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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Il 5 giugno è la Giornata Mondiale dell’Ambiente

Impegno Onu e Fao per un decennio di azioni mirate al ripristino degli ecosistemi

Ogni anno, il 5 giugno si celebra la Giornata mondiale dell’ambiente. La ricorrenza è stata istituita dalla Assemblea Generale dell’ONU nel 1972 per ricordare la Conferenza sull’Ambiente che si era svolta a Stoccolma dal 5 al 16 Giugno, durante la quale venne delineato il Programma Ambiente delle Nazioni Unite. A questa importante celebrazione aderiscono oltre 100 Paesi del mondo, tra cui l’Italia. L’edizione del 2021 è dedicata al “Ripristino degli Ecosistemi” con l’obiettivo di prevenire, fermare ed invertire i danni inflitti agli ecosistemi del Pianeta, passando dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione. Allo scopo, le Nazioni Unite hanno lanciato, a partire da quest’anno e fino al 2030 il “Decennio per il Ripristino dell’Ecosistema” mirato a far rivivere miliardi di ettari - dalle foreste ai terreni agricoli, dalla cima delle montagne alle profondità del mare - favorendo il ripristino degli ecosistemi degradati o distrutti e come misura per combattere le crisi climatiche e migliorare la sicurezza alimentare, l’approvvigionamento idrico e la biodiversità.

Il programma, coordinato dall’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e della FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura), elenca tre vie per poter contribuire alla causa. La prima strada è quella dell’azione: agire tramite iniziative,quali il volontariato. Pulire le sponde di un lago,una spiaggia, un parco o qualsiasi area naturale; rendere più verdi le proprie case e gli spazi pubblici con alberi autoctoni.

La seconda via consiste nel prendere decisioni intelligenti: impegnarsi a donare o supportare in altri modi, iniziative per il ripristino o la conservazione ecologici; smettere di comprare prodotti o servizi che non sono certificati come sostenibili, iniziare a seguire una nuova dieta con prodotti di stagione e sostenibili. L’ultima opzione è alzare la voce: dare il via ad una campagna che ponga l’attenzione sul cambiamento climatico e sulla perdita di spazi naturali e per parlare di ciò che si può fare per invertire questi trend e scrivere una lettera al proprio giornale locale.

The Ecosystem Restoration Play Book è la guida pratica della Giornata Mondiale dell’Ambiente: - 21 pagine - che si rivolge a tutti coloro che sono interessati al ripristino degli ecosistemi, offrendo spunti di riflessione, percorsi e consigli per agire subito a favore del Pianeta. Descrive gli approcci per ripristinare otto tipi di ecosistema: foreste, terreni agricoli, praterie e savane, fiumi e laghi, oceani e coste, paesi e città, torbiere e montagne e barriere coralline. Tali sistemi naturali sono necessari in quanto ci permettono di avere un clima stabile, aria respirabile, acqua, risorse alimentari e diverse materie. Costituiscono un habitat per molte specie animali e sono essenziali per la nostra salute.

La salute fisica e mentale collettiva è strettamente legata all’ambiente ed impedire la distruzione degli ecosistemi e delle biodiversità, vuole dire impegnarsi per rendere la nostra esistenza migliore.

Una pagina web, costantemente aggiornata può essere consultata per conoscere le ultime news su eventi e iniziative riguardanti la Giornata mondiale dell’Ambiente.

La guida, reperibile al Link : https://www.worldenvironmentday.global/get-involved/ecosystem-restoration-playbook, offre consigli ad individui, leader di organizzazioni religiose, attività commerciali, sindacati ed unione lavoratori, insegnanti, scienziati, governi e città.

Le persone ed il pianeta sono sani, quanto gli ecosistemi da cui tutti dipendiamo. Riportare in vita ecosistemi degradati, ad esempio, piantando alberi, ripulendo gli argini dei fiumi o semplicemente dando spazio alla natura per il recupero, aumenta i benefici per la società e la biodiversità.

Senza il rilancio degli ecosistemi, non possiamo raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile o l’accordo di Parigi sul clima.

E’ importante che l’emergenza climatica assuma un rilievo sempre maggiore, in quanto si tratta di una crisi grave che necessita di una attenzione collettiva e di politiche ambientali adeguate da parte degli Stati e di una sensibilizzazione sulla importanza della tutela dell’ambiente, in riferimento alla prevenzione di future pandemie.

Attualmente, circa il 20% della superficie vegetata del Pianeta mostra un calo della produttività con perdite di fertilità legate alla erosione, all’impoverimento delle risorse e all’inquinamento, in tutte le parti del mondo. Entro il 2050 il degrado e il cambiamento climatico potrebbero ridurre i raccolti del 10% a livello globale e in alcune Regioni fino al 50%.

Il degrado degli ecosistemi terrestri e marini mette in pericolo le condizioni di vita di 3,2 miliardi di persone e costa circa il 10% del prodotto globale annuo, in termini di perdita di servizi ecosistemici essenziali per l’alimentazione e l’agricoltura, compresa la fornitura di acqua dolce, la protezione dai rischi e la fornitura di habitat per specie che stanno diminuendo rapidamente.

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