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La scena dell'accoltellamento

La scena dell'accoltellamento

Accoltellò l'amico della compagna, al via il processo per tentato omicidio: «Ho rovinato due vite»

Parla in aula il 48enne accusato di tentato omicidio. Il 17 gennaio 2020 avrebbe accoltellato un giovane alla schiena: «Sono estremamente dispiaciuto per quello che ho fatto»

«Ho rovinato sia la sua vita sia la mia. Sono estremamente dispiaciuto per quello che ho fatto. Ero ubriaco e prendevo anche dei farmaci. Non si torna indietro, lo so, ne sono consapevole. Ci conoscevamo ed eravamo amici». Queste le parole che ha pronunciato il 48enne accusato di tentato omicidio nei confronti di un 29enne che nella mattina del 25 febbraio ha parlato in aula durante la prima udienza del processo davanti al collegio presieduto dal giudice Stefano Brusati (a latere  Aldo Stefano Tiberti e Sonia Caravelli), al pm Antonio Colonna. Con lui il suo avvocato Flavio Dalla Giovanna. La giovane vittima, Filippo Bernardi, si è costituita parte civile con l'avvocato Gianluca Russo. Durante l'udienza sono stati acquisiti gli atti dell'accusa e l'imputato ha parlato circa il grave fatto di sangue che l'ha coinvolto.  Era il 17 gennaio 2020 quando in via Colombo sotto i portici del palazzo all'angolo con l'ex mercato ortofrutticolo l'imputato ha colpito con tre coltellate alla schiena e al fianco il 29enne piacentino per poi scappare. I soccorsi erano stati immediati così come le indagini della polizia. Il giovane si salvò (nonostante le gravissime lesioni e i molteplici interventi) e gli agenti arrestarono per tentato omicidio il 48enne (di origini romane ed ex collaboratore di giustizia) che nel frattempo si era rifugiato in un'abitazione poco distante dal fatto dopo essersi liberato dell'arma. Ad assistere all'aggressione la compagna dell'imputato, una 38enne piacentina, che aveva passato la serata con la vittima. La serata era iniziata male tanto che l'accoltellamento sarebbe stato l'atto finale di ore di liti, minacce e chiamate al 113. 

IL FATTO - La donna e il 28enne, che sarebbero stati amici, erano usciti insieme per trascorrere qualche ora in un bar di via Colombo quando, verso le 21, il compagno che non pare non accettasse questa amicizia forse per motivi di gelosia, avrebbe inviato sul telefono della donna un messaggio minatorio nei confronti del giovane "Se sei un uomo vieni sotto casa mia", di lì la prima chiamata al 113. Le volanti (così all'epoca fece sapere la questura) avevano raggiunto i due amici e raccolto la loro versione, successivamente però i tre si erano incontrati di persona e il 48enne avrebbe minacciato con un coltello e un mattarello il piacentino considerato rivale, ne era nata una lite furiosa al termine della quale la vittima avrebbe sferrato un pugno al 48enne e poi si sarebbe girato di spalle per andarsene, di lì le coltellate alla schiena e al fianco. 

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