A Roncaglia non verranno rimborsati i danni ai beni mobili, sale la protesta

Esplode la rabbia, con qualche momento di tensione, dei cittadini alluvionati all'assemblea nell'ex scuola all'annuncio che non verranno rimborsati beni mobili come auto, moto, motorini e garage separati dall'abitazione

All’ennesima assemblea di confronto tra il Comune di Piacenza – rappresentato dal sindaco Paolo Dosi, l’assessore Silvio Bisotti, il comandante della polizia municipale Stefano Poma e il segretario generale Vincenzo Filippini  - e i cittadini di Roncaglia, colpiti dall’alluvione del 14 settembre e ora alle prese con il complicato iter burocratico per ottenere i risarcimenti, è scoppiata la rabbia della comunità. «L’importante è arrivare preparati alla data del 29 settembre, giorno in cui il Comune dovrà avere tutte le richieste e le perizie pronte per ottenere i risarcimenti statali» - ha spiegato il Comune ai numerosi presenti. Il Comune ha ricordato l’impegno a favore di Roncaglia, riferendosi soprattutto ai finanziamenti erogati dall'ente stesso insieme alla Caritas Diocesana nei giorni successivi all’evento calamitoso. Ora l'attenzione è rivolta però ai risarcimenti che arrivano da Roma per le emergenze nazionali, tramite la Regione: manca meno di un mese alla presentazione delle domande di rimborso, accompagnate da relativa perizia asseverata, per i danni subiti dai privati. Il quadro è più chiaro dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell'iter da seguire. Gli alluvionati piacentini - non solo di Roncaglia - potranno ricevere fino a un massimo di 150mila euro, mentre le imprese fino a 450mila euro. Per i danni alle abitazioni che fungevano da prime case, sarà rimborsabile fino all'80% del danno subito.

La comunità è però preoccupata: i danni in tutta la Regione per le emergenze nazionali sono di 170 milioni di euro, mentre i milioni stanziati sono “solo” 45. Serpeggia tra la gente la paura che arriveranno solo "briciole". «La Regione ha l’esigenza di rimanere nei 45 milioni di euro – ha detto al riguardo il comandante Poma - Se non ci sta dentro diminuirà le percentuali di risarcimento – ora fissate all’80% del danno subito - e riequilibrerà i rimborsi, qualora il tetto venisse sforato. Secondo le indiscrezioni raccolte. dovremmo stare dentro a quella cifra, ma potrebbe anche essere che i risarcimenti siano ritoccati al ribasso». Il risarcimento verrà effettuato per chi ha subito danni a strutture portanti dell’abitazione, impianti di qualsiasi genere, forniture esterne ed interne, finiture interne ed esterne, serramenti interni ed esterni e alcuni beni mobili specifici.

La protesta degli abitanti si è fatta vibrante – tanto che l’assemblea è andata avanti nella confusione più totale – quando il comandante Poma ha reso noto i beni mobili esclusi dai risarcimenti: tra questi garage staccati dall’abitazione, auto, moto, motorini, fabbricati non in regola o in costruzione. «Ma come, ce ne andiamo allora da questa assemblea – ha tuonato un cittadino dal fondo della sala -, qua saremo in venti che sono rimasti senz’auto e non ci viene rimborsato niente? Io ho pure pagato il bollo per un'auto che non potevo più usare. C’è chi la usava per lavoro, chi l’aveva comprata nuova, chi perciò ha perso 10-15-20mila euro e ha dovuto ricomprarla». «Invece di parlare voi, fate venire a spiegare la De Micheli, che ci aveva rassicurato su questo punto...», è stato lo sfogo di un altro uomo tra il pubblico. «Assurdo non ricevere niente per questi beni», è stata un’altra pacata riflessione. «Sappiamo anche noi – ha ammesso il comandante – che i danni più importanti li avete subiti ai vostri beni mobili...». protesta Roncaglia-2

Chi le spese le ha già sostenute esibirà fatture e perizie, chi le deve sostenere le perizie dei professionisti che si sono offerti di dare una mano ai cittadini di Roncaglia. Il Comune avrà 30 giorni di tempo dal 29 settembre per inviare le carte alla Regione, che a sua volta fino al 30 novembre manderà allo Stato le richieste. Per la metà di dicembre l’iter burocratico dovrebbe concludersi. Nel frattempo i cittadini di Roncaglia saranno sottoposti a un controllo a campione del 20% delle carte, dei danni e delle perizie. «Chi avesse dichiarato il falso – ha precisato Poma – vedrò bloccare il proprio finanziamento». Finanziamento che passa attraverso le banche convenzionate, che non sono ancora state ufficializzate e rese note alla folta platea di Roncaglia accorsa all’ex scuola. Platea che ha rumoreggiato ancora alla notizia che i moduli per ottenere il risarcimento vanno ricompilati su un nuovo modello. I cittadini avevano già preparato alcuni moduli per il rimborso: tutto da rifare, il modello è cambiato e bisogna ricopiare nuovamente quanto già scritto in precedenza. Tra il pubblico c’è stato anche chi non ha proprio bene la notizia e ha platealmente “mandato a quel paese” amministratori e Comune, alle prese con una serata non facile, carica di tensione e critiche. «Lo sapete - ha detto più volte il comandante Poma durante la serata: noi siamo qua per chiarire l'iter burocratico e i contenuti di quanto deciso da altri. Non abbiamo deciso noi del Comune di Piacenza sui risarcimenti».

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