Catturato in Spagna il capo della banda che rubava milioni di euro in merce griffata

Andrea Pepe, 38 anni, è stato arrestato alle Canarie dai carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza: nel marzo scorso era sfuggito alla cattura

(Repertorio)

Si è consegnato alla polizia spagnola, Andrea Pepe, il manager 37enne della Xpo supply chain Italy, ricercato da marzo, quando per lui era scattato un ordine di arresto insieme con altre 8 persone. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione. Dalla sede di Pontenure del magazzino della logistica di Xpo, secondo le accuse della procura, avrebbero rubato merce (per lo più capi di abbigliamento firmati) per un valore di tre milioni di euro. Dalla procura l’uomo è ritenuto colui che aveva «il ruolo di capo, promotore e organizzatore dell’associazione, in qualità di responsabile di stock della Xpo, ideava i furti da compiere, coordinava gli appartenenti all’associazione, dando loro disposizioni in funzione dei loro ruoli (dipendenti Xpo e autotrasportatori) al momentio di eseguire i furti, reclutava altri associati, curava la ricettazione della merce trafugata individuando soggetti disponibili a ricevere le merci apportate per destinarle al mercato clandestino, gestiva gli introiti provvedendo al pagamenti degli accoliti».

E fra pochi giorni comincerà il processo nei confronti della gang sgominata dopo una lunga e tenace inchiesta dei carabinieri di Fiorenzuola, coordinati dal sostituto procuratore Matteo Centini. I carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza lo hanno individuato il 17 settembre a Puerto del Rosario, alle Canarie. «Il sistema di furto e ricettazione - si legge in una nota dell’Arma - era molto ben collaudato. Dopo aver truccato i documenti di spedizione, con alcuni autisti compiacenti il carico veniva consegnato ad un primo gruppo di ricettatori locali, che a loro volta si affidavano ad un secondo gruppo di ricettatori sudamericani. Tutta la struttura era talmente ben organizzata che anche la stessa azienda logistica considerava gli ammanchi di prodotti disguidi nella consegna o errori nella gestione del trasporto».

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Nel novembre 2017, ad esempio venne compiuto un grosso colpo. Dal magazzino “uscirono” oltre 9.500 capi di abbigliamento marca Lacoste, per un valore commerciale di 1,5 milioni. Pepe, secondo gli inquirenti, avrebbe organizzato il furto milionario coordinando il lavoro del romeno Vladut Hotea (arrestato pochi giorni fa) e della connazionale Marcela Mhilli, che lavoravano nel magazzino. A trasportare i capi di abbigliamento ci avrebbe pensato Roberto Baldini che era entrato con il camion nel magazzino in modo subdolo. La merce sarebbe poi stata consegnata ai ricettatori, Ramireza Chuquisala e James Loayza, due ecuadoriani giunti da Milano con due furgoni. I due romeni, nel frattempo, avevano procurato a Baldini una falsa bolla di carico e un falso sigillo inm odo che il mezzo pesante poteva uscire senza destare sospetti e superare i controlli.

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