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Venerdì, 24 Maggio 2024
Salute e medicina on line

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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Si stanno verificando tendenze secolari nella struttura del cervello

E’ emerso da uno studio condotto dalla Università della California, dall’analisi di oltre tremila risonanze magnetiche eseguite su persone nate tra il 1930 e il 1970

Uno studio condotto da un team della Università della California, coordinato dal professor Charles DeCarli, Direttore Dipartimento di Neurologia e pubblicato su JAMA Neurology il 25 marzo scorso, ha evidenziato che le persone nate negli anni ’70 hanno volumi cerebrali maggiori del 6,6% e una superficie cerebrale più ampia di quasi il 15% rispetto a quelle nate negli anni ’30.  Secondo gli Autori, potrebbe corrispondere ad una maggiore riserva cerebrale, con potenziale riduzione del rischio complessivo di demenze legate all’età.


Lo studio epidemiologico del Framingham Heart Study 

Il team di Ricercatori ha utilizzato i dati relativi alle Risonanze Magnetiche del cervello eseguite all’interno della coorte del Framingham Heart Study - partito nel 1948 - includendo 3.226 partecipanti, di cui 1.706 donne (53%) e 1.520 uomini (47%), di età media pari a 57 anni.
I partecipanti avevano effettuato una Risonanza Magnetica dal 18 marzo 1999 al 15 novembre 2019 che è stata eseguita su 12 diverse macchine per RM ed erano tutti nati tra il 1930 ed il 1970. Dal confronto tra le Risonanze Magnetiche è emerso un graduale, ma costante aumento del volume e della superficie cerebrale nel corso dei quattro decenni compresi tra gli anni ‘30 e ’70.  Inoltre, i Ricercatori hanno osservato che anche alcune strutture cerebrali, come materia bianca, materia grigia ed ippocampo, sono andate aumentando di dimensioni nel corso di questi anni.

“La genetica ha un ruolo importante nel determinare le dimensioni del cervello, ma i nostri risultati indicano che anche influenze esterne, come fattori sanitari, sociali, culturali ed educativi, possono svolgere un ruolo” – ha sottolineato l’Autore principale dello studio, il professor Charles DeCarli. Le misure principali adottate per lo studio sono state: l’analisi trasversale dei volumi intracranici, della materia grigia corticale, della sostanza bianca e dell’ippocampo, nonché dell’area superficiale corticale e dello spessore corticale. Lo sviluppo ed il mantenimento del cervello umano sono soggetti ad influenze sia genetiche che ambientali. Le influenze ambientali della prima infanzia possono spiegare questi risultati e contribuire al calo della incidenza della demenza precedentemente riportato nella coorte del Framingham Heart Study.

Conclusioni
Questo studio ha rilevato differenze secolari di volumi cranici e cerebrali più grandi tra individui senza demenza e storia di ictus, nati durante i decenni che vanno dal 1930 al 1970. Lo studio estende le conoscenze attuali mostrando che si stanno verificando tendenze secolari nella struttura del cervello.
La struttura cerebrale più ampia che può riflettere un miglioramento dello sviluppo e della salute del cervello, è almeno una manifestazione di una migliore riserva cerebrale che potrebbe tamponare l’effetto delle malattie in età avanzata sulla demenza incidente.

Si stanno verificando tendenze secolari nella struttura del cervello

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