Dopo lo stalking iscrive la moglie alla chat erotica per vendetta, condannato

Un piacentino di 60 anni è stato condannato a due anni di reclusione con le accuse di maltrattamenti, stalking, lesioni e tentata violenza privata nei confronti della ex moglie, da cui si sta separando

(Repertorio)

L’ha maltrattata, picchiata e umiliata per vent’anni, arrivando anche a iscriverla a una chat erotica su Facebook. Il 18 gennaio, un piacentino di 60 anni è stato condannato a due anni di reclusione con le accuse di maltrattamenti, stalking, lesioni e tentata violenza privata nei confronti della ex moglie, da cui si sta separando. L’uomo, difeso dall’avvocato Matteo Mami, ha scelto il rito abbreviato, ma il giudice non gli ha sospeso la pena, a causa di diversi precedenti penali.

Il giudice per l’udienza preliminare Luca Milani ha accolto la richiesta di condanna del pm Emilio Pisante e ha anche stabilito un risarcimento di 4.500 per la vittima. La donna si era costituita parte civile con l’avvocato Mara Tutone.

L’uomo si è difeso e al giudice ha detto di non averla maltrattata. Si trattava solo di litigi in una coppia. Il 60enne ha anche negato di averla iscritta a una chat erotica. L’avvocato Mani attende di leggere le motivazioni e valuta il ricorso in Appello.

Dopo i primi anni di matrimonio, la convivenza è diventata un infermo per la donna costretta a subire la violenza del marito, possessivo e geloso. Negli ultimi anni, nonostante avesse perso il lavoro e a sostenere la famiglia era la moglie, lui non si era fermato e continuava a maltrattare la donna.

Finalmente, nel 2017 la donna aveva trovato il coraggio di dire basta e lo aveva denunciato. Quando lui lo ha saputo ha infierito ancora di più: messaggi sul telefono, telefonate continue, botte. Una volta l'aveva sorpresa di spalle alla fermata del bus, aveva cercato di strapparle il cellulare. lei aveva resistito e lui le aveva spinto con violenza la testa contro la pensilina: voleva vedere con chi stesse scambiando messaggi. Nel periodo in cui era sta perseguitata e pedinata, la donna era stata aggredita almeno tre volte riportando referti del pronto soccorso anche di 15 giorni.

Avviata l’indagine, nel 2018 all’uomo era stato vietato di avvicinarsi alla moglie, che nel frattempo aveva chiesto ospitalità a una parente. Non riuscendo più a contattarla, l’avrebbe iscritta a una chat erotica. Lei ha cominciato a ricevere strani messaggio e, intuendo cosa fosse successo, lo ha denunciato.

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