Martedì, 28 Settembre 2021
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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

“Carovana dei ghiacciai”: la campagna per verificare gli effetti dei cambiamenti climatici

La “Carovana dei ghiacciai” è la nuova Campagna di Legambiente realizzata con il supporto del Comitato Glaciologico Italiano (CGI); dal 23 agosto al 13 settembre viene esaminato lo stato di salute di 13 ghiacciai alpini, più il glacionevato del Calderone, nel massiccio del Gran Sasso in Abruzzo, per sensibilizzare le persone sugli effetti che i cambiamenti climatici stanno determinando anche sull’ambiente glaciale alpino.

Un quinto del territorio nazionale è a rischio desertificazione: boschi che bruciano, ghiacciai che si sciolgono ed erosione delle coste, così il paesaggio dell’Italia, ogni anno cambia la sua veduta. Dall’inizio dell’anno a oggi, per colpa della mano dell’uomo e del cambiamento climatico sono andati persi, a causa degli incendi, 158mila ettari di verde e foreste, in particolare al sud e nelle isole.

Gli effetti del cambiamento climatico riguardano anche le Alpi, perché ogni anno, sull’Adamello, il ghiacciaio più esteso d’Italia, in Alta Val Camonica, si disperdono 14 milioni di metri cubi d’acqua.

L’estensione del ghiacciaio si è ridotta dai 19 Kmq del 1957 ai 17,7 del 2015 e dal 2016 ad oggi ha registrato una progressiva riduzione pari a 10-12 metri.

Sono oltre 200 i ghiacciai già scomparsi lasciando il posto a detriti e rocce. Un fenomeno preoccupante e globale che non comporta solo perdita di paesaggi affascinanti, biodiversità, ma equivale alla scomparsa di importanti riserve di acqua dolce. Inoltre, il permafrost (il terreno perennemente ghiacciato) degradando, causa instabilità sui versanti con pesanti rischi per le infrastrutture di alta quota.

Con le temperature estive che hanno raggiunto anche i 45°C è andata a fuoco una vasta superficie boschiva. La situazione più grave si è verificata in Sicilia dove oltre 78.000 ettari sono bruciati (il 3,05% del territorio della Regione). In Sardegna, 20.000 ettari sono andati a fuoco causando l’evacuazione di centinaia di persone dalle loro abitazioni. Esperti scrivono che serviranno almeno 15 anni, in Italia, per ricostruire i boschi e la macchia mediterranea distrutti dalle fiamme che hanno raggiunto pascoli, animali, fienili, mezzi agricoli ed Incalcolabili danni all’agricoltura.

Secondo il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) “le aree maggiormente a rischio sono: il 70% in Sicilia, il 58% in Molise, il 57% in Puglia, il 55% in Basilicata. In Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania sono comprese tra il 30 e il 50%, dati che indicano che il 20% del territorio italiano è in pericolo di desertificazione”. Complice anche l’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere, dell’urbanizzazione selvaggia, dei disboscamenti e delle attività estrattive, spesso fuori dalle regole.

L’allarme riguarda anche l’altissima probabilità che con i primi temporali si verifichino frane e alluvioni e sempre più eventi estremi. La denuncia di Legambiente e del Comitato Glaciologico Italiano arriva dal monitoraggio della “Carovana dei ghiacciai”: “nei prossimi decenni, se continuerà il trend attuale di immissione di gas climalteranti, la maggior parte dei ghiacciai italiani, secondo studi scientifici, potrebbe scomparire: le temperature medie degli ultimi 15 anni non ne permettono la sopravvivenza.

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