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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Panoramica sui vaccini anti-Covid e la loro efficacia

In Italia, ad oggi sono tre le formulazioni vaccinali contro Sars-CoV-2. Altri sono previsti in tempi brevi

Dagli studi attualmente in corso, e in attesa di acquisire ulteriori dati, la Commissione tecnico-scientifica dell'Aifa  (Agenzia Italiana del Farmaco), ha suggerito un utilizzo preferenziale dei vaccini a mRna (BioNTech/Pfizer e Moderna ) nei soggetti anziani e/o a più alto rischio di sviluppare una malattia grave e del vaccino AstraZeneca nei soggetti tra 18 e 55 anni di età, fascia per la quale le evidenze disponibili sono più solide. La Commissione, ha però ribadito, che in base ai  risultati sulla capacità del vaccino  AstraZeneca di indurre la risposta immunitaria (immunogenicità) e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio  risulta favorevole  anche nei soggetti di età più avanzata  che non presentino specifici fattori di rischio.

Oltre ai vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna (basati su mRNA), Oxford -Astra-Zeneca  (vettore adenovirale ChAdOx1-S), Sinopharm, Sinovac (approvati in Cina),  Bharat Biotech (approvato solo in India), tutti e tre a virus inattivati e allo Sputnik V( doppio vettore adenovirale: rAd26-S e rAd5-S), è in attesa di autorizzazione (FDA - EMA) il vaccino Johnson & Johnson, multinazionale statunitense, (vettore adenovirale Ad26.CoV2-S), di cui  basterà una sola dose  e senza alcun problema di  temperatura di conservazione: a 2/8 gradi  è stabile per tre mesi, a -20 gradi  per due anni, copertura 85%  contro le forme gravi di Covid - 19.

Servirà più tempo per i vaccini Novavax (a sub unità proteica virale) e CanSino (vettore adenovirale rAd5-S).

L'Agenzia Europea per i medicinali (EMA) ha avviato l'esame del vaccino dell'Azienda tedesca CureVac GS (CVnCoV), a mRNA che si aggiunge a quelli già sottoposti a valutazione di Janssen-Johnson & Johnson e Novavax  (NVX-CoV2373) di cui si attende a breve l'autorizzazione. Con CureVac, l'Unione Europea ha già stipulato dei contratti; dopo il via libera dell'Ema, all'Italia spetteranno 30,285 milioni di dosi.

Il primo vaccino arrivato in Italia, in ordine cronologico è Comirnaty (mRna BNT162b2) sviluppato, da Pfizer e Biontech, approvato il 21 dicembre 2020 da Ema ed il giorno successivo da Aifa. Il 7 gennaio di quest'anno, l'mRna 1273 prodotto da Moderna ha ottenuto l'autorizzazione definitiva anche da parte di Aifa.

Il 29 gennaio una ulteriore opzione, con ChAdOx1 nCOV19 (AZD1222), il vaccino sviluppato da Astra Zeneca e Università di Oxford.

Vaccino Comirnaty di Pfizer Biontech

Viene somministrato attraverso una doppia iniezione intramuscolare tipicamente nella parte superiore del braccio (muscolo deltoide) e le due dosi devono essere distanziate da almeno 3 settimane di tempo (21 giorni). L'acido nucleico è racchiuso in vescicole costituite da lipidi sintetici Alc-0315 e Alc-0159, utili a permettere l'ingresso dell'Rna messaggero nelle cellule.

La dose somministrata è di 0,3 millilitri e ciascuna fiala di vaccino può essere conservata fino a 6 mesi ad una temperatura tra i - 90° C° e - 60°C, fino a 5 giorni tra 2 °C e 8°C e fino a 2 ore tra 8°C e  30°C. Prima della somministrazione viene diluito in una soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% e da quel momento deve essere iniettato entro 6 ore tenuto sempre tra i 2°C e i 30°C.

Attualmente, la stima della efficacia nel ridurre i casi sintomatici di Covid-19 è del 95%, anche se si tratta di un dato relativo alle sperimentazioni cliniche su decine di migliaia di volontari e non su una popolazione estesa e solo dimostrato a partire da una settimana dopo la seconda iniezione, ossia a 28 giorni dalla prima somministrazione.

Le reazioni avverse più frequenti, in più del 10% dei vaccinati sono lievi e consistono in: dolore e gonfiore nel sito di iniezione, cefalea, dolori muscolo-scheletrici, stanchezza, febbre e brividi.

Meno frequenti, al di sotto dell'1%: arrossamento del braccio, prurito, insonnia e sensazioni di malessere. Sotto l'1 per mille, debolezza dei muscoli del viso e paralisi facciale periferica. Raro l'ingrossamento temporaneo delle ghiandole linfatiche.

Tutte le reazioni avverse tendono a verificarsi dopo la seconda dose.

Ad oggi, la Comunità scientifica non ha indicazioni certe sulla durata della protezione, ma si ritiene debba essere almeno di 9 mesi.

Per le varianti, al momento, gli studi in corso mostrano una buona efficacia del vaccino contro la variante VOC 202012/01 o B.1.1.7 (detta inglese), mentre è probabilmente inferiore la risposta alla variante 501 Y.V2 o B.1.351 (sudafricana) e non si conosce la capacità del vaccino di proteggere da P.1 (variante brasiliana).

Data la tecnica a Rna messaggero, il vaccino potrebbe essere modificato in base alle nuove varianti, in tempi brevi.

Vaccino mRna 1273 di Moderna

Si tratta di un altro vaccino a Rna messaggero, molto simile a quello di Pfizer. Principali differenze:

la somministrazione è indicata per persone dai 18 anni in su (anzichè 16) e viene somministrato con due iniezioni di 0,5 anziché 0,3 millilitri a una distanza di 28 giorni, vale a dire quattro settimane, anziché tre. Diversi alcuni eccipienti. La conservazione a lungo termine deve avvenire a temperatura tra i -25 °C e i -15°C e fino a 30 giorni tra i 2°C e gli 8°C. Attualmente, l'efficacia dichiarata è del 94,1%, su tutte le fasce di età, a partire da due settimane dopo la seconda dose.

Anche in questo caso, le reazioni avverse si registrano soprattutto dopo la seconda dose e più spesso nella fascia di età 18- 65 anni.

Al momento, l'indicazione è che si possa vaccinare anche chi ha già contratto la Covid, mentre si sospende la seconda dose nel caso in cui venga contratta l'infezione nelle settimane tra la prima e la seconda dose prevista.

Secondo le Agenzie del Farmaco Pfizer e Moderna possono essere considerate di fatto equivalenti.

Vaccino di Oxford-Astra-Zeneca

La differenza tra questo vaccino ed i precedenti è che si tratta di una formulazione basata su un vettore virale non-replicativo, un adenovirus di scimpanzè (ChAdOx1) modificato per non potersi replicare e per veicolare l'informazione genetica che induce il corpo umano a produrre la proteina spike del nuovo coronavirus. La piattaforma su cui si basa è già stata utilizzata in modo analogo per altri vaccini (Ebola).

Anche in questo caso, occorrono due iniezioni intramuscolari distanziate di almeno 10 settimane, 70 giorni (meglio se 12 settimane). Sulla rivista "Lancet" è pubblicato che le stime di efficacia possono arrivare all'82%, a intervallo ridotto tra il 62 e 70%. La protezione inizia in modo significativo dopo 3 settimane dalla prima dose, ma al massimo dopo 2 settimane dalla seconda dose.

Il vaccino può essere conservato in frigorifero tra 2°C e 8°C fino a 6 mesi a confezione chiusa e fino a 2 giorni a confezione aperta. A temperatura ambiente entro 30°C per, al massimo, 6 ore.

La formulazione è più semplice da gestire ed anche più economica.

Ad oggi non ci sono indicazioni precise sulla durata della protezione. Le reazioni avverse sono le solite, molto lievi e quelle gravi, rarissime.

Per le sue caratteristiche il vaccino Astra Zeneca è più difficilmente adattabile alle nuove varianti del virus, ma sembra efficace sulla variante inglese. L'Azienda ha annunciato una nuova versione del vaccino per le nuove varianti in arrivo, presumibilmente in autunno.

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