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Calo delle donazioni di sangue, l'Avis prova a capire il perché

L’Avis Provinciale di Piacenza ha reso noti i risultati di un’indagine conoscitiva sull’abbandono delle donazioni di sangue

Il calo delle donazioni di sangue a Piacenza e provincia  è stato analizzato dall’Avis. L’indagine conoscitiva sull’abbandono nelle donazioni di sangue rappresentava uno degli obiettivi associativi di Avis Provinciale di Piacenza per l’anno 2016.  Quest’indagine è stata realizzata attraverso una ricerca-azione che si è svolta da luglio a  novembre 2016. La ricerca-azione ha utilizzato due ambiti principali: una survey sui donatori inattivi; una serie di 4  gruppi focus per un’ analisi di tipo qualitativo con personale dipendente e medico/sanitario, volontari, dirigenti e non delle sezioni Avis del Comune e della Provincia di Piacenza.

L’obiettivo dell’indagine sui donatori “inattivi” (coloro che dopo la visita d’idoneità non hanno mai iniziato a donare e/o  chi essendo donatore ha interrotto la donazione) ha avuto una triplice finalità:

- comprendere i motivi  di chi, pur essendo idoneo alla donazione, non ha mai iniziato a donare;

- comprendere i fattori che influiscono sull’allontanamento dalla donazione di sangue ed emocomponenti;

- creare un “riscontro” tra ciò che dichiarano gli intervistati e la percezione delle motivazioni che hanno le persone appartenenti e impegnate in Avis in modo attivo, coinvolte nei gruppi focus

Gli intervistati sono stati contattati da Avis Provinciale tramite email e la compilazione del questionario è avvenuta su una piattaforma on line. Gli intervistati che hanno risposto positivamente all’indagine sono stati complessivamente 199 così ripartiti 

- 41 persone che, dopo la visita di idoneità, non avevano mai iniziato a donare;

- 158  donatori che hanno successivamente interrotto.  

Il campione dal punto di vista socio anagrafico era composto da 99 uomini e 100 donne con età media di 41,3 anni principalmente di origine italiana (96%) e di Piacenza e provincia (89%). Nessuno dei rispondenti è privo di titolo di studio o ha licenza elementare viceversa il 10% ha un titolo di scuola media inferiore, il 54% è diplomato e il 36% è laureato a riprova della correlazione positiva esistente tra livello di studio e propensione al dono di sangue ed emocomponenti. 

Per quanto riguarda lo stato civile il 35% è nubile/celibe, il 56% è coniugato, l8% separato/ divorziato e l’1% vedovo. A livello di attività lavorative, sono dipendenti nel settore privato (44%), lavoratori autonomi ( 25%),  dipendente pubblico ( 20%),  studenti (8%) e persone in cerca di occupazione (6%).

Per quanto riguarda l’analisi dei dati dei due gruppi “di abbandoni” i motivi principali individuati sono i seguenti

Per le  persone che non hanno mai iniziato a donare:

... ho avuto problemi di salute  37%

 ... sono stato temporaneamente sospeso dalle donazioni e poi non ho più ripreso. 17%

... non ho più ricevuto notizie da parte di AVIS dopo essere stato considerato idoneo alla donazione 17%

. ... non ho ricevuto la chiamata alla donazione da parte di AVIS 17%

Per il gruppo di donatori inattivi:

... ho avuto problemi di salute. 36%

... non potevo donare agevolmente la domenica. 21%

... sono stato temporaneamente sospeso dalle donazioni e poi non ho più ripreso. 19%

... ho avuto difficoltà ad assentarmi dal luogo di lavoro 19%

Complessivamente sono quindi fattori di tipo più personale e sanitario quelli rilevanti all’abbandono/interruzione ( oltre a quelli elencati anche: esami del sangue alterati, la temporanea sospensione dalla donazione mai più riattivata, la difficoltà nel prelievo, un malessere nel momento della donazione.)

L’analisi dei gruppi focus ha evidenziato una percezione non sempre corretta del fenomeno dell’abbandono della donazione, rispetto a quanto dichiarato direttamente dai donatori inattivi nel questionario online.

Infatti i donatori attivi e i dirigenti Avis hanno messo solo al 5° posto i fattori più rilevanti (personali e sanitari), evidenziando invece in modo particolare la dimensione organizzativa, con particolare sottolineatura all’eccessiva distanza dal punto di raccolta più vicino (presunta conseguenza della chiusura dei punti di raccolta avvenuta negli scorsi anni), la troppa burocrazia legata anche al nuovo sistema di prenotazione e all’allungarsi dei tempi di attesa.

Rispetto ai questionari è stato inoltre sottovalutato, come elemento di possibile abbandono, il venir meno del senso di appartenenza ad AVIS e dello stimolo alla donazione; è stata invece sopravvalutata l’importanza dei familiari/parenti/amici come motivazione a continuare a donare.

L’indagine ha compreso anche una parte di analisi delle motivazioni al donare sangue. Si sono volute evidenziare motivazioni intrinseche ed estrinseche alla scelta.

In questo senso si è creata anche una distinzione in due fasce d’età, che hanno mostrato alcune differenze nelle motivazioni

- fino ai 30 anni ( fascia giovani )

- oltre i 30 anni

In particolare:

A) «Sono consapevole della necessità di scorte di sangue» è sempre la motivazione più importante, ma i più giovani privilegiano l’amicizia, la partecipazione agli incontri e l’ascolto di informazioni, mentre i meno giovani il controllo della propria salute.

B) L’interesse per il controllo della propria salute va inteso soprattutto con la valenza positiva di prevenzione. Infatti, esisteva la motivazione «Posso fare gli esami del sangue gratuitamente», ma si è collocata al 9° posto, sia tra i più giovani (11% di «Sì»), che tra i meno giovani (7%).

In conclusione, quest’ indagine ha consentito di comprendere meglio sia le motivazioni dell’abbandono della donazione di sangue, sia i fattori che spingono a cominciare o a continuare a donare, con importanti spunti per le future attività di promozione di Avis Provinciale.

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