Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Destinati a salvare la vita: i vigili del fuoco rendono onore a Santa Barbara

Non è un'esibizione quella dell'8 dicembre. I vigili del fuoco non devono esibire nulla, devono solo arrivare quando servono e infatti arrivano sempre. Porte aperte alla caserma di Strada Valnure. Ricordate con un minuto di silenzio le tragedie di Rieti e Ancona

(foto E. Gatti)

«Un giorno senza rischio non è vissuto, poiché per noi credenti la morte è vita, è luce: nel terrore dei crolli, nel furore delle acque, nell'inferno dei roghi». Così recita la preghiera di Santa Barbara, la patrona dei vigili del fuoco che ogni anno viene celebrata (e pregata) in tutta l'Italia. Lo scorso 5 dicembre, nell'esplosione di una cisterna sulla Salaria, è morto uno di loro, Stefano Colasanti. E' morto facendo il suo mestiere. Per questo, anche Piacenza gli ha voluto rendere omaggio con un minuto di silenzio prima del tradizionale saggio nei cortili della caserma, in strada Valnure. I pompieri, inoltre, hanno ricordato la tragedia di Ancona (nella notte, in una discoteca, sono morte sei persone, altre 120 sono rimaste ferite). 

Dalla simulazione della ricerca di un uomo scomparso con l'abilità del binomio cane-uomo all'incendio di bombole di gpl al montaggio della scala italiana e lo spegnimento di un rogo divampato in seguito allo scontro tra due auto, fino all'inno d'Italia e al Tricolore srotolato sul castello per le esercitazioni. Un pomeriggio di festa che rappresenta soltanto una piccolissima parte delle competenze del corpo nazionale dei vigili del fuoco, ma che è necessario, ogni volta, per fare gruppo, perpetuare lo spirito di squadra, omaggiare le tradizioni italiane e per raccontare anche ai più piccoli un lavoro rischioso e imprescindibile per il nostro paese. 

Non è un'esibizione quella dell'8 dicembre. I vigili del fuoco non devono esibire nulla, devono arrivare quando servono, e infatti arrivano sempre. Fondamentali nella vita di una comunità e della nazione, oltre a essere applauditi dai tanti bambini che li hanno guardati incantati, hanno anche ricevuto l'omaggio di un ragazzo, Pierpaolo Perotti, che dopo una visita alla caserma piacentina ha composto una poesia. Che recita: «Sospesi nel vuoto come farfalle, senza la polvere magica delle stelle ma con addosso il coraggio, la capacità e il volere nobile che guida coloro che delle premura e dell'aiuto fanno lo scopo della vita. Hanno la dolcezza scritta sul cuore e sanno che la loro fatica è somigliante al vento caldo dell'estate. Destinati a salvare fantasticamente la vita con la voglia di essere una freccia che si perde senza ferire»

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