Salute e medicina on line

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I vaccini anti Covid-19

La mappa delle nuove tecnologie per combattere il coronavirus

Sono oltre 260 i vaccini anti-Covid studiati nel mondo e di essi, solo 5 hanno raggiunto una fase avanzata di sperimentazione e sono prossimi ad essere utilizzati nella pratica clinica;  se verranno autorizzati dalle Agenzie Regolatorie (FDA, EMA, AIFA), potranno essere distribuiti attraverso campagne vaccinali, inizialmente alle persone più a rischio.

I vaccini contro i virus si possono creare con diverse metodiche. Si può inoculare il virus intero, ucciso o inattivato, in modo che non si possa replicare, oppure si introducono piccole componenti del virus inserite in un vettore.

Dei cinque che hanno già sperimentato la fase 3 su decine di migliaia di persone, due sono americani e sono  prodotti  da Pfizer e da Moderna, uno è europeo con l'apporto italiano del Laboratorio di Pomezia ed è il vaccino di AstraZeneca. Inoltre, il vaccino russo, Sputnik V ed il cinese della Can-Sino.

Tutti questi vaccini veicolano la parte di virus (proteina Spike), cioè la molecola che ricopre il coronavirus e con cui questo si aggancia alle nostre cellule.

Pfizer e Moderna utilizzano una tecnologia inedita: un frammento del virus Sars-CoV-2, l 'Rna messaggero, nanoparticella che, una volta entrata, esprime la proteina Spike.

Il vaccino di Moderna è stato sperimentato su 30mila persone, deve essere somministrato in due volte ad un mese di distanza e secondo i produttori dà una protezione del 94,5%, risultato ottimale, dato che i vaccini, di solito, si fermano all'80%.

L'Azienda Pfizer/BioNtech ha arruolato 43mila pazienti, 21.500 hanno ricevuto il vaccino, gli altri 21.500 solo un placebo. Anche questo vaccino deve essere somministrato in due dosi ed ha una protezione dichiarata del 94%. La differenza rilevante è che il vaccino di Pfizer va mantenuto a meno di 80° C, quello di Moderna a meno 20°C, ma può essere distribuito a 5 gradi.

Gli altri tre vaccini: AstraZeneca, Sputnick V ed il cinese di Can-Sino, utilizzano una metodica più tradizionale. Per portare dentro la cellula la proteina Spike utilizzano un adenovirus degli scimpanzè, virus che negli animali causa malattie respiratorie, ma per l'uomo è innocuo.

Per AstraZeneca, il vaccino anglo-italiano, occorrono due somministrazioni in un mese. Non ci sono ancora i dati sulla protezione che dà, ma sappiamo che ne produce alte quantità ed è ben tollerato .

Per il vaccino cinese prodotto dalla Can-Sino è sufficiente una unica dose, senza richiamo; i dati non sono pubblicati, ma in Cina è già registrato e viene iniettato su larga scala al personale sanitario e ai militari.

Il vaccino russo Sputnick V, testato su 16.000 volontari, si somministra in due dosi ed ha una protezione dichiarata del 92%. Utilizza un doppio vettore di Adenovirus.

L'elemento critico è la tempistica dato i numerosi soggetti che devono essere vaccinati e la produzione di un numero di fiale sufficienti per arrivare alla immunità di gregge che si ottiene in modo sicuro solo se l'80% delle persone viene vaccinato. Circa un milione di italiani si sono già infettati e quindi, in parte immunizzati (non si conosce con esattezza la durata), decine di milioni sono da vaccinare e i tempi possono essere lunghi.

Gli esperti premettono che i vaccini sono testati come efficaci a prevenire la malattia, piuttosto che l'infezione, cioè lo sviluppo dei sintomi gravi, non il solo contagio.

Ancora non ci sono dati sufficienti per escludere che la persona vaccinata e quindi asintomatica possa trasmettere il virus. Se tutte le persone si sottopongono a vaccinazione, nessuno più si contagia, tutt'al più con infezione senza sintomi o paucisintomatica.

PFIZER/BIONTECH - (BNT - 162b2)

Fase 3 : terminata

Tecnica: RNA messaggero

Dosaggio due dosi a tre settimane di distanza una dall'altra

Efficacia dichiarata: 95% a 7 giorni dalla seconda dose di vaccino

Partecipanti: 43.600 (USA, Germania, Turchia, SudAfrica, Brasile, Argentina).

Casi di malattia: 170 di cui 162 nel gruppo placebo

Conservazione 70-80 gradi sotto zero

Dosi:fino a 50 milioni di dosi nel 2020 a 1,3 miliardi di dosi entro il 2021.

Utilizzare da 12 anni in su.

Sarà il primo vaccino ad approdare in Italia. Dovrà essere conservato a -75° C.

L'accordo prevede 27 milioni di dosi di cui le prime 3,4 (per 1,7 milioni di persone) a gennaio 2021.

MODERNA - (mRNA - 1273)

Fase 3 : interim

Tecnica: RNA messaggero

Dosaggio: due dosi a distanza di 4 settimane una dall'altra.

Efficacia dichiarata: 94,5% a 2 settimane dalla seconda dose di vaccino.

Partecipanti: 30.000 negli USA

Casi di malattia: 95 di cui 90 nel gruppo placebo

Conservazione: 2-8 gradi per 30 giorni, - 20 gradi per 6 mesi

Dosi: 20 milioni di dosi nel 2020, da 500 milioni a 1 miliardo di dosi nel 2021

Utilizzare da 18 anni in su.

 Anche questo vaccino americano prevede due iniezioni. Rispetto alla Pfizer ha una logistica più facile  (si mantiene a - 20° C). Per il momento c'è solo un pre-accordo con l'Unione Europea per 160 milioni di dosi.

ASTRAZENECA - (AZD 1222)

Tecnica: vettore virale derivato da Adenovirus.

Funzione:utilizza un virus che non può replicarsi e che veicola geni del coronavirus nelle cellule.

Esempi: Ebola (in corso sperimentazione di efficacia)

Fase 3 : interim

Dosaggio: 2 a 4 settimane di distanza una dall'altra

Efficacia dichiarata: 62%

Dosi: due dosi intere di vaccino a 28 giorni di distanza; 90% con mezza dose seguita da una dose intera

Efficacia: valutata a 2 settimane dalla seconda dose.

Partecipanti: 23.000 in Gran Bretagna, Brasile

Utilizzare da 18 anni in su

Casi di malattia: 131 di cui 101 nel gruppo placebo.

Sono in corso studi clinici anche negli USA, Giappone, Russia, SudAfrica, Kenya, e America Latina con sperimentazioni pianificate in altri Paesi europei e asiatici.

In totale, AstraZeneca prevede di arruolare fino a 60.000 soggetti a livello globale.

Conservazione: a 2-8 gradi

Dosi: 3 miliardi entro 2021.

L'Azienda inglese che lavora con l'Università di Oxford e collabora con la IRBM di Pomezia prevede la fornitura di 70 milioni di dosi (per 35 milioni di persone) a giugno 2021.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (4)

  • in questo momento mi sembra che in relazione al maledetto covid i numeri rilevanti siano soprattutto due: il primo di essi è costituito la numero di italiani che dichiara di non volersi vaccinare in alcun modo (si tratta di un terzo degli italiani, ovvero circa 20 milioni di persone); il secondo numero rilevante è dato dalla protezione dichiarata dai vaccini attualmente in fase avanzata e che presumibilmente arriveranno presto sul mercato (tale protezione dichiarata, tralasciando il vaccino anglo-italiano, per il quale qui sopra è stato pubblicato un valore protezione agghiacciante e ridicolo, per gli altri 4 vaccini risulta essere di poco superiore al 90%). Questi due numeri ci fanno capire che nei prossimi mesi ci saranno altre migliaia di morti (che si aggiungeranno alle migliaia di morti delle prossime settimane, visto che attualmente stanno morendo 700/800 persone al giorno, e almeno per un paio di altre settimane la situazione dovrebbe mantenersi su livelli simili, anche se calanti). Infatti, partendo dai 20 milioni che non si vaccineranno, si può ipotizzare che essi si ammaleranno e moriranno in percentuali paragonabili a quelle che si sono registrate fino a ora. Quindi, poiché fino a oggi ii Italia i contagiati sono stati 1.538.217 e i morti sono stati 53.677, mi sembra che si possa ipotizzare che l’anno prossimo, per questa prima quota, i contagiati potrebbero essere circa 500.000 e i morti circa 17.000. A questi numeri occorre poi aggiungere coloro che si ammaleranno e che poi moriranno pur essendosi vaccinati, perché, visto che i vaccini non assicurano una protezione al 100%, anche ad alcuni dei 40 milioni di italiani che si vaccineranno, in seguito accadrà di ammalarsi e ad alcuni di loro poi accadrà di morire. Largheggiando per semplificazione e considerando che i vaccini forniscano una protezione del 95%, si può ipotizzare che per due milioni di italiani di quei 40 milioni che si vaccineranno il vaccino non funzionerà e li lascerà senza alcuna protezione (per questi due milioni di italiani la situazione sarà particolarmente pericolosa, perché loro crederanno di essere protetti, essendosi vaccinati, e tenderanno ad attenuare l’attenzione e il rispetto delle attuali misure precauzionali). Chiaramente la situazione poi si complica ulteriormente quando si comincia a prendere in considerazione la dimensione temporale delle vaccinazioni, perché è chiaro che per vaccinare 40 milioni di italiani ci vorranno mesi e mesi. Tutto questo per dire semplicemente che l’epilogo del covid non è imminente. È vero che si incomincia a vedere la luce in fondo al tunnel, ma bisogna anche considerare che il tunnel è molto lungo e che per poter uscire dal tunnel ci vorrà ancora del tempo

  • mi auguro che per quanto riguarda il vaccino AstraZeneca (AZD 1222), quando qui sopra è stato scritto “Efficacia dichiarata: 62%”, sia stato commesso un errore di stampa, perché altrimenti, se il dato pubblicato dovesse in realtà essere quello giusto, direi che si tratti di un pessimo vaccino

  • Spero solo che i vaccini siano ben testati con metodi scientifici e non condizionati da motivi economici!!!!!

    • ipotizzando che i vaccini siano ben testati con metodi scientifici e non condizionati da motivi economici, mi sembra che i primi tre vaccini presentino delle grosse e serie criticità. Infatti, i due vaccini americani risultano essere decisamente complicati da governare, perché essi si basano su una ottimale e attenta gestione della catena del freddo, che dubito possa essere garantita per milioni di dosi (uno dei due richiede temperature addirittura di meno 80 gradi); mentre per il vaccino europeo con l'apporto italiano sono stati pubblicati qui sopra dei dati sulla sua efficacia certamente sconfortanti e allarmanti. Quindi, sulla base delle scarne informazioni attualmente disponibili, mi sembra che per ora siano nettamente preferibili il vaccino russo e il vaccino cinese (perlomeno personalmente restringerei una mia eventuale scelta a questi due)

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