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Due palestre comunicanti nell'ex Laboratorio Pontieri, senza “disturbare” Palazzo Farnese

Due palestre (omologate anche per l'attività agonistica) comunicanti per le scuole superiori del centro città. I lavori termineranno per l'inizio dell'anno scolastico 2018-2019. Ecco la prima ipotesi progettuale

«È una giornata storica: stamattina abbiamo firmato l’accordo sulla realizzazione delle due palestre». Così il presidente della Provincia Francesco Rolleri annuncia il passaggio di consegne tra Demanio e Provincia su una parte del Laboratorio Pontieri, l'ex caserma del Ministero della Difesa, passata prima al Demanio poi al Comune di Piacenza, che al suo interno farà costruire due palestre per le scuole superiori, tema di competenza dell'ente di via Garibaldi.  «È stato un percorso lungo e complesso – ha aggiunto Rolleri - ma da quando Reggi è diventato direttore del Demanio queste procedure hanno trovato una velocità diversa. Il rogito è stato fatto solo in 8 giorni. Penso che tutto il percorso sia frutto di una buona pratica amministrativa. La Provincia utilizzerà 4 milioni di euro – questo il costo dei lavori – presi dai fondi della vendita della prefettura e della caserma dei carabinieri di via Beverora. Da oggi noi della Provincia siamo in pieno possesso dell’area. A breve anche il Comune di Piacenza sarà inserito nell’accordo».

Nell’accordo di valorizzazione dell’area dell’ex Laboratorio Pontieri, sono già state formulate le prime ipotesi di realizzazione delle nuove palestre scolastiche.  «Abbiamo già sul tavolo una delle ipotesi che discuteremo con la Soprintendenza: è indispensabile ricordare che la progettazione finale dovrà avere il loro parere, l’area è delicata, c’è vicino Palazzo Farnese». Le palestre serviranno per il liceo Gioia e l’istituto Romagnosi.

«C’è stata una grande collaborazione tra le diverse parti dello Stato. In tutto il Paese siamo facendo questi percorsi, qua a Piacenza c’è una particolare attenzione verso le tante proprietà dello Stato abbandonate e in degrado. Il federalismo demaniale parla di questo: cedere gratuitamente beni propri solo in presenza di un progetto di valorizzazione, per conservare il bene e tutelarlo.  Le scuole attendono questo da un decennio: finalmente si dà una risposta alle scuole superiori del centro città. Questa modalità non ha costi: grazie a una collaborazione siamo arrivati alla vendita ad Invimit  di prefettura e caserma di via Beverora per ottenere le risorse. È un’operazione vantaggiosa per la comunità piacentina. Prima di acquisire questo bene si è dovuto risalire a tutta la documentazione presso i militari e il Comune di Piacenza: è stata un’operazione fatta a tempo di record, ringrazio i miei collaboratori per aver lavorato con intensità. Per la comunità piacentina è un bel momento. Speriamo di vedere al più presto le betoniere che girano in quell’area».Laboratorio Pontieri-3

«Ci ritroviamo - ha detto la sua anche il sindaco di Piacenza Paolo Dosi - a valorizzare un intervento su beni demaniali resi disponibili. Grazie al lavoro della Provincia e del Demanio e ai tempi accelerati, si è dato gambe a un progetto in sospeso da diversi anni e che finalmente darà una risposta definitiva a un’esigenza di palestre. È un esempio positivo di come si sia trovata fantasia e volontà progettuale per individuare un obiettivo traducibile in risultato concreto». «Momento importante - ha espresso la sua soddisfazione il preside del Gioia Maurizio Sartini - per la nostra scuola, ci siamo dovuti arrangiare per tanti anni. Era un problema storico, che ha gravato anche sull’economia della Provincia che ha dovuto reperire spazi privati a pagamento. È grandioso per noi: i nostri insegnanti in questi anni dovevano arrivare a piedi fino alla Vittorino da Feltre con gli studenti per fare attività. È un problema molto sentito e ora si vede la fine».

IL PROGETTO

All’ingegnere Stefano Pozzoli, dirigente della Provincia, è toccato entrare nel dettaglio. L’area acquisita dall'ente è di 4700 metri quadrati. «Su quest’area vi sono tre capannoni di depositi ex militari, uno sottoposto a vincolo – quello più vicino al Campo Daturi -. Gli altri due non hanno particolare valore, perciò verranno demoliti. Quest’area è più bassa di quella di Palazzo Farnese, sottoposta a vincolo. Per demolire e costruire la Provincia ha stanziato 4 milioni di euro nel bilancio 2016. Questi soldi derivano dall’alienazione dei due fabbricati della prefettura e della caserma. Sono stati incassati 9 milioni e 800mila euro complessivi da questa operazione: il resto è stato investito per altri lavori pubblici».

Le palestre che verranno realizzate saranno due. «Uno dei due campi è solo per l’utilizzo scolastico, l’altro sarà utilizzato anche dalle società sportive. Ci vedremo con la soprintendenza entro la fine del mese per condividere il progetto, poi si passerà maggiormente nel dettaglio a discutere del progetto anche con i dirigenti scolastici degli istituti limitrofi». In questo momento la Provincia – che ha affidato il progetto ai suoi architetti Matteo Bocchi e Laura Tagliaferri – è concentrata maggiormente sulla stima del perimetro dei nuovi edifici. A tal proposito è stato fatto qualche test in 3D per vedere come possono incastrarsi e non risultare impattanti dal punto di vista visivo: a pochi metri di distanza c’è infatti uno dei gioielli di Piacenza, Palazzo Farnese. «Il vallo ci aiuta – spiega l’architetto Bocchi - perché siamo 6-7 metri sotto il livello del Farnese, ci aiuta perché non vogliamo “scontrarci” con il Farnese. Si sta ragionando, i tempi sono stretti, ora si discute di volumetria con la Soprintendenza per capire se questa è la strada giusta, poi vedremo gli spazi interni con le scuole».

«Dalla Soprintendenza – ha aggiunto ancora Pozzoli - ci hanno raccomandato la questione dell’altezza. Non è esclusa la possibilità di un tetto piano, la palestra scolastica deve avere comunque un’altezza di almeno 7 metri. Il rischio è che se ci abbassiamo troppo con le fondamenta rischiamo di trovare l’acqua, siamo vicini al Po. Non dobbiamo sporgere troppo con il piano di fondazione. Dobbiamo incastrare i nostri metri in quello spazio, tra le fondamenta e Palazzo Farnese. Deve essere una presenza discreta e non invadente».

I campi delle due palestre saranno di identica lunghezza, mentre le strutture esterne saranno disomogenee. «Una avrà più spazio intorno al campo per il pubblico, ma entrambe saranno omologate per l’uso scolastico e agonistico. Esternamente una sarà più grande per gli spalti. All’incirca quella più grande sarà sui 35x27 metri, l’altra 27x18. L’idea è di accorpare le due strutture in un corpo unico, per centralizzare spogliatoi, docce, riscaldamento, risparmiando nella gestione futura». Saranno dotate di tecnologie di fonti rinnovabili (fotovoltaico) e, ovviamente, antisismiche.

Per avere le due palestre bisognerà aspettare ancora un po’. L’obiettivo è consegnarle in tempo per l’inizio dell’anno scolastico 2018-2019. Ci vorranno 5-6 mesi solo per la gara d’appalto – sempre più stringente e con nuove regole – e almeno un anno di lavori. A controllare i lavori ci penseranno proprio i maggiori fruitori delle palestre. «Gli insegnanti – ha scherzato Rolleri - ci faranno sicuramente pressing per la consegna dei lavori».

AREAPONTIERI

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