Carabinieri arrestati, nessun collegamento dell’inchiesta con la ‘ndrangheta

La procura: «Non ci sono elementi che ce lo facciano pensare. Avvisata la Dda di Milano per competenza». Ritenute dagli inquirenti molto interessanti le dichiarazioni di alcuni carabinieri interrogati, tra cui il maggiore Stefano Bezzeccheri che ha chiarito situazioni e ruoli. Attese le decisioni del gip sugli arrestati

Alcuni carabinieri arrestati

«Al momento non ci sono elementi che facciano pensare a collegamenti con la ‘ndrangheta». E’ in sintesi la risposta della procura alle notizie sull’ingresso della criminalità organizzata nell’indagine Odysséus, che ha portato agli arresti dieci carabinieri (6 in carcere) e 15 persone tra spacciatori e fiancheggiatori. Il procuratore Grazia Pradella aveva informato la Dda di Milano perché dall’inchiesta è emerso che un quantitativo di droga, 2 chili di marijuana, era stata acquistata nel Comune di Gaggiano (Milano) da una persona di origini calabresi. Quindi la competenza era della magistratura milanese.  I sostituti procuratori Antonio Colonna e Matteo Centini, intanto, proseguono le indagini, anche alla luce di quanto emerso dagli interrogatori di garanzia nei giorni scorsi. In mattinata, Pradella ha ricevuto il comandante interregionale carabinieri Vittorio Veneto, il generale Enzo Bernardini. Poi, è stata la volta di una nuova riunione con i vertici locali dell’Arma, guidati dal colonnello Paolo Abrate.

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Gli inquirenti hanno ritenuto molto interessanti alcuni interrogatori, soprattutto quello del maggiore Stefano Bezzeccheri (accusato solo di abuso di ufficio, in relazione alla mancata segnalazione alla prefettura come assuntori di due persone, in realtà informatori di alcuni carabinieri della caserma), all’epoca comandante di Compagnia da cui dipendeva la stazione Levante, il quale avrebbe chiarito nel dettaglio molte situazioni e delineato il ruolo di alcune persone all’interno dell’Arma. Insomma, che l’inchiesta non fosse finita lo aveva già detto il procuratore Pradella e nei prossimi giorni potrebbero emergere altre novità e potrebbero venire coinvolte altre persone, allargando così il terreno su cui indagare. Infine, è attesa nel giro di ore la decisione del giudice per le indagini preliminari, Luca Milani, dopo gli interrogatori di garanzia. Molti avvocati hanno chiesto di revocare o attenuare alcune misure cautelari (dal carcere fino all’obbligo di dimora) sulla base del comportamento dei loro assistiti.

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