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A cura di dottoressa Rosanna Cesena

Varianti Covid-19, in Italia, la più diffusa è quella inglese. Costituisce l’ 86% dei casi rilevati

Nel mondo si stanno diffondendo nuove varianti del Coronavirus SARS-CoV-2, causa della Covid-19. In Italia, la più diffusa è la variante inglese presente nell'86,7% dei casi, derivante dal ceppo proveniente dalla Gran Bretagna, ma circolano anche le varianti: brasiliana, sudafricana, nigeriana; ultimamente è stata segnalata a Tokyo, una nuova mutazione, giapponese che sarebbe in grado di ridurre l'efficacia dei vaccini.

Quando un virus replica o crea copie di sè stesso, a volte cambia leggermente il genoma e questi cambiamenti sono chiamati "mutazioni". Un virus con una o più nuove mutazioni viene indicato come una "variante" del virus originale; attualmente, in tutto il mondo sono state identificate centinaia di varianti di questo virus.

In Italia al 18 marzo 2021 la prevalenza della variante inglese del virus Sars - CoV-2 era dell' 86,7% con valori oscillanti tra le singole Regioni tra il 63,3% e il 100%. Per la variante brasiliana la prevalenza era del 4% mentre le altre monitorate erano sotto lo 0,5%. La stima derivava dall'indagine rapida condotta dall'ISS e dal Ministero della Salute, insieme ai Laboratori regionali ed alla Fondazione Bruno Kessler.

VARIANTE INGLESE - nota anche come lineage B.1.1.7 - ha dimostrato di avere una maggiore trasmissibilità rispetto le varianti in circolazione e quindi un maggior numero assoluto di infezioni. Finora è stata identificata in 33 Paesi e secondo alcuni esperti questa mutazione rende il virus più contagioso dal 30 al 50% rispetto ad altre varianti in circolazione e potrebbe avere una mortalità superiore dal 30 al 70%.

In Puglia, la variante inglese, secondo la Relazione tecnica dell'Istituto Superiore di Sanità, è presente nel 92,9% dei campioni esaminati. E' la seconda Regione con valore più elevato dopo la Regione Valle d'Aosta, in Emilia Romagna prevale nell'88% dei casi.

VARIANTE A 27, identificata in Sardegna. Non era ancora stata segnalata in Italia, ma già presente in alcuni Paesi europei come: Slovenia, Francia, Svizzera e Regno Unito. Il Laboratorio di Biologia molecolare dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari attraverso una piattaforma per il sequenziamento genico, ha identificato una variante di Sars-CoV-2, la A.27, scoperta in 4 pazienti, dei quali uno deceduto.

"La variante A.27 - ha spiegato il Direttore del Laboratorio del Policlinico, professor Ferdinando Coghe, insieme al professor Germano Orrù, Responsabile del Servizio di Biologia molecolare - merita una attenzione speciale, in quanto presenta una combinazione di due mutazioni peculiari, la N501Y ed L452R, che, in combinazione con alcune mutazioni aggiuntive, sembrano essere responsabili di una maggiore trasmissione del virus.

L'aumentato riscontro del numero di varianti, in particolare quelle che interessano la proteina Spike, sta preoccupando la Comunità scientifica per la possibilità che queste mutazioni possano indurre una maggiore infettività, virulenza e la capacità del virus di sfuggire all’azione degli anticorpi. Le mutazioni cui vanno incontro i virus, possono avere un impatto significativo sulla loro capacità di trasmissione e sulla efficacia dei vaccini e dei farmaci antivirali -  ha proseguito il professor Coghe. Per questo motivo, in tutto il mondo, il sequenziamento dell'intero genoma (WGS) è ritenuto estremamente importante ed ha consentito l'identificazione delle varianti, come la B.1.1.7 (UK), la B.1.351 (Sudafrica) o P1 (Brasile)".

VARIANTE SUDAFRICANA - nota anche come B.1.351 - sembra essere caratterizzata da ampia trasmissibilità (50% più trasmissibile rispetto alle varianti circolanti precedentemente in Sudafrica), ma, al momento non è chiaro se provoca differenze nella gravità della malattia.

VARIANTE BRASILIANA - P1 - gli studi hanno dimostrato che ha una potenziale maggiore trasmissibilità, ma non sono disponibili evidenze sulla gravità della malattia. Presenta modificazioni riscontrate soprattutto a livello della proteina "Spike". Si tratta quindi della variante che è andata incontro al maggior numero di cambiamenti di conformazione.

VARIANTE NIGERIANA - B.1.525 - non ci sarebbero evidenze dirette di una maggiore trasmissibilità e non condivide lo stesso genere di mutazioni trovate in quella sudafricana. Al momento, non è considerata  preoccupante, ma solo di interesse, in attesa di ulteriori studi. La presenza di mutazioni già note, renderebbe il suo comportamento prevedibile.

VARIANTE GIAPPONESE - E' stata segnalata negli ultimi giorni una nuova variante del virus in Giappone, denominata E484K. La mutazione allarma le Autorità poiché risulterebbe capace di ridurre l'efficacia dei vaccini anti-Covid disponibili. Avrebbe caratteristiche assimilabili sia a quella inglese che a quella sudafricana. Segnalata anche in Austria, si starebbe diffondendo negli Stati Uniti.

EFFICACIA DEI VACCINI SULLE VARIANTI

I primi dati della sperimentazione, confermano che tutti i vaccini attualmente disponibili in Italia sono efficaci contro la variante inglese, mentre sono in corso studi per confermare l'efficacia dei vaccini sulle altre varianti.

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