anche, a Fiorenzuola d’Arda, l’Oratorio di Santa Margherita. Sugli immobili la croce ottagona bianca (argentea) in campo rosso dell’Ordine, simbolo di proprietà, era dipinta e quindi è andata perduta, forse spesso anche perché confusa con una semplice croce devozionale.

Nelle pagine del libro emergono quanti e quali erano i cavalieri piacentini dell’Ordine nelle varie epoche e vengono indicati i personaggi di molte note famiglie piacentine che hanno avuto a che fare con la Commenda. 

Lo studio – che corredato dalla citazione delle molte fonti esaminate - potrà rappresentare un’ulteriore fonte per la storia della città e del suo territorio nella ricerca sia dei documenti, che della bibliografia, ha usufruito della “generosa collaborazione” di qualificati studiosi tra i quali i piacentini prof.ssa Valeria Poli e dott.ssa Anna Riva, entrambe Socie Ordinarie della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi sezione di Piacenza.  

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