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Covid-19, qual è stata l'evoluzione del virus?

"In Italia, la situazione epidemiologica è migliorata, ma dobbiamo continuare a difenderci"

In Italia, la situazione epidemiologica è migliorata, lo confermano i dati statistici e gli indici di contagiosità, ma "non dobbiamo abbassare la guardia e continuare a proteggerci - dicono gli esperti, la pandemia non è ancora risolta". E rimangono ancora elementi non chiari nella evoluzione del virus che gli scienziati di tutto il mondo, stanno cercando di comprendere. Lo aveva già anticipato ad aprile il professor Massimo Ciccozzi Epidemiologo della Università Campus Bio - Medico di Roma, che "di mutazione in mutazione poteva peggiorare la contagiosità del virus responsabile della Covid - 19.

Il virus SARS - CoV - 2 è diventato più contagioso passando dalla Cina all'Europa, mutante, come durante il cosiddetto "salto di specie" dal pipistrello all'uomo, rapidissimo e quindi pericoloso. Probabilmente, in Europa ha fatto molti più passaggi da uomo a uomo e questo gli ha dato una spinta a mutare" - ha dichiarato il professore. Lo studio, costruito sui dati del National Center for Biotechnology Information e della Global Initiative on Sharing All Influenza Data e pubblicato sul Journal of Translation Medicine è firmato dallo stesso  professor Massimo Ciccozzi, uno dei più esperti nella filogenesi di queste malattie e dal professor Robert Gallo, scopritore insieme al professor Luc Montaigner del virus dell'Aids.

Insieme a loro, altri Ricercatori hanno partecipato allo studio: Davide Zella della Università del Maryland e Silvia Angeletti della Università Campus Bio- Medico, Rudy Ippodrino e Bruna Marini dell'Area Science Park di Trieste. "Tutti i sottotipi virali definiti sulla base del confronto delle sequenze del genoma, sembrano avere una comune origine in Cina, anche se provenienti da focolai distinti, riconducendo le apparenti disomogeneità alla rapida diffusione di sottotipi virali diversi, importati in maniera indipendente nei diversi continenti". Secondo i  Ricercatori dello studio  "i ceppi presenti nei pazienti europei e del nord America evidenziano una mutazione nei meccanismi di replicazione e quindi di diffusione del virus, della quale non vi è traccia in quelli asiatici. Oggi, nel mondo esisterebbero ceppi virali diversi, ciascuno con una diversa strategia di mutazione".

Lo studio chiarisce che "la mutazione in grado di differenziare il ceppo europeo - nord americano da quello asiatico è avvenuta all'interno della polimerasi RNA dipendente, funzionale alla replicazione del virus. Queste mutazioni hanno reso il virus rapidissimo, ma anche particolarmente contagioso nei confronti della razza caucasica e non infierisce nello stesso modo sugli asiatici e nel continente africano". Il professor Ciccozzi ha individuato altre cinque mutazioni nel Sars - CoV- 2 e ritiene che questo potrebbe spiegare la resistenza del virus a certi antivirali. Il professor Gallo precisa inoltre che "l'epidemia in corso in Italia, non è esattamente come quella che si è verificata in Cina. Il cambiamento del Sars - CoV -2 si era verificato nel passaggio dall'Asia all'Europa nel mese di febbraio tra la Germania e la Lombardia, così che il ceppo cinese è  diventato più contagioso".

La ricerca scientifica, pubblicata sul Journal of Medicine Virology è stata condotta,  oltre che  dal team di studiosi su esposti, con la collaborazione del professor Roberto Cauda, Direttore Area Microbiologia e Malattie Infettive Policlinico Gemelli di Roma. I Ricercatori hanno dimostrato che le mutazioni della proteina spike virale (D614G), riscontrate in numerose sequenze del virus isolato dal tampone rinofaringeo dei soggetti infetti è diventato strutturale. Anche l'adattamento del virus all'uomo e la sua evoluzione  nelle diverse parti del mondo non è da escludere secondo gli esperti. Studiosi dell'Istituto di Genetica della University College di Londra hanno analizzato 7.666 sequenze di Sars - CoV - 2 provenienti da numerosi Paesi di varie aree geografiche ed hanno osservato  198 mutazioni emerse in modo indipendente; quasi l'80% di esse ha prodotto cambiamenti a livello di proteine suggerendo un adattamento in corso della Covid - 19 e quindi una minore aggressività.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • dopo aver letto che “Oggi, nel mondo esisterebbero ceppi virali diversi, ciascuno con una diversa strategia di mutazione" mi sembra che si possa dire che sia inutile parle di un unico vaccino, ma probabilmente serviranno diversi vaccini. Quando poi ho letto che “Queste mutazioni hanno reso il virus rapidissimo, ma anche particolarmente contagioso nei confronti della razza caucasica e non infierisce nello stesso modo sugli asiatici e nel continente africano" mi è sembrato che questo covid sia anche un po’ “razzista”

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