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Il lockdown non ha migliorato la qualità dell'aria

La denuncia del Rapporto di Legambiente e l'allarme delle associazioni di Cardiologia

Nonostante il blocco di tante attività economiche e la riduzione del traffico, non migliora la qualità dell'aria. Su 96 capoluoghi di provincia analizzati nell’anno duemilaventi, 35 hanno superato almeno con una centralina il limite previsto per le polveri sottili (Pm 10), ossia la soglia dei 35 giorni nell'anno solare, con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo; nel 2019 erano stati 26. Questi sono dati dichiarati "preoccupanti" contenuti nel Report annuale "Mal'aria di città" 2021 di Legambiente.

Una dichiarazione congiunta degli Esperti di "salute del cuore" di 4 organizzazioni: World Heart Federation, American College of Cardiology, American Heart Association ed European Society of Cardiology che avvertono come l'inquinamento atmosferico deve essere affrontato al più presto, perché potrebbe aumentare il rischio di morte per Covid - 19 e il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Secondo l'EEA (European Economic Area:Area Economica Europea) sono oltre 50mila le morti premature dovute alla esposizione eccessiva allo smog e il danno economico fino a 142 miliardi di euro.

I dati peggiorano se si confrontano con i parametri di riferimento dell'OMS che pubblicherà le nuove Linee Guida con valori ancora più stringenti di quelli attuali, a seguito degli approfondimenti scientifici internazionali. Limiti che anche la Commissione Europea pensa di adottare, mentre ha già applicato all'Italia due procedure di infrazione. La prima, dovuta al  mancato rispetto dei limiti normativi previsti dalla Direttiva Europea per il Pm10 e gli ossidi di azoto e la seconda, allo scorso novembre,  per le eccessive concentrazioni di particolato fine (Pm 2,5), essendo state insufficienti le misure di prevenzione adottate nel nostro Paese. Anche il blocco degli autoveicoli Diesel Euro 4 nelle città, avrebbe dovuto entrare in vigore dal 1 ottobre 2020.

In Italia, in testa alla classifica dei valori PM10 vi è il Nord: Torino con 98 giorni di sforamenti, Venezia 88, Padova 84, Rovigo 83, Treviso 80, Milano 79, Avellino e Cremona 78, Frosinone 77, Modena e Vicenza 75, Napoli 55, Roma 46.

Per quanto, i dati rilevati dalla rete fissa di monitoraggio della qualità dell'aria nella provincia di Piacenza, il report  predisposto da Arpa  rileva che  nel corso del 2020, in due stazioni della Rete Regionale (Giordani -Farnese e Parco Montecucco), oltre che nelle due stazioni locali (Ceno e Gerbido) il valore limite medio giornaliero per il PM10, pari a 50 ug/m3 è stato superato per un numero di giorni superiore a 35 (massimo annuale consentito). In particolare Giordani-Farnese 53 (l’anno precedere 49) - Parco Montecucco  41 (l’anno precedente 32). Stazione Ceno 46 (precedente 42), Gerbido 50 (precedente 51).

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • I dati dimostrano che l'inquinamento non è prodotto solo dalle attività umane. L'uomo è solo una minima parte del "sistema Terra" anche se crede di essere il "Demiurgo".

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