Tra Piacenza e Castello raddoppiati i posti in terapia intensiva. Baldino: forse la curva si assesta, una luce in fondo al tunnel

L'Asl di Piacenza fa il punto sull'emergenza Coronavirus. Il direttore: «Pazienti più gravi accolti anche da altri ospedali in regione». Nani (118): «Dodici ambulanze dedicate a questa emergenza». Codeluppi (Malattie infettive): «Ecco come curiamo chi ha la polmonite da Covid 19»

Il pronto soccorso di Piacenza

Il sistema sanitario di Piacenza sta raddoppiando la sua capacità di gestire in terapia intensiva i pazienti più gravi contagiati da Coronavirus. E' il direttore dell'Asl Luca Baldino ad annunciare che entro sabato all'ospedale di Piacenza ci saranno il doppio di posti di terapia intensiva disponibili, che diventeranno 33. I quali si andranno ad aggiungere ai 12 ottenuti nel polo ospedaliero della Valtidone. «Sempre a Castello - afferma Baldino - stiamo per avere un totale di 120 posti letto dedicati ai pazienti Coronavirus che non necessitano di terapia intensiva o sub intensiva, mentre all'ospedale di Piacenza abbiamo tre reparti interi dedicati al virus, oltre a quello delle malattie infettive. Per questo il pronto soccorso di Castelsangiovanni è stato chiuso, e chi ne ha bisogno viene dirottato su quello di Piacenza. Desidero anche sottolineare che alcuni pazienti più gravi, che necessitano di terapia intensiva, saranno gestiti anche da altri ospedali della Regione che hanno dato la loro disponibilità ad accoglierli».

«Tutto il sistema ospedaliero piacentino è sotto pressione a causa di una situazione ad alta complessità - prosegue il direttore dell'Asl - ma i nostri operatori stanno dando il massimo e sono sul pezzo. Il raddoppio della terapia intensiva ci mette in condizione di accettare carichi maggiori, ma il problema è quanto durerà questa emergenza. Oggi registriamo quattro nuovo casi in meno di ieri, forse la curva si sta assestando, vediamo una luce in fondo al tunnel ancora molto lungo».

Analogamente sotto pressione anche il sistema del 118 di Piacenza, soprattutto anche a causa del trasporto e dello spostamento tra i vari ospedali dei pazienti più gravi, ma che però sta dimostrando di reggere altrettanto bene all'emergenza in atto: «Questo - afferma il coordinatore Stefano Nani - grazie all'aumento di mezzi di soccorso, ambulanze e auto, realizzato grazie agli operatori del 118 di Piacenza insieme all'Anpas e alla Croce rossa. Sono dodici i mezzi di soccorso dedicati ai pazienti che manifestano difficoltà respiratorie».

Sul fronte terapeutico, il primario del reparto di Malattie infettive, Mauro Codeluppi, sottolinea e ribadisce l'importanza strategica e determinante per i cittadini, in questo momento, di contenere ulteriormente i contagi osservando tutte le disposizioni, le raccomandazioni e le indicazioni che vengono fornite alla popolazione in queste ore, in primis «quella di ridurre il più possibile i contatti sociali e ravvicinati». 
«Stiamo facendo tutto il possibile sul fronte terapeutico - spiega Codeluppi - grazie anche a una vasta esperienza maturata nell'ambito del contagio in Cina, per i pazienti più gravi vengono proposte terapie antivirali condivise dalla Società Italiana di malattie infettive. A Piacenza siamo in grado di garantire a chi ha una polmonite da Covid 19 un trattamento antivirale di combinazione, e per certi casi anche di acquisire un farmaco che pare molto efficace ma non ancora registrato».

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«La lotta all'espansione del virus - riprende Baldino - necessita di massima collaborazione da parte della collettività. Non farsi prendere dal panico e seguire in maniera ligia le disposizioni, proteggendo soprattutto le persone più fragili. Isolare 56 milioni di italiani sarebbe la strategia più efficace, ma è impossibile arrestare un Paese, quindi serve il giusto equilibrio. Sicuramente ribadiamo l'importanza di non usare in maniera inappropriata i servizi ospedalieri, e di non frequentare il pronto soccorso che è già sottoposto a una forte tensione».

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