Maxi operazione antimafia, un arresto a Piacenza: è "O' Maresciall'"

C'è anche un 57enne residente a Piacenza nell'elenco degli arrestati nell'ambito di una maxi operazione coordinata dalla Dia di Napoli. L'uomo, ex carabiniere in congedo, sarebbe considerato l'"armiere" di una grossa organizzazione criminale

C'è anche un napoletano di 57 anni residente a Piacenza nell'elenco degli arrestati nell'ambito di un'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. L'uomo, un ex carabiniere in congedo, è finito in manette all'alba di questa mattina grazie all'intervento degli agenti della squadra mobile della polizia di Piacenza, che lo hanno prelevato nell'abitazione in cui dimorava dopo essersi trasferito nella nostra città alcuni anni fa. La notizia è stata resa nota questa mattina in questura, con il capo di gabinetto Girolamo Lacquaniti (nella foto in titolo).


L'ACCUSA
- "O' maresciall'", così è stato soprannominato negli ambienti camorristici per i suoi trascorsi all'interno dell'Arma, sarebbe considerato dall'accusa come l'armiere di una potente organizzazione criminale, che avrebbe provveduto a rifornire di armi e alla cui manutenzione era inoltre addetto. A supporto delle tesi accusatorie vi sarebbero infatti alcuni stralci di intercettazioni telefoniche in cui all'ex militare viene chiesto di recuperare un kalashikov e dell'esplosivo necessario a far saltare per aria un camion. Già arrestato a Napoli nel 2006 per reati connessi al traffico di armi, dopo i limiti e le disposizioni precautelari il camorrista in cerca di "una nuova vita" si era trasferito a Piacenza, dove in passato aveva seguito un corso per armiere.

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L'OPERAZIONE - L'importante operazione condotta contro i clan camorristici dei Casalesi e Mallardo dalla Dia di Napoli e dalla squadra mobile della questura di Caserta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha permesso di smantellare l'organizzazione attraverso una settantina di arresti, oltre a perquisizioni e sequestri di beni a carico di aziende operanti nei maggiori mercati ortofrutticoli di Lazio, Campania e Sicilia.


MAFIE COALIZZATE
- Alleati con le famiglie mafiose dei Santapaola-Ercolano, i due clan camorristici secondo l'accusa agivano nel mercato ortofrutticolo e del trasporto collegato a questo settore, di cui miravano a ottenere il monopolio attraverso estorsioni e metodi coercitivi. Tutto ciò avveniva sotto le insegne di quella federazione tra mafia, camorra e 'ndrangheta che nel tempo si è costituita per il controllo del settore ortofrutticolo.

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